PAROLA D’ORDINE: COOPERAZIONE

PAROLA D’ORDINE: COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - La cooperazione è davvero una parola d’ordine, soprattutto in questo periodo, dove è necessaria e fondamentale per far si che il mondo funzioni nel modo giusto. Vediamo quali sono state alcune delle tante attività in questo ambito, in ottica di una partecipazione ecollaborazione tra gli stati sempre più concreta. Nell'ambito della missione italiana in Kosovo, si è svolta nei giorni scorsi una donazione di materiale scolastico in favore della scuola elementare "Martin Mamaj" situata nel piccolo villaggio RAE di Suvi Lukavac nel comune di Istok.
La donazione è stata effettuata dai soldati italiani del Regional Command West, nell’ambito della missione in Kosovo "Joint Enterprise".
La donazione, nata dalla collaborazione tra l’unità di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) del RC-W e le istituzioni locali, si è realizzata grazie al contributo di una donor italiana, impegnata da anni in progetti di aiuto umanitari.
Il 24° Reggimento artiglieria terrestre "Peloritani", che in Kosovo costituisce il cornerstone del predetto Comando Multinazionale a guida italiana, ha ormai da anni instaurato una significativa collaborazione con la donor che per l’occasione ha predisposto, con autentico senso di cooperazione civile, un’importante raccolta di materiale didattico in sinergia con realtà locali a sfondo benefico.
Per la distribuzione del materiale è stato scelto il villaggio di Suvi Lukavac proprio per la connotazione della popolazione. Definita con l’acronimo di RAE, ovvero Rom, Ashkali ed Egiziani, questo tipo di etnia costituisce il 2% della popolazione kosovara ed è maggiormente stanziata nel versante occidentale del Paese, proprio dove il Regional Command West è schierato.
Per effettuare la donazione i militari italiani che costituiscono il team CIMIC hanno utilizzato una inaspettata pausa ricreativa, che ha sortito la sorpresa dei giovani alunni, ai quali, insieme al materiale scolastico, sono state distribuite merendine e succhi di frutta.
L’attività condotta nei giorni scorsi rientra tra le attività sociali che contribuiscono significativamente al bene della collettività, mediante il supporto dei servizi essenziali per le popolazioni che vivono in Kosovo. Istruzione, salute e infrastrutture sono infatti i pilastri fondamentali che il RC-W supporta con le sue attività di Cooperazione Civile e Militare, sviluppate in stretta collaborazione con gli enti locali, al fine di contribuire alla crescita ed allo sviluppo socio-economico del Paese. Spostiamoci in Americca, dove mentre si svolge l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Medici con l’Africa Cuamm ha organizzato al Rockefeller Centre di New York, lo scorso giovedì 26 settembre, alle 16.00, l’evento “Copertura sanitaria universale: salute e benessere degli adolescenti, sfide ed esempi virtuosi”, in collaborazione con la Rappresentanza permanente dell’Italia alle Nazioni Unite.
La tavola rotonda ha riunito, a margine dell’assemblea plenaria, rappresentanti del mondo no profit e del settore privato, insieme a rappresentanti governativi e delle agenzie di cooperazione internazionale. Un’occasione di dibattito e confronto, per richiamare l’attenzione sull’importanza della salute degli adolescenti come occasione di sviluppo delle comunità e del continente africano.
“Per noi che lavoriamo sul campo con progetti di cooperazione a lungo termine – spiega Andrea Atzori, responsabile delle relazioni internazionali di Medici con l’Africa Cuamm – è evidente che puntare sulla salute e il benessere degli adolescenti africani può fare la differenza per lo sviluppo dell’intero continente; ciò che diventa indispensabile è diffondere questa consapevolezza. Includere il tema della salute degli adolescenti nella più generale discussione sulla copertura sanitaria universale significa non solo garantire loro l’accesso alle cure, ma anche generare un ritorno sociale ed economico futuro, perché giovani in salute saranno adulti attivi per lo sviluppo delle loro comunità”.
