LUCIO FONTANA A NEW YORK

LUCIO FONTANA A NEW YORK

NEW YORK\ aise\ - Si è aperta il 23 gennaio nelle sale del Met Breuer a New York la mostra "Lucio Fontana: On the Threshold", la prima retrospettiva dell'artista negli Stati Uniti in più di quattro decenni. Organizzata dal Metropolitan Museum of Art in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana ed il supporto di Jane e Robert Carroll Fund e Aaron I. Fleischman e Lin Lougheed Fund, la mostra sarà aperta al pubblico sino al 14 aprile.
"Lucio Fontana: On the Threshold" intende rivalutare l'eredità di questa figura chiave dell’arte del dopoguerra attraverso una selezione di squisite sculture, ceramiche, dipinti, disegni e ambienti realizzati tra il 1931 e 1968.
Fondatore dello Spazialismo e tra gli artisti più innovativi del ventesimo secolo, Lucio Fontana (1899-1968) è ampiamente noto per la serie di "Tagli" realizzati a partire dal 1958, che divennero simbolo dell’era post guerra mondiale. La mostra al Met Breuer presenta esempi straordinari di questa serie iconica ed esplora anche l'origine di Fontana come scultore e il suo lavoro pionieristico con gli ambienti, contestualizzando la natura radicale dei tagli all'interno della sua pratica più ampia.
Sebbene fosse conosciuto principalmente come pittore, Fontana era ben avviato nella sua carriera quando, nel 1949, usò per la prima volta una tela in maniera non convenzionale. La mostra presenterà esempi della sua prima serie di dipinti perforati intitolata Fori (Buchi), oltre a dipinti caricati con pesanti impasti o incrostati con vetri di Murano che hanno preceduto i tagli (Tagli).
"On the Threshold" intende approfondire l'approccio di Fontana alla pittura rivalutando la sua opera scultorea e nelle arti decorative. La sua carriera fu inizialmente segnata da un periodo di sperimentazione fertile, che sfidava le norme scultoree in Italia usando l'argilla o partecipando attivamente alle avanguardie argentine: le prime opere di Fontana degli anni '30 e '40 puntano già verso la natura trasgressiva dei tagli che realizzerà due decenni dopo. L’esposizione presenta i momenti salienti di questo periodo, tra cui sculture di donne, guerrieri e delicate ceramiche ispirate a immagini sottomarine.
Attraverso lo Spazialismo, Fontana ha perseguito una sintesi delle arti e il suo approccio multidisciplinare ha ampliato la nozione dell'esperienza artistica per abbracciare lo spazio circostante. Egli era un pioniere di quelli che chiamava Ambienti e i suoi esperimenti con la luce e lo spazio, incluso l’uso del neon, hanno dato il via ad eccitanti sviluppi futuri in ambienti e installazioni artistiche. "On the Threshold" include la ricostruzione del monumentale arabesco "Neon Structure" che l’artista realizzò nel 1951 per la Triennale di Milano e di due installazioni immersive mai presentate negli Stati Uniti: Spatial Environment "Utopias", sempre alla Triennale di Milano nel 1964, e Spatial Environment in Red Light del 1967.
In concomitanza con la mostra al Met Breuer, El Museo del Barrio presenterà l'ultimo ambiente spaziale di Fontana che fu presentato nel 1968 al Documenta 4 di Kassel.
"Lucio Fontana: On the Threshold" è curata da Iria Candela, Estrellita B. Brodsky Curator of Latin American Art al Met’s Department del Modern and Contemporary Art.
Un catalogo illustrato accompagna la mostra con saggi di esperti internazionali che affrontano l’opera di Fontana da una prospettiva italiana e argentina, fornendo numerosi spunti sulla pratica espansiva dell’artista. Immagini d’archivio degli Ambienti, di commissioni pubbliche e dello studio dell'artista accompagnano illustrazioni che coprono la sua produzione dal 1930 alla fine degli anni '60, stabilendo un nuovo approccio ad un’arte, quella di Lucio Fontana, che ha colto le "soglie" (thresholds) politiche, culturali e tecnologiche che hanno caratterizzato la metà del ventesimo secolo. Il catalogo è pubblicato dal Metropolitan Museum of Art e distribuito dalla Yale University Press. (aise)


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