IL “MISTERO BUFFO” DI DARIO FO A MONACO DI BAVIERA

IL “MISTERO BUFFO” DI DARIO FO A MONACO DI BAVIERA

MONACO\ aise\ - L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, in occasione della XIX Settimana della Lingua Italiana nel mondo che quest’anno ha come tema “L’italiano sul palcoscenico”, lunedì 11 novembre, alle 18.30 presenterà al pubblico tedesco lo spettacolo “Mistero Buffo” di Dario Fo, interpretato da Matthias Martelli, con la regia di Eugenio Allegri.
Il capolavoro del teatro di narrazione del Premio Nobel Dario Fo viene presentato nella nuova edizione per i 50 anni. La regista assistente è Alessia Donadio; luci, fonica e video sono di Loris Spanu. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale in collaborazione con ArtQuarium.
“Mistero Buffo” ha debuttato al Teatro Gobetti di Torino il 15 ottobre 2019.
Era il 1° ottobre del 1969. Il futuro premio Nobel Dario Fo debuttò con la prima versione di quello che sarebbe diventato il capolavoro del teatro di narrazione: Mistero Buffo. Un atto unico composto da monologhi di ispirazione religiosa, riproposti in chiave fortemente satirica, concepito come una giullarata popolare in una lingua inventata e onomatopeica, di ispirazione medievale e mescolata con i dialetti padani: il grammelot.
Un’invenzione di straordinaria potenza teatrale. L’opera ebbe un successo popolare enorme, fu replicata migliaia di volte (persino negli stadi), conta numerose differenti versioni e integrazioni. Un atto di ribellione, un testo all’epoca “sovversivo”, un modello di satira politica che non smette di trascinare le platee.
A sfidare l’iconico monologo, ormai considerato un classico del ’900, è Eugenio Allegri, regista di questa nuova produzione dello Stabile di Torino e ArtQuarium, che si affida al talento e alla maestria di Matthias Martelli. “Io e Matthias abbiamo fatto un patto - racconta Allegri - il Mistero Buffo sarebbe stato lo stesso che avevo visto interpretare da Dario Fo, a Torino, nel 1974, nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere, a Palazzo Nuovo. Con quelle stesse giullarate e con quella stessa veemenza artistica”.
E così è stato. Dopo la versione applaudita l’anno scorso anche a Londra, alla Print Room at the Coronet, quella allestita al Gobetti e ora portata in Baviera è “un’edizione che vogliamo chiamare “dei 50 anni””, sottolinea il regista. A La nascita del giullare e a La parpaia topola, presa in prestito dal Fabulazzo osceno, si aggiungeranno di volta in volta le giullarate di Bonifacio VIII e Il primo miracolo di Gesù Bambino, già presenti nella prima edizione, “riviste e arricchite alla maniera dei commedianti dell’arte i quali rinnovavano continuamente la propria abilità”.
Solo in scena, il pirotecnico Matthias Martelli passa “dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale”. Con una satira che tocca in chiave buffonesca, come nelle intenzioni di Fo, le storture del nostro tempo. (aise) 

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