MURRAY AL TESORO, MA TRUDEAU CALA ANCHE IN QUÉBEC – DI VITTORIO GIORDANO

MURRAY AL TESORO, MA TRUDEAU CALA ANCHE IN QUÉBEC – di Vittorio Giordano

MONTREAL\ aise\ - “Justin Trudeau rimescola ancora le carte: è la terza volta negli ultimi 3 mesi. La gestione a dir poco discutibile dello spinoso affare SNC-Lavalin continua a far male ai Liberali, costretti ad una nuova nomina ministeriale: lunedì il Primo Ministro ha affidato la guida del Consiglio del Tesoro a Joyce Murray, deputata di Vancouver che prende così il posto di Jane Philpott”. Così scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale di Montreal di cui è caporedattore.
“Quest’ultima si era dimessa due settimane fa per “aver perso fiducia nell’azione di governo”, dopo l’intervento in commissione Giustizia dell’ex Ministra Jody-Wilson Raybould, che aveva accusato il governo di “ingerenze inappropriate” sul caso del colosso quebecchese.
Joyce Murray ha fatto sapere che le questioni più importanti che affronterà saranno i negoziati con i dipendenti del settore pubblico e la risoluzione di gravi problemi che da anni affliggono il sistema di paga ‘Phoenix’. Una veterana che affiancherà Trudeau nel suo momento politico più difficile, quando mancano 8 mesi alle elezioni federali.
Tanto che l’emorragia di voti si registra anche in Québec, tradizionalmente roccaforte liberale, o comunque di centro-sinistra. Lo certifica un sondaggio Léger realizzato la settimana scorsa per il Journal de Montréal, secondo cui il partito Liberale (PLC) ha perso il 4% dall’inizio della bufera SNC-Lavalin, attestandosi sul 35% delle intenzioni di voto. Per la gioia dei Conservatori (PCC), che fanno un balzo del 5%, raggiungendo il 26% dei consensi.
“Se non consolida il suo sostegno in Québec, Trudeau perderà le elezioni” - è l’allarme del presidente di Léger, Jean-Marc Léger.
Secondo il sondaggio, ai quebecchesi non è piaciuta la gestione della controversia da parte del leader liberale: ben il 69%, infatti, crede che Trudeau abbia gestito male la peggiore crisi del suo governo.
Ed il 39% crede alla versione di Jody Wilson-Raybould, piuttosto che a quella di Trudeau, di cui si fida solo il 25%. Fermo restando che la maggioranza dei quebecchesi si augura che la querelle SNC-Lavalin possa risolversi in sede civile (multa salata) e non penale (carcere per i vertici e divieto di accedere alle gare di appalto per 10 anni) per salvaguardare i posti di lavoro. Una tendenza, quella registrata in Québec, che conferma una disapprovazione diffusa in tutto il Paese.
La Belle Province, però, pur traballando, non sembra sul punto di voltare le spalle alla causa liberale: il 28% degli intervistati, infatti, preferisce ancora Trudeau come Primo Ministro, mentre solo il 16% si affiderebbe a Andrew Scheer, leader dei Conservatori”. (aise) 

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