NON SOLO DI COSE D’AMORE: IN DIALOGO CON SOCRATE E IL GIORNALISTA PIETRO DEL SOLDÀ A FRANCOFORTE

NON SOLO DI COSE D’AMORE: IN DIALOGO CON SOCRATE E IL GIORNALISTA PIETRO DEL SOLDÀ A FRANCOFORTE

FRANCOFORTE\ aise\ - Partendo dalle sempre nuove e plurali questioni di oggi e dalla sua esperienza di conduttore radiofonico - un mestiere fatto di domande e del confronto quotidiano con gli ascoltatori sui temi di attualità - l’autore e giornalista di Rai Radio3 Pietro Del Soldà sarà ospite al Consolato Generale d’Italia di Francoforte, domani 28 marzo, alle 19:00 in Sala Europa per il ciclo “Saggia-mente” e accompagnerà i presenti in un viaggio sulle tracce di Socrate con il suo libro “Non solo di cose d’amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicità” (Marsilio 2018).
Come può un pensatore vissuto venticinque secoli prima di noi influenzare la nostra ricerca della felicità? Cosa ha da dire a un ragazzo che non si riconosce in quello che fa, a chi non sa costruire un vero rapporto con gli altri, a chi è portato a credere alle fake news o ad orientarsi e vivere degnamente in una democrazia che paradossalmente alimenta diseguaglianze?
La sfida è quella di trovare nell’ironia, nelle contraddizioni e paradossi (para ten doxan: contro l’opinione corrente) della sempre attuale figura storica (vissuta nel V secolo A.C.) e nel personaggio letterario di Socrate - tratteggiato dal suo allievo Platone nei dialoghi - chiavi di lettura inedite e interpretazioni in grado di farci cambiare prospettiva sui nostri problemi, fornendo spunti da mettere a frutto in ogni ambito, dalle relazioni con gli altri alla politica.
Che si parli di bellezza o di virtù, di verità o di menzogne, di democrazia o di tirannia, ogni cosa per Socrate è una “cosa d’amore”, non nel senso romantico e privato che in genere attribuiamo al termine – l’egoismo a due di cui parlava Musil - , ma in uno molto più ampio: una tensione umana verso il mondo, verso gli altri che ci conduce all’ “eudaimonia”: la felicità creativa che ci anima, ma di cui spesso perdiamo la ragione e la traccia, percependo un’infelicità che insidia il nostro io, il nostro vivere sociale, e rende difficile “tuffarsi nel dialogo” per spezzare il muro interiore che ci deresponsabilizza e ci rende facile preda dei sempre attuali “maestri di virtù”, i sofisti.
Socrate ci spinge a superare la distinzione tra vita e pensiero indicandoci, con l’esempio, la sola via per affrontare quanto ci impedisce di essere davvero noi stessi, lasciando cadere maschere, identità e ruoli sociali che non ci rappresentano e ci dividono dagli altri. È dunque la via del dialogo, del confronto che mette in discussione i pregiudizi e porta alla scoperta e alla cura di se stessi, perché – sostiene Socrate – “senza cura di sé non si è in grado di agire bene, e ancor meno di governare la polis”. (aise) 

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