FRANCO VIMERCATI: LA FOTOGRAFIA, LA VITA

FRANCO VIMERCATI: LA FOTOGRAFIA, LA VITA

MADRID\ aise\ - Sarà l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ad ospitare la prima mostra in Spagna dell’artista Franco Vimercati (Milano 1940-2001) con un progetto espositivo a cura di Elio Grazioli. “Franco Vimercati: la fotografia, la vita” verrà inaugurata domani, 1 marzo, e rimarrà aperta al pubblico fino al 21 giugno.
Questa esposizione rappresenta un importante momento di approfondimento sulla ricerca di Vimercati e, per la prima volta, un incontro/confronto fra i suoi lavori e quelli di Giorgio Morandi di cui, in mostra, sono presenti due incisioni, rispettivamente del 1928 e del 1946. Sensibile alla contemporaneità, nel corso degli anni Vimercati è stato accostato ad artisti legati al minimalismo e all’arte concettuale.
Come ha scritto in catalogo Javier Hontoria: “Possiamo, dunque, affermare, senza ombra di dubbio, che qualsiasi storia della fotografia pre – digitale trova nell’artista milanese il suo epilogo più convincente”.
Da sempre molta critica ha affiancato il modo di lavorare e di vivere di Franco Vimercati a quello morandiano, chiamandolo il “Morandi della fotografia”, ma è con questa mostra che si approfondiscono in maniera mirata le tangenze e le differenze fra i due artisti. Vissuto in disparte dal clamore del “sistema dell’arte”, Vimercati era già leggendario in vita per la sua serie di ben cento “zuppiere”, a cui si è dedicato esclusivamente per dieci anni, e, come Morandi, per aver sempre mantenuto, come unico soggetto delle sue opere, oggetti quotidiani, “nature morte”.
Come ricorda Marilena Pasquali, maggiore studiosa di Morandi, nel suo testo in catalogo: “… c’è per entrambi il bisogno di contemplazione, la sospensione del quotidiano per dedicarsi anima e corpo all’indagine visiva, al rapporto esclusivo con l’immagine che nasce dal loro pensiero, sguardo, sentimento”.
E ribadisce Elio Grazioli, spiegando il titolo della mostra: “… Morandi significa qui questo tipo di scelta estetica che comporta una corrispondenza esistenziale: non si possono fare questo tipo di opere se non con questo tipo di vita e di linguaggio; questo genere di scelte comporta una finezza, una sensibilità per le differenze sottili, e d’altro canto un impegno e una determinazione che non possono tentennare”.
La scelta di presentare due incisioni di Morandi non è casuale. Ricorda Grazioli dalle parole di Vimercati stesso: “… e con l’incisione la fotografia ha in effetti molte cose in comune: la lastra, il negativo, la stampa, e con essi il rapporto tra bianco e nero, la profondità del segno, il lavoro di precisione”, l’attenzione tecnica non fine a se stessa ma che diventa attenzione linguistica, formale, come appunto nella Minimal Art e nell’Arte Concettuale.
Nelle sale dell’Istituto si avrà la possibilità di apprezzare esempi significativi dell’intero percorso artistico di Vimercati.
La prima serie fotografica risale al 1973, Sulle Langhe: si tratta di fotografie in bianco e nero che ritraggono gli abitanti delle Langhe, ritratti che svelano l’intenzione di classificare i mestieri, sull’onda del grande progetto di catalogazione delle tipologie umane di August Sander.
Nella Sala Exposiciones sono esposte le prime serie legate agli oggetti e al tempo tra le quali Un minuto di fotografia (1974) e la serie completa delle quattordici immagini raffiguranti la “brocca” (1980-1981). Nella Sala de los Espejos è, invece, protagonista una selezione di lavori dell’iconico “ciclo della zuppiera”: per quasi dieci anni, dal 1983 al 1992, Vimercati ha scattato un centinaio di fotografie esclusivamente a questo oggetto reso mutevole da messa a fuoco, inquadratura e luce. L’oggetto diventa, infatti, per Vimercati segno di sperimentazione e acquista una valenza quasi rituale.
Nella Sala Belvedere infine è esposto un altro ciclo di opere altrettanto fondamentale, quello delle “capovolte”. Sono fotografie che ritraggono oggetti di uso quotidiano così come il processo fotografico li restituisce nella camera, ossia capovolti. Dopo i primi scatti, l’approccio di Vimercati si estremizza lasciando l’immagine sfocata, espressione di un’ulteriore radicalizzazione dell’oggettività del fotografo che non interviene raddrizzando o mettendo a fuoco l’immagine per rendere leggibile il soggetto, ma lascia che la fotografia “avvenga”.
Per tutto il periodo della mostra sarà proiettato un video sulla figura dell’artista, curato da Elio Grazioli per la regia di Dario Bellini.
Il catalogo della mostra è prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, edito in italiano e spagnolo, contiene testi critici di: Elio Grazioli, Javier Hontoria e Marilena Pasquali.
In concomitanza della Fiera internazionale d'Arte Contemporanea, ARCOMadrid, sabato 2 marzo si terrà un talk di Elio Grazioli presso la Sala Fundación ARCO, Hall 9, ore 16.00 (IFEMA, Feria de Madrid. Parque Ferial Juan Carlos I – 28042 Madrid).
L’esposizione è stata possibile grazie all’Archivio Franco Vimercati e alla preziosa collaborazione della Galleria Raffaella Cortese. (aise) 

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