ITALIAN DESIGN DAY 2019: LA CITTÀ DEL FUTURO A SHANGHAI

ITALIAN DESIGN DAY 2019: LA CITTÀ DEL FUTURO A SHANGHAI

ROMA – focus\aise\ - Si avvicina l'appuntamento con la terza edizione della “Giornata del Design Italiano nel Mondo – Italian Design Day”, progetto di promozione integrata della Farnesina per promuovere a livello internazionale le eccellenze e le peculiarità del design italiano, che sarà dedicato quest'anno alle città del futuro.
Come nelle due edizioni passate, anche nel marzo 2019 circa cento città nel mondo saranno coinvolte nell'iniziativa grazie all’impegno di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, inserendo a pieno titolo l'IDD nella più ampia strategia promozionale del “Vivere all’Italiana”. Numerosi saranno gli "ambasciatori” del design italiano - architetti, designer, accademici, imprenditori, critici, comunicatori - che prenderanno parte a conferenze, eventi promozionali, mostre e incontri e presenteranno a un pubblico composto da addetti ai lavori il disegno industriale italiano, uno dei settori distintivi del “Made in Italy” e componente fondamentale delle nostre esportazioni.
Ambasciatore a Shanghai, in Cina, sarà Aldo Cibic, che la mattina dell'8 marzo sarà ospite dello Shanghai Exhibition Center, dove terrà la conferenza "About Cities: Maybe more human than smart". Alla discussione, moderata dall'Addetto Scientifico presso il Consolato Generale d’Italia a Shanghai, Roberto Pagani, parteciperanno anche Wei Shaonong (Dean, School of Design, East China Normal University) e Zhao Huasen (Associate Professor, College of Design and Innovation, Tongji University).
L'evento, che si svolgerà nell’ambito di Design Shanghai 2019, è organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Shanghai in collaborazione con i Ministeri italiani degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e per i Beni e le Attività Culturali e, quest'anno, con ADI - Associazione per il Disegno Industriale.
La terza edizione dell'IDD, dedicata al tema "Il design e la città del futuro", ha l'obiettivo di indagare come il design possa lavorare su un prodotto complesso come la città contemporanea e trovare soluzioni innovative e sostenibili, tenendo conto delle molteplici implicazioni che una simile progettazione comporta. Il discorso sulla smart city include ingegneria e infrastrutture, servizi, mobilità, heritage e arte, e si avvale anche del cosiddetto design generativo, cioè di un tipo di progettazione che utilizza algoritmi e intelligenza artificiale per processare parametri matematici e geometrici complessi al fine di ottenere un modello digitale delle soluzioni ricercate. Concentrando l’attenzione su questo tema l’Italian Design Day 2019 mira a fornire degli strumenti critici per ripensare alle abitudini e agli stili di vita e guardare al futuro con nuova consapevolezza e sensibilità.
Aldo Cibic è nato a Schio, in provincia Vicenza nel 1955, e ha sviluppato rapidamente un interesse autodiretto nel mondo del design. Nel 1981, in qualità di socio in Sottsass Associati, è stato membro fondatore di Memphis, un collettivo di artisti che segnerà una transizione epocale nell’universo del design e dell’architettura. Per vocazione e inclinazione un innovatore, uno che non ha mai favorito etichette generiche né eccessi stilistici, Cibic ha adottato la “sperimentazione come prassi”. Alla fine degli anni ’80 fonda lo Studio Cibic e lancia “Standard” (1991), la sua prima collezione autoprodotta. Allo stesso tempo è diventato insegnante alla Domus Academy e ha avviato attività di ricerca con varie scuole, sviluppando al contempo le sue idee sul “design dei servizi”. I suoi progetti, come “The Solid Side” (1995) e “New Stories New Design” (2002), hanno favorito una relazione dinamica tra le persone e lo spazio e hanno offerto una nuova modalità di progettazione di luoghi basati sulle interazioni sociali. Ha continuato su questa linea negli anni successivi con “Microrealities” (2004) e “Rethinking Happiness” (2010). Entrambi sono stati presentati alla Biennale di Architettura di Venezia, e entrambi inventano narrazioni contemporanee volte a moltiplicare le opportunità di incontri, scambi e condivisione nella vita della comunità. Nel 1989 ha fondato Cibic & Partners e, nel 2010, il Cibicworkshop, non solo uno studio di design ma anche un centro di ricerca multidisciplinare, ha iniziato a concentrarsi maggiormente su tipi di progetti sostenibili alternativi volti a valorizzare intere aree locali e definire nuove culture, consapevolezza emotiva e ambientale dello spazio pubblico. Aldo Cibic insegna al Politecnico di Milano, allo IUAV di Venezia e alla Domus Academy; è professore onorario all’Università Tongji di Shanghai. (focus\aise) 

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