REGIONI E COOPERAZIONE

REGIONI E COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise – Si è tenuto sabato 9 novembre a Firenze l’Annual Meeting 2019 di Medici con l’Africa Cuamm, dedicato a raccontare l’impegