L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SULLA VALLE D’AOSTA

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sulla Valle d’Aosta.
LA SCHEDA IDOS
A inizio 2018 le imprese condotte da immigrati operanti in Valle d’Aosta risultano essere 669, poco più di una ogni mille delle oltre 587.000 rilevate in tutta Italia, le quali, in regione, incidono per circa un ventesimo (5,3%) sul totale delle imprese locali, a fronte di una media nazionale praticamente doppia (9,6%). In particolare, quelle gestite da immigrati di origine non comunitaria costituiscono, in regione, i due terzi (66,1%) di tutte quelle gestite da persone nate all’estero, a fronte di una media nazionale e del Nord Ovest nel suo complesso che, in entrambi i casi, si attesta intorno ai quattro quinti (rispettivamente 79,1% e 80,2%). Peraltro, colpisce che – in controtendenza con l’andamento medio nazionale e soprattutto del Settentrione occidentale – la Valle d’Aosta conosca una contrazione del numero delle attività imprenditoriali che riguarda, oltre che quelle a conduzione autoctona, anche quelle a conduzione immigrata.
Queste ultime, infatti, sono numericamente diminuite dello 0,7% rispetto all’anno precedente, il 2016, e di ben il 2,6% in confronto al 2012, analogamente a quelle regionali a guida autoctona, che a loro volta hanno conosciuto una contrazione quantitativa rispettivamente del 2,9% e del 7,7%.
Soffermandosi sui 538 immigrati titolari di imprese individuali in regione, costituiti in quasi 3 casi su 10 da donne (27,9%, a fronte di una media nazionale del 23,3% e di una del Nord Ovest pari al 21,2%), si osserva che, analogamente a quanto accade a livello nazionale, primeggiano quelli originari del Marocco (22,3% del totale, contro un dato nazionale del 14,8%), seguiti dai nati in Romania (16,5%, a fronte del 10,7% detenuto in media nel contesto italiano, dove questo gruppo è preceduto, al secondo posto, dagli immigrati cinesi, con l’11,3%), mentre terzi sono i responsabili di imprese individuali nati in Francia (10,8%). Il terziario risulta essere il settore di attività maggioritario tra questi titolari di imprese individuali, dal momento che esso convoglia oltre la metà di essi (52,6%, rispetto a una media del Nord Ovest pari al 56,5% e a una nazionale che sale addirittura al 61,3%), seguito rispettivamente dall’industria (41,3%, contro una media nazionale del 32,8%) e dall’agricoltura (3,0%, in linea con la media d’Italia, sebbene il dato del Nord Ovest si attesti, nel complesso ad appena l’1,3%). In particolare, l’edilizia (che assorbe il 36,1% degli imprenditori immigrati che conducono un’impresa individuale in regione) si afferma come il comparto di attività più battuto, sopravanzando il commercio (22,7%), invertendo così l’ordine che questi due rami detengono a livello nazionale, dove quest’ultimo precede invece, con meno il 39,7%, il primo (25,1%).
Segue in Valle d’Aosta, al terzo posto, il comparto alberghiero-ristorativo (12,3%), che in questa regione turistica si afferma comprensibilmente tra i primi, con una percentuale di imprese immigrate coinvolte praticamente doppia rispetto a quella che si rileva, in media, a livello nazionale (5,9%), dove il ramo delle attività ristorative e alberghiere è preceduto, tra questi imprenditori di origine straniera, da quello delle attività manifatturiere. (aise) 

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