MASSIMO FOGLIA, UN MEDICO ITALIANO NEL CHIAPAS – DI MASSIMO BARZIZZA

MASSIMO FOGLIA, UN MEDICO ITALIANO NEL CHIAPAS – di Massimo Barzizza

CITTÀ DEL MESSICO\ aise\ - “Giovedì 14 novembre si è svolta l'undicesima edizione del Premio Italia-Messico, evento annuale organizzato dalla Camera di commercio italiana (CCIM) al fine di riconoscere il lavoro di aziende e individui che contribuiscono a rafforzare i legami tra le due nazioni. In questa occasione, il riconoscimento alla solidarietà è stato consegnato — dal presidente della CCIM Lorenzo Vianello e dall'ambasciatore d'Italia Luigi De Chiara — al Dottor Massimo Foglia, con la seguente motivazione: “per aver contribuito a progetti di sostegno solidale in Messico negli ultimi 16 anni. Ne è una prova la creazione del primo gruppo di supporto sanitario ad Altamirano, nello Stato del Chiapas, a beneficio della popolazione più vulnerabile di quella zona, portando avanti campagne di supporto professionale volontario in ginecologia e urologia””. A rilanciare la notizia è Massimo Barzizza su “Punto d’incontro”, portale che dirige a Città del Messico.
“Medico chirurgo dell'Università di Torino con specializzazione in ginecologia e ostetricia presso l'Università di Verona, il Dott. Foglia conduce da 16 anni campagne volontarie di medicina e chirurgia tra la popolazione più svantaggiata di alcuni municipi del Chiapas. Durante il suo recente viaggio a Città del Messico, ha raccontato a Puntodincontro alcuni dettagli sull'inizio delle sue attività in questo Paese.
“Nel 2003 — ci ha detto — tornando da un viaggio in Messico, parlai con la mia cara amica Claretta Gagna, che lavora nel Chiapas da molti anni come ricercatrice sociale. Colpita dall'estrema povertà della popolazione indigena e consapevole della mia attività di volontariato in Kenya, Claretta mi propose di visitare lo Stato per valutare la possibilità di una collaborazione con l'ospedale San Carlos ad Altamirano”.
“L'anno dopo — ha proseguito — accompagnato dal mio collega Giancarlo Sebastiani, ci recammo ad Altamirano per dare inizio agli interventi ginecologici e urologici. A quel tempo, nell'agosto 2004, l'attuale ospedale non era ancora aperto, per cui i nostri primi interventi furono effettuati nella “vecchia” sala operatoria, con l'aiuto e la collaborazione di suor Anita, una persona eccezionale, unica, oltre ad essere una perfetta anestesista”.
“Tutta la comunità ci accolse e ci trattò con disponibilità e cortesia e, immediatamente, ci sentimmo come a casa, per cui, quasi automaticamente, ci chiedemmo: “Perché non tornare anche l'anno prossimo?”. Organizzai una nuova missione nel 2005 a cui si unì Claudio Zabaldano, strumentista di sala operatoria. Il nosocomio offriva un servizio di maternità, ragione per la quale ci accompagnò anche Patrizia Casetta, ostetrica professionista, iniziando così la piena collaborazione con l'ospedale San Carlos, che continua a tutt'oggi”.
“Con il passar del tempo si sono uniti altri collaboratori professionisti, tra cui nel 2008 Pier Paolo Fasolo, che da allora ci ha permesso di estendere il nostro supporto al campo dell'urologia. Altrettanto importanti sono gli anestesisti, in particolare Gianna Zanette, che fa parte dell'équipe dal 2010. In questi anni abbiamo assistito pazienti provenienti da diverse comunità del Chiapas e il loro tratto caldo e umano ci incoraggia a continuare queste campagne. La stessa Patrizia ha ripetutamente affermato “abbiamo ricevuto più di quanto abbiamo dato””.
“Alcuni anni fa ho promesso personalmente a Suor Anita di non abbandonare la nostra attività a sostegno della popolazione indigena, per cui ribadisco che continuerò fino a quando mi sarà possibile a organizzare e a partecipare alle campagne”.
Il Dottor Foglia ha informato che la prossima campagna è in programma per il mese di marzo 2020 e che in futuro si cercherà di aumentare il numero e la durata di queste iniziative attraverso l'incorporazione di nuovi medici e assistenti nel gruppo”. (aise) 

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