IN SENATO IL RICORDO DI NINO RANDAZZO: L’INTERVENTO IN AULA DI FRANCESCO GIACOBBE

ROMA\ aise\ - “Colleghe e Colleghi, Ieri ci ha lasciati il nostro collega Nino Randazzo. Senatore della quindicesima e sedicesima legislatura. Oltre ad essere un collega per me un amico. Sono profondamente dispiaciuto per questa triste notizia”. Così il senatore Francesco Giacobbe (Pd) che questa mattina nell’Aula di Palazzo Madama ha ricordato Nino Randazzo, senatore dal 2006 al 2013 eletto in Australia con il centrosinistra.
“Nato nelle isole Eolie, Nino emigrò in Australia nel 1952. Porterà sempre nel suo cuore l’arcipelago eoliano e la sua Salina. Assieme alla sua compagna di vita Maria, che incontrò in nave durante il lungo viaggio verso l’Australia, si stabilirono a Melbourne dove ebbero tre figlie. Anche la signora Maria purtroppo ci ha lasciati, poco meno di due mesi fa. Il cuore di Nino, già fragile, non ha retto al dolore per la Sua scomparsa”, ha aggiunto Giacobbe.
“Nino è stato un esponente brillante e acuto della cultura italiana e australiana. Giornalista, saggista, storico dell’emigrazione italiana, autore di libri e commedie teatrali. Per quasi 30 anni – ha ricordato – è stato direttore de il Globo, il giornale in lingua italiana più diffuso in Australia. Ricordo i suoi editoriali ricchi di riflessioni piene di significato per la Comunità italo australiana e per la società multiculturale australiana. Ricordo tante sue affermazioni critiche, quasi dissacranti, su temi di attualità”.
“Giovane italiano a Melbourne, alla fine degli anni cinquanta Nino aderì al Democratic Labour Party, un partito di ispirazione cattolica formato da una scissione dal partito laburista australiano, con cui fu candidato al parlamento nel 1964. Sempre attivo nella comunità italo-australiana, Nino è stato vice presidente del Comites del Victoria e Tasmania e Consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero dove ricoprì la carica di Presidente della commissione informazione e comunicazione”, ha aggiunto il senatore, prima ricordare di aver conosciuto Randazzo “quasi subito dopo il mio arrivo in Australia nel 1983. Gli proposi e lui accettò di pubblicare una colonna sulla previdenza italiana in cui rispondevo alle domande dei lettori. (Per i più giovani, ricevevo le domande per posta!). Nel 1985, il ministro australiano della sicurezza sociale nominò me e Nino in una commissione di inchiesta di cinque persone per investigare vantaggi e svantaggi della proposta di stipulare accordi di sicurezza sociale con i Paesi di origine degli immigrati, fra cui l’Italia. Lavorammo assieme per molti mesi, incontrando rappresentanti delle comunità ed istituzioni in molte città australiane. Fu il consolidamento di una lunga e sincera amicizia”.
“L’accordo di sicurezza sociale fra Italia ed Australia è solo una delle tante battaglie storiche promosse da Nino”, ha ricordato ancora Giacobbe. “Dopo una vita dedicata all'informazione ed alla difesa dei diritti degli immigrati, dopo essere stato un rappresentante di primo piano della comunità anche nei rapporti con le autorità civili e politiche australiane, nel 2006 Nino venne eletto Senatore nella lista de l'Ulivo e rieletto nel 2008 in quella del Partito Democratico. Negli anni del suo mandato qui in Senato lo ricordo come persona corretta, politico che ha saputo tenere fede al suo mandato, impegnato per la sua comunità. Nino ha svolto il suo lavoro con una vera ed autentica passione legata ad un profondo impegno sociale e culturale. Voce degli italiani d'Australia e primo difensore degli italiani nel mondo”.
“Signor Presidente, tanti i messaggi di affetto che stiamo ricevendo in queste ore. Uno di questi viene dalle figlie di Nino mi chiedono di esprimere la loro gratitudine a Lei signor Presidente e tramite Lei al Senato poiché i sette anni in questa aula sono stati fra i più felici della vita di Nino”, ha proseguito il senatore. “Era orgoglioso di rappresentare gli Italiani della sua circoscrizione e di mettere a disposizione dell’Italia la sua vasta esperienza di vita. Aveva a cuore gli interessi e le esigenze di tutti gli italiani nel mondo ed era fortemente convinto del loro contributo allo sviluppo dell’Italia. I sette anni al Senato hanno anche permesso a Nino di ritornare nel Suo paese natio, la sua Patria, da cui non si era mai staccato e che amava più di ogni altra cosa”.
“Signor Presidente, dopo questi ricordi, mi permetta di chiudere facendo a nome di tutte le senatrici ed i senatori sentite condoglianze alle figlie di Nino ed alle loro famiglie ed affermare – ha concluso – che ci mancherà la voce critica di Nino, ci mancherà la Sua onestà e correttezza”. (aise)