In molti parti dell’Africa l’accesso alle cure ancora oggi non è garantito e i sistemi sanitari non prevedono attenzioni particolari per gli adolescenti. Allo stesso tempo però sono proprio gli adolescenti, in una fase più fragile della propria crescita personale, ad essere esposti a rischi maggiori per il loro benessere: alcol, tabacco, sostanze stupefacenti, ma anche Hiv/Aids, gravidanze precoci e violenza. Per questo, proprio mentre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedica la seduta plenaria al tema del rafforzamento degli impegni multilaterali per eliminare la povertà, aumentare la qualità dell’educazione, l’azione climatica e l’inclusione, è importante richiamare l’attenzione sull’importanza della salute, in particolare degli adolescenti, come agente di cambiamento.
L’evento di giovedì 26 settembre sarà moderato da Gary Cohen (Vice presidente esecutivo, Global Health, BD e Presidente di BD Foundation) e prevede gli interventi di Giorgio Marrapodi – Direttore Generale per la Cooperazione alla Sviluppo del Ministero Affari Esteri; Ranieri Guerra – Assistant Director General dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; Ellena E. Fotinatos – Deputy Director, Donor & Nonprofit Services di King Baudouin Foundation United States (KBFUS); Andrea Atzori – Responsabile delle relazioni internazionali di Medici con l’Africa Cuamm; Irene Koek – USAID, ufficio Salute Globale; Daniela Ligiero – CEO di Together for Girls; Bent Lautrup Nielsen – Senior Adviser di World Diabetes Foundation; e Alessandra Aresu – Inclusive Health Policy Lead per Humanity & Inclusion. Andiamo ora a Beirut dove il protratto conflitto siriano ha portato a un sostanziale spostamento interno della popolazione in Siria - dove oltre 13 milioni di persone hanno bisogno di assistenza urgente - nonché a un afflusso di 6 milioni di sfollati nei paesi confinanti. Questi paesi non possono far fronte alla grave crisi dei rifugiati a medio e lungo termine a meno che non venga fornito un sostegno significativo per rafforzare la resilienza delle comunità ospitanti e dei rifugiati siriani sia sul piano sociale che economico, garantendo un accesso efficiente ai servizi.
Dal 2012 la sede AICS di Beirut è attiva nella risposta a questa crisi umanitaria.
Tra le molte attività in corso anche quelle frutto di un accordo siglato dalla Cooperazione Italiana, insieme a quella francese, con il fondo fiduciario "MADAD” dell'UE per attuare il programma: "Resilience and Social Cohesion Programme ((RSCP) - Rafforzare la resilienza delle comunità ospitanti e dei rifugiati siriani in Libano, Giordania e Iraq (Kurdistan)”.
Nell’ambito delle attività della componente libanese del progetto RSCP, che realizzerà iniziative per un valore di circa 3,5 milioni di Euro, lo scorso 25 settembre, si è tenuto presso la sede AICS di Beirut il secondo National Steering Committee, nel quale sono stati presentati ed approvati gli esiti della fase di valutazione delle proposte progettuali in risposta alla Call for Proposals dedicata alle municipalità libanesi, pubblicata lo scorso 17 luglio.
La Call – riporta l’Aics – ha consentito di identificare progetti volti a migliorare le condizioni di vita e a promuovere la resilienza delle popolazioni più vulnerabili vittime della crisi siriana attraverso la riabilitazione di infrastrutture e di servizi di base delle municipalità più colpite dal flusso di rifugiati.
All'incontro, che ha consentito un confronto costruttivo sulle future attività da intraprendere per l’attuazione del programma, hanno partecipato, oltre all’AICS, i rappresentati dell’AFD, della Delegazione UE in Libano, del Ministero dell’Interno e delle Municipalità (MoIM).
I progetti selezionati saranno realizzati da questa sede in partenariato con le autorità locali attraverso l’uso del Cash for Work/Intensive Employment Schem, e con il coinvolgimento sia delle comunità locali che di quelle dei rifugiati. (focus\aise) 

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