IL RUOLO DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA NELLA COOPERAZIONE

IL RUOLO DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA NELLA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise – Nel corso dell’evento di apertura della XIII Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici che si è tenuta la scorsa settimana a Roma, si è tenuto un panel dal titolo “Lo sviluppo sostenibile: il benessere degli altri è anche il nostro”. A discuterne Enrico Giovannini, portavoce Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, don Dante Carraro, Direttore Onlus “Medici con l’Africa Cuamm”, Barbara Bregato, Ambasciatrice d’Italia in Marocco, e Giampaolo Cantini, Ambasciatore d’Italia in Egitto. Il tutto moderato dalla giornalista Alessandra Sardoni. “Cooperazione non significa solo cooperazione per paesi tra paesi - ha esordito Giovannini rispondendo alla domanda sull’incontro tra sostenibilità e cooperazione - ma anche tra privati. L’agenda 2030 è un grande dono in cui la cooperazione è fondamentale. Il tema della sostenibilità è centrale per ogni tipo di cooperazione. Nei quattro anni dalla firma dell’agenda, si è capito che non parla solo di ambiente, ma di tanti altri aspetti. Istat ha dimostrato che investire nella sostenibilità conviene, e ciò significa che è anche una grande opportunità di business. E questo significa poter fare diplomazia. La nuova presidente della commissione EU, nel suo discorso di insediamento, ha citato 12 volte la parola “sostenibile” nel discorso introduttivo, puntando molto su due temi: Carbon Neutral ed economia circolare, con la volontà di far diventare l’Europa il campione mondiale di tale tipo di economia non impattante”. Ha preso poi la parola Don Dante Carraro, che ha espresso soddisfazione per la possibilità di avere attualmente una vice ministra che si occupa specificamente di cooperazione. “Ciò significa - ha detto il presidente di Cuamm - che hanno voluto mettere questo argomento al centro delle politiche, e che può si possono avere ottimi riscontri, anche sui finanziamenti. Lavorare in sinergia, tra pubblico e privato, è importantissimo. O si lavora insieme o non si va da nessuna parte. Salute ed educazione sono i pilastri per la cooperazione e per la stabilità. È difficile parlare di temi del genere in paesi dove non ci sono ginecologi o pediatri. “Aiutiamoli a casa loro”, infatti, passa dalla cooperazione”. Il discorso si è poi spostato per cercare di spiegare in che modo la cooperazione sia politica estera. A riguardo l’Ambasciatrice Bregato si è chiesta se la “Cooperazione italiana può servire ancora. E la risposta è sì”. “Il Marocco - ha continuato Bregato - ne è un esempio perfetto. Si possono conciliare interessi diversi con una serie di interventi classici: appoggio alla sanità di base, portare acqua potabile, energia elettrica ed altro ancora. Avere nel Paese un rapporto donatore-ricevente è stato modificato in partenariato, in coosviluppo, ricevendo mutui benefici. In Marocco, inoltre, abbiamo sostenuto l’istallazione di sistemi elettronici; la crescita economica non interrompe un flusso di finanziamento che si rivolge a campi sociali molti più fragili, come i nostri due progetti che consente a giovani locali di svolgere stage in loco con aziende italiane. Un altro progetto si rivolge alle migrazioni di ritorno nell’area subsahariana. Un’immigrazione di ritorno che sta aumentando, in cui i migranti portano l’esperienza acquisita in Italia nel paese d’origine”. L’Ambasciatore Cantini ha, invece, parlato del contributo della cooperazione per la realizzazione dell’agenda 2030, che, a suo parere, “è fondamentale. E le parti fondamentali si possono raggruppare in 3 ambiti: in primo luogo le ricostruzioni post conflitto, in cui l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale in Iraq, in Afghanistan e in centro America. In secondo luogo, si ha necessità di valorizzare il capitale umano, con sanità ed educazione come pilastri. Il terzo è il contributo alle PIM locali. L’Egitto è un Paese in continua crescita. E il contributo dell’Italia a questa crescita è importante, anche grazie agli istituti salesiani e alle associazioni non governative che operano nel Paese”. L’Ambasciatore ha poi risposto ad una domanda riguardo le indagini su Giulio Regeni, affermando che le “autorità italiane stanno facendo il massimo” per scoprire la verità su cosa sia successo al ricercatore italiano. (focus \aise) 

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