L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SULLA CALABRIA

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione e lo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sulla Calabria.
LA SCHEDA IDOS
In Calabria l’imprenditoria a gestione immigrata ha assunto dimensioni sempre più significative, segnando negli ultimi cinque anni, dal 2012 al 2017, un incremento del 23,6% e arrivando a contare, a inizio 2018, 14.760 imprese gestite da immigrati. A livello nazionale queste imprese rappresentano il 2,5% di quelle presenti in Italia, mentre a livello regionale incidono sul totale delle aziende per il 7,9%: meno della media nazionale (9,6%), ma più della media del Sud Italia (6,8%).
Quel che colpisce è l’andamento opposto rispetto alle aziende a conduzione italiana, perché se le imprese immigrate sono cresciute del 23,6% tra il 2012 e il 2017 e del 2,7% tra il 2016 e il 2017, quelle italiane sono rimaste pressoché stabili: +1,4% nell’intero periodo e +0,9% nell’ultimo anno.
Per l’82,5% parliamo di imprese la cui gestione è in mano a stranieri nati in paesi non comunitari. Inoltre, per ben il 90,1% sono imprese con titolare straniero e a carattere individuale, a fronte di un valore che in Italia si ferma al 78,6%. Parliamo, quindi, di piccole attività che non prevedono altre figure al proprio interno oltre a quella del titolare e che ammontano in regione a 13.299.
I dati sui soli titolari nati all’estero forniscono informazioni relative alla composizione di genere, ai paesi di origine e ai settori e comparti di attività. Prevale la dimensione maschile, con le donne che rappresentano solo il 24,6% dei titolari stranieri (in Italia: 23,3%).
La distribuzione sul territorio vede protagoniste soprattutto tre province: quella di Reggio Calabria, dove lavora circa un terzo dei titolari attivi in Calabria (33,5%; 4.455 persone), quella di Cosenza (29,0%; 3.859 titolari) e quella di Catanzaro (26,1%; 3.465); meno rappresentative le province di Crotone e Vibo Valentia, dove è attivo il 6,6% e il 4,8% dei titolari stranieri presenti in regione.
Guardando ai paesi di nascita dei titolari stranieri, il primo è il Marocco, che da solo rappresenta il 44,3%, una quota tre volte più alta della media registrata in Italia (14,8%). Subito dopo si collocano i titolari nati in Germania (6,9%: per lo più italiani nati in quel paese), gli indiani (5,1%), i pakistani (5,0%), i cinesi (4,9%) e gli svizzeri (4,7%: anche in questo caso per lo più italiani nati in Svizzera). Rispetto al quadro nazionale, in Calabria tra i primi sei paesi di nascita mancano la Romania, l’Albania, il Bangladesh e il Senegal, mentre si collocano India, Pakistan, Germania e Svizzera.
A livello provinciale, inoltre, nelle prime sei posizioni compaiono paesi di nascita diversi che nella media regionale: è il caso dei titolari senegalesi nelle province di Catanzaro e Reggio Calabria; dei bangladesi nelle province di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia; dei romeni in quelle di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria.
Al di là delle differenze territoriali, in Calabria i primi sei gruppi nazionali rappresentano il 70,9% di tutti i titolari di impresa nati all’estero e i primi tre il 56,3%. I settori di attività dei titolari d’impresa stranieri sono per l’86,5% i servizi, per l’8,5% l’industria e per il 3,6% l’agricoltura/pesca: con questi numeri la Calabria, rispetto alla media italiana, vede ulteriormente accentuata la concentrazione nei servizi (25,2 punti percentuali in più), a scapito del settore industriale (24,3 punti percentuali in meno).
Tra tutte, sono soprattutto le province di Catanzaro e Reggio Calabria a registrare i picchi più elevati nei servizi, quelle di Cosenza e Crotone nell’industria e quelle di Vibo Valentia e Crotone in agricoltura. I comparti in cui primeggiano le imprese individuali con titolare straniero sono il commercio (76,8%), l’edilizia (5,8%), l’agricoltura (3,6%) e gli alberghi/ristoranti (3,2%). (aise) 

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