INTERNAZIONALIZZAZIONE E SOFTPOWER ITALIANO

INTERNAZIONALIZZAZIONE E SOFTPOWER ITALIANO

ROMA – focus/ aise - “Sfide della globalizzazione, internazionalizzazione, softpower italiano” il titolo del terzo panel dell’evento “Diplomazia per l’Italia. Sicurezza e crescita in Europa e nel mondo”, organizzato dalla Farnesina in preparazione della XIII Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici che si è tenuto a Roma la scorsa settimana. Protagonisti sul palco dell’Auditorium i relatori Vincenzo Boccia, presidente Confindustria; Valerio De Molli, ad The European House – Ambrosetti; Marcello Foa, presidente RAI; Enzo Angeloni, Ambasciatore d’Italia in India e Mauro Battocchi, Ambasciatore d’Italia in Cile. “L’importanza della rete della Farnesina”, ha esordito De Molli, a seguito della domanda iniziale del giornalista e moderatore Alberto Matano, “è cruciale per il Sistema Paese. Noi operiamo in tutto il mondo e abbiamo toccato con mano il mondo dei nostri diplomatici e dei loro team. Sottolineo l’entusiasmo e l’orgoglio di queste persone, che rappresenta un fattore importante. Il nostro “mantra” è “no investimenti – no futuro”. Per questo ci dobbiamo preoccupare delle classifiche che vengono fatte a livello globale. L’Italia risulta al sedicesimo posto, ma questo non corrisponde davvero alla realtà delle cose. Abbiamo analizzato 600 indicatori nel mondo. Uno dei motivi di distorsione principale, che non rende i risultati credibili, è che in 2/3 dei casi gli italiani sono molto più critici, negativi e pessimisti su sé stessi rispetto ad altri”. Di quanto sia importante la rete diplomatica ha poi parlato Vincenzo Boccia: “siamo un Paese competitivo per quanto riguarda l’export del Paese. Come presidente di Confindustria non posso che essere grato a tutti gli ambasciatori e ambasciatrici, con cui ci rapportiamo ogni giorno. Lavorano in silenzio, ma realizzano risultati importanti”. “È molto importante come ci raccontiamo e qui entra in campo la Rai”, ha detto poi Alberto Matano. “C’è un progetto di collaborazione virtuosa: nel 2019 c’è stata la prima edizione del Sanremo Giovani World Tour. Presidente Foa, come si traduce questa responsabilità della Rai di diffondere la nostra immagine?”. “Si traduce con un paradosso” ha esordito Marcello Foa, “il prestigio della RAI e quello dell’Italia in Europa e nel mondo è altissimo, siamo considerati la prima radio/tv pubblica per ascolti. Percepisco una positività nei confronti dell’Italia che il nostro sistema mediatico però non enfatizza. Al di là della diplomazia e dei rapporti economici, c’è la cultura e c’è soprattutto l’immagine, e Sanremo è un brand eccellente, come lo è il MAECI e come lo è la Rai. Per questo ci siamo uniti. Abbiamo tutti gli strumenti affinché la nostra immagine sia veicolata nel mondo più creativo e costruttivo possibile, ma” ha sottolineato Foa “ci manca la capacità di coordinamento, che non può essere episodica, ma deve diventare sistematica”. La parola è poi passata ai due ambasciatori. Il moderatore Matano ha chiesto all’Ambasciatore Enzo Angeloni in quale modo, in un Paese in forte crescita come l’India, sia possibile per un diplomatico operare sia dal lato economico che da quello di promozione del softpower. “L’incremento del PIL in questo Paese”, ha risposto Angeloni riferendosi all’India, “cresce da anni a ritmo sostenuto. E io vedo una platea di possibili interessati al nostro Softpower. Una platea che si incrementa di anno in anno. Gli interessati hanno, ovviamente, interessi diversi e diverse possibilità. Centinaia di milioni di persone sognano il nostro Paese e si tratta di un sogno che diventerà sostanza domani. E noi, quindi, dobbiamo coltivare questo sogno. Dobbiamo tendere a essere ovunque con la nostra Rete, già molto estesa. Le ambasciate devono svolgere – come molte già fanno – un ruolo di apertura all’internazionalizzazione, preparando il terreno per le aziende”. Parola poi all’Ambasciatore Mauro Battocchi, che ha spiegato in quale modo – in Cile – il portale “Vivere all’Italiana” stia contribuendo alla diffusione di un’immagine virtuosa del nostro Paese: “Vivere all’italiana è la declinazione cilena del brand che il MAECI ha individuato per promuovere l’Italia nel mondo. Cultura e innovazione, questi i nostri punti forti. Stiamo esportando non solo beni, ma soprattutto un modello di vita. Un tempo l’internazionalizzazione era un accessorio, oggi è il core business”. (focus\ aise) 

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