IL CONSIGLIERE DE VITA (DGIT) A MANTOVA PER LA GIORNATA DELL’EMIGRAZIONE LOMBARDA

IL CONSIGLIERE DE VITA (DGIT) A MANTOVA PER LA GIORNATA DELL’EMIGRAZIONE LOMBARDA

MANTOVA\ aise\ - Con una crociera fluviale su fiume Mincio si è aperta la Giornata dell’Emigrazione Mantovana e Lombarda, che, proseguita con una visita all'Abbazia di San Benedetto Po, ha avuto luogo sabato, 23 novembre, a Mantova e dintorni.
La manifestazione, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si è svolta lungo tutto l’arco della giornata con un ricco programma di storie e musiche di emigrazione a cura dell’Associazione Mantovani nel Mondo, presieduta da Daniele Marconcini.
In serata c’è poi stato, presso l'hotel La Favorita, un workshop tecnico sul tema "Turismo delle radici" cui ha partecipato anche il consigliere Giovanni Maria De Vita della Direzione Generale Italiani nel Mondo della Farnesina.
Gli italiani residenti all’estero, censiti negli schedari consolari della rete Farnesina, sono ormai oltre sei milioni: una popolazione superiore a quella di una regione come il Lazio, ha esordito il consigliere De Vita, ricordando il contributo dato dai connazionali all’estero alla crescita del Paese, anche attraverso le rimesse, che ad oggi rappresentano ancora circa il 3,7% del PIL nazionale. "Tuttavia", ha precisato, "per noi questi connazionali non rappresentano solo una risorsa economica. Gli italiani all’estero fanno parte a pieno titolo di quel gruppo definito con il termine "italici", che include persone di origine italiana e persone che, a prescindere dalla loro nazionalità stimano il nostro Paese". Si parla di un numero che può variare dai 60 agli 80 milioni di italodiscendenti nel mondo. Come ha sottolineato De Vita, sono proprio questi "oriundi" a rappresentare la "base per costruire un ponte" tra Italia e resto del mondo, non solo per la promozione del Sistema Paese, bensì anche per rendere più attrattivo il nostro Paese. "Per gli italiani residenti in Paesi extracomunitari significherebbe avere strumenti per una più efficace presenza europea, anche dal punto di vista culturale", con vantaggi come l’accesso ai programmi europei in ambito accademico.
Il "turista delle radici", ha spiegato De Vita, "sente un forte legame con il nostro Paese e non vuole soltanto ripercorrere l’origine genealogica della propria famiglia, bensì rivivere in prima persona l’esperienza narrata dai nonni. In un mondo sempre più globalizzato, che tende a trasformare certi valori, riscoprire la propria identità in una società multiculturale rappresenta un fattore di forza e di sicurezza".
"Esiste già un tavolo tecnico per la promozione del turismo delle radici, che ha riunito enti istituzionali, associazioni e mondo accademico, ma anche rappresentanti delle regioni, degli enti locali e infine diverse start-up", ha spiegato il consigliere De Vita, illustrando infine la prima guida dedicata proprio al turismo delle radici, prodotta da Raiz Italiana e presentata nei mesi scorsi alla Farnesina. La guida è struttura in diverse sezioni e presenta un’introduzione sulla storia dell’emigrazione italiana per poi continuare dando informazioni su come individuare luoghi storici per la propria storia personale e familiare.
Una guida preziosa anche per i tanti lombardi e loro discendenti sparsi nel mondo, come ha evidenziato Daniele Marconcini, presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo, ricordando che "la Lombardia è tornata ad essere la prima regione italiana per emigrazione. Dobbiamo creare una promozione del territorio anche dal punto di vista culturale: abbiamo la più importante biblioteca lombarda grazie al finanziamento della Regione. Chiediamo però di creare una maggiore sinergia a livello nazionale, con la Lombardia quale motore di questo turismo di ritorno", ha aggiunto Marconcini.
Mantova in particolare è stata la città attraverso cui tutti i lombardi e veneti hanno fatto tappa per emigrare verso le Americhe. Le migrazioni dalle due regioni del nord d’Italia raggiungevano dunque la città per poi arrivare al porto di Genova e imbarcarsi per attraversare l’oceano atlantico. Questa grande migrazione, che ha spopolato la provincia mantovana, è stata anche ricordata da una lettera Pastorale dal Vescovo di Mantova, Giuseppe Sarta, futuro Papa Pio X, nella quale chiedeva a tutti i parroci mantovani di sostenere moralmente e spiritualmente i concittadini partiti per terre lontane in cerca di un futuro migliore.
Recentemente l’Associazione Mantovani nel Mondo ha costituito presso la biblioteca comunale di Mantova "Baratta" un prezioso fondo archivistico e libraio sull’emigrazione lombarda e mantovana, unico nel suo genere in Italia.
L’evento di sabato, 23 novembre, è stato un momento evocativo e spirituale, accompagnato da musica per la rivisitazione dei luoghi della memoria da cui partirono tante famiglie. (aise) 

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