L’UE E LE EMERGENZE INTERNAZIONALI

L’UE E LE EMERGENZE INTERNAZIONALI

ROMA – focus/ aise - Vediamo ora le iniziative dell’Unione Europea in tema di emergenza internazionale. Poiché molte persone continuano a soffrire per il conflitto in corso in Libia, la Commissione europea ha annunciato lo scorso 21 ottobre aiuti umanitari supplementari pari a 2 milioni di euro per aiutare i più bisognosi. L'assistenza riguarderà i servizi sanitari di emergenza, gli aiuti alimentari, il sostegno alla sussistenza e i servizi di protezione.
"L'UE è determinata a dare aiuto alle persone più vulnerabili in Libia, che soffrono ormai da anni per il conflitto. Questi finanziamenti supplementari aiuteranno i partner con cui collaboriamo per l'assistenza umanitaria a continuare a fornire aiuti in zone difficili da raggiungere. È fondamentale che le parti coinvolte nel conflitto rispettino il diritto umanitario internazionale e consentano agli operatori umanitari un accesso completo per aiutare i bisognosi e salvare vite umane", ha dichiarato il Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides.
Gli aiuti umanitari dell'UE favoriscono l'accesso delle vittime del conflitto a cure essenziali, compresi interventi d'urgenza di chirurgia di guerra, rieducazione funzionale, fornitura di medicinali essenziali, protesi e sostegno psicosociale. Tale assistenza contribuisce a ripristinare i servizi sanitari di base nelle zone colpite dai conflitti e a fornire istruzione ai minori.
I finanziamenti dell'UE saranno attentamente monitorati ed erogati tramite organizzazioni non governative internazionali e il Comitato internazionale della Croce rossa.
L’UE PER LA LIBIA
Dal 2014 l'Unione europea ha stanziato più di 46 milioni di euro di aiuti umanitari per rispondere alle esigenze più urgenti in Libia. I finanziamenti umanitari dell'UE ammontavano a 9 milioni di euro nel 2018 e a 8 milioni nel 2019. Tali aiuti rientrano nel più ampio sostegno fornito dall'UE alla Libia per fronteggiare la crisi in atto nel paese. L'UE ha inoltre stanziato circa 367,7 milioni di euro per la componente "Africa settentrionale" del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa e assistenza bilaterale per la protezione e l'assistenza a migranti, rifugiati e persone sfollate all'interno del loro paese. E ancora: Il Parlamento Europeo “condanna fermamente” l'intervento militare turco nel nord-est della Siria e chiede alla Turchia di “ritirare tutte le forze dal territorio siriano”. È stata approvata lo scorso 24 ottobre, in plenaria una risoluzione non legislativa, con cui gli eurodeputati definiscono l’intervento turco in Siria una “grave violazione del diritto internazionale, che compromette la stabilità e la sicurezza dell'intera regione”.
SIRIA SETTENTRIONALE: ZONA DI SICUREZZA GUIDATA DALLE NAZIONI UNITE
Citando fonti delle Nazioni Unite, il Parlamento nella risoluzione sottolinea che l’avvio dell'invasione militare turca in zone controllate dalle Forze democratiche siriane (SDF), una violazione del diritto internazionale, ha comportato un elevato numero di vittime civili e militari lungo entrambi i lati del confine e lo sfollamento di almeno 300 mila cittadini. Pertanto, i deputati sostengono la creazione di una zona di sicurezza guidata dalle Nazioni Unite nella Siria settentrionale.
Il Parlamento ha respinto con fermezza la proposta della Turchia di istituire una "zona di sicurezza" lungo il confine nel nord-est della Siria e ha espresso preoccupazione per le disposizioni dell'accordo tra Stati Uniti e Turchia del 17 ottobre su un cessate il fuoco temporaneo che legittimano l'occupazione turca della "zona di sicurezza" nel nord-est della Siria.
RISCHIO DI UNA NUOVA ASCESA DELL’ISIS
Nell’esprimere solidarietà al popolo curdo, i deputati hanno sottolineato l'importante contributo delle forze guidate dai curdi, in particolare da donne, nella lotta contro Daesh. Tuttavia, hanno espresso preoccupazione in merito alle notizie secondo le quali centinaia di prigionieri appartenenti all’organizzazione terroristica, tra cui numerosi combattenti stranieri, stanno fuggendo dai campi della Siria settentrionale a causa dell'offensiva turca, circostanza che aumenta il rischio di una nuova ascesa dell'ISIS.
RICATTO DA PARTE DEL PRESIDENTE TURCO
Il Parlamento ritiene inaccettabile che il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan utilizzi i profughi come arma per ricattare l'UE.
Con la risoluzione, pertanto, invita il Consiglio UE a introdurre una serie di sanzioni e di divieti mirati di concessione del visto, d’ingresso ai funzionari turchi responsabili delle violazioni dei diritti umani durante l'attuale intervento militare. Inoltre, il Parlamento esorta il Consiglio a prendere in considerazione l'adozione di misure economiche contro la Turchia e la sospensione delle preferenze commerciali nel quadro dell'accordo sui prodotti agricoli. In ultima istanza, invita a considerare la sospensione dell'unione doganale UE-Turchia. (focus\aise) 

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