L'ITALIANA SUPERSTAR DELLE SCIENZE IN AUSTRALIA – DI FRANCESCA VALDINOCI

L

MELBOURNE\ aise\ - “Se il mondo della scienza avesse il suo celebrity show, assomiglierebbe molto a “Superstars of STEM”. Attraverso questa iniziativa, ogni anno Science and Technology Australia nomina sessanta professioniste dal mondo della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (le quattro discipline dell'acronimo STEM) per farne delle ambasciatrici del cambiamento. Un cambiamento del paradigma secondo il quale il mondo delle scienze è prevalentemente appannaggio di professionisti e accademici uomini. Il programma, attraverso le voci delle superstar della scienza, vuole infatti incoraggiare giovani donne ad intraprendere una carriera in ambiti che sono stati storicamente, e sono tutt’ora, poco frequentati da donne. C’è anche una ricercatrice italiana tra le “Superstars of STEM”, la dottoressa Roberta De Bei”. Ad intervistarla è stata Francesca Valdinoci per Sbs Italian, lo Special Broadcasting Service che trasmette in italiano tutto il giorno programmi radiotelevisivi in italiano in tutta l’Australia.
“Molto emozionata dalla recente nomina, la ricercatrice ci ha confessato che fare la domanda per partecipare al programma “è stato quasi un gioco”.
“Credo fortemente che ci sia un incredibile potenziale delle donne in STEM”, ha proseguito la ricercatrice, eppure sia il campo dell’accademia sia l'area di specializzazione sulla quale fa ricerca- la viticoltura- sono ambiti “dominati dagli uomini”.
Roberta lavora alla University in Adelaide (School of Agriculture, Food and Wine), dove la sua ricerca si concentra sullo sviluppo di tecnologie per aiutare i viticoltori a migliorare la gestione delle vigne e aumentare la qualità del vino prodotto.
In oltre 10 anni di carriera in università in Australia, iniziata come accade a molti italiani e italiane durante il dottorato, Roberta ha studiato la fisiologia della vite e si occupa di gestione sostenibile dei vigneti.
Nonostante sia originaria di Rovigo, che fino a pochi anni fa era l'unica provincia italiana a non avere nessun vino DOC, Roberta ricorda diverse stagioni di vendemmia trascorse nei vigneti dei nonni.
Roberta non avrebbe mai immaginato di diventare un’agronoma, ma il suo animo “ribelle e bastian contrario” ha prevalso. I genitori infatti le avevano a suo tempo sconsigliato una carriera nell’agraria anche perché donna.
Eppure, sin dalle prime lezioni all’università in Italia, Roberta ha amato la materia e il fatto di essere una delle poche donne nel settore è diventata anzi una sfida.
“L’unica cosa che mi sento di dire alle ragazze che vogliano intraprendere una carriera in STEM, è di credere in se stesse [...] non c’è niente che ci fermi e non siamo diverse dagli uomini”.
Nel 2016, Roberta si è aggiudicata insieme ad una collega, Cassandra Collins, il premio Australian Women in Wine per lo sviluppo di una app per identificare i parametri di crescita della vite e la produzione di uva.
Ad un solo anno dal lancio, la app è stata scaricata da 2000 viticoltori in tutto il mondo, diventando uno strumento fondamentale per aiutare i coltivatori ad ottimizzare il lavoro in vigna.
Una volta giunta in Australia, alla crescita professionale di Roberta si è aggiunta un'ulteriore sfida: quella di farsi strada con poco inglese ed in un ambiente in cui era straniera.
Per questo nei prossimi due anni Roberta ha deciso di rivolgere il proprio lavoro di ambasciatrice STEM soprattutto a giovani di background diversi.
“Sono donna e sono anche una emigrante, vorrei ispirare ragazze che non sono australiane per nascita ad intraprendere la carriera in STEM e a credere che è possibile anche per loro"”. (aise) 

Newsletter
Archivi