KRISTALINA GEORGIEVA È LA NUOVA DIRETTRICE DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE: LE CONGRATULAZIONI DI GUALTIERI

ROMA\ aise\ - L’economista bulgara Kristalina Georgieva è stata nominata ieri come nuova direttrice del Fondo Monetario Internazionale, succedendo così a Christine Lagarde, presto alla guida della Bce.
66 anni, sposata con un figlio, dopo una laurea in Economia e un master in Economia Politica e Sociologia all’Università di Economia di Sofia, Georgieva ha svolto diversi dottorati di ricerca, sia alla London School of Economics che negli Stati Uniti al MIT.
Nel 1993 inizia a lavorare presso la Banca Mondiale come economista ambientale per l’Europa e l’Asia, fino a diventarne vicepresidente.
Nel febbraio 2010 la Bulgaria la indica come proprio commissario, ottenendo così la nomina alla Cooperazione Internazionale e agli Aiuti Umanitari. Nel novembre 2014, Juncker la nomina vicepresidente della Commissione Europea; in quella Legislatura Georgieva è anche Commissario al Bilancio e alle Risorse Umane.
A inizio 2017 torna alla Banca Mondiale, dove viene nominata direttrice generale. Per tre mesi - dal febbraio all’aprile di quest’anno – ne è stata anche presidente a interim.
Tra i messaggi di congratulazioni giunti a Georgieva anche quello del Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano, Roberto Gualtieri, secondo cui la sua nomina – “sostenuta con convinzione dall’Italia” – rappresenta “un’ottima scelta che premia l’esperienza maturata come vice presidente della Commissione europea e commissario europeo, prima alla Cooperazione internazionale, Aiuti umanitari e Risposta alle crisi e quindi al Bilancio e alle Risorse Umane. Nel suo ruolo di direttrice generale della Banca Mondiale – ricorda Gualtieri – ha sempre mostrato una costante attenzione a chi è rimasto fuori dagli effetti positivi della crescita mondiale, con l’obiettivo di allargare ulteriormente i benefici di uno sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale e ispirato a criteri di equità sociale”.
“La sua nomina sottolinea il crescente ruolo delle economie emergenti nel panorama mondiale e consentirà di coadiuvare le diverse esigenze e colmare le distanze che restano fra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo”, conclude il Ministro. “La grande sfida che ha ora davanti a sé è quella di contribuire ad evitare che l’attuale momento di rallentamento della crescita economica si trasformi in una contrazione su scala globale”. (aise)