ORLANDO (SINDACO DI PALERMO) AI RAGAZZI: ABBIATE RADICI E ALI

ORLANDO (SINDACO DI PALERMO) AI RAGAZZI: ABBIATE RADICI E ALI

ROMA – focus/ aise - In apertura del seminario di Palermo per la Creazione di una Rete di Giovani Italiani nel Mondo, tenutosi dal 16 al 19 aprile, dopo l’intervento di Francesco Bertolino, presidente della Commissione Cultura del Comune di Palermo, ha preso la parola il sindaco della città, Leoluca Orlando.
“Siete nella città giusta”, ha detto Orlando riferendosi ai 115 giovani presenti nella sala del Teatro Massimo, “Non c’è una città in Europa che sia cambiata più di Palermo negli ultimi 40 anni. Siamo cambiati senza cambiare nulla. Siamo cambiati nella testa. 40 anni fa, quando Piersanti Mattarella fu ucciso, Palermo era governata dalla mafia. La mafia esiste ancora oggi, ma non governa più”.
“Questo cambio”, ha spiegato Orlando, “ci fa essere più avanti del resto d’Italia. Abbiamo una marcia in più perché abbiamo una vergogna in più da dover espiare dopo anni di giogo mafioso”.
“Siamo stati Capitale della Cultura e adesso siamo la città statisticamente più sicura d’Italia. L’ha detto l’Istat il mese scorso. A Palermo il cane, il gatto e il topo passeggiano insieme. Quanti migranti ci sono a Palermo? Nessuno, chi viene a Palermo è palermitano, non facciamo distinzioni. Se arriva qualcuno che potrebbe essere pericoloso, la città si difende, i cittadini sono i suoi anticorpi. Siamo una città che ha costruito la sicurezza sull’accoglienza. Ieri, per esempio, abbiamo premiato un bengalese palermitano che ha fatto arrestare dieci palermitani che chiedevano il pizzo. Chi è il vero palermitano tra i due? Noi siamo una città che ha una visione. Siamo un gruppo che coltiva l’unione. L’identità non dipende dal sangue di mia madre e mio padre. Siete palermitani se decidete di esserlo”.
“In questa giornata” ha aggiunto, “possiamo davvero dire una cosa: missione compiuta. Fino a qualche anno fa, portare tutti questi ragazzi da tutto il mondo qui in questa Città sarebbe stato impensabile. Oggi invece il sogno è diventato realtà, a costo di grandi sacrifici e grandi battaglie”.
“Gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero”, ha aggiunto Orlando, “devono essere conosciuti da tutti, ma bisogna vigilare affinché entità come i Comites non diventino degli sterili organi burocratici”.
“Radici e ali” ha concluso il sindaco Orlando, “questo è ciò di cui abbiamo tutti bisogno. Radici per mantenere il legame con i nostri luoghi di origine, ali per viaggiare, per diventare cittadini del mondo. Avere solo radici o solamente ali crea uno squilibrio che bisogna evitare. Radici. Quante volte avete provato fastidio per il richiamo dei vostri genitori a queste radici?”, ha chiesto Orlando ai ragazzi e alle ragazze. “Se le radici non si legano alle ali si muore soffocati. Sicuramente voi vi comportate in modo diverso dai vostri nonni, ed è normale e giusto che sia così. L’orgoglio delle radici rischia di stritolare chi lo ostenta. La patria è un atto di libertà, non può essere una condanna genetica”. “Oggi”, ha concluso poi il sindaco, “in voi ragazzi vedo entrambi. Ed è bellissimo”. (focus\ aise) 

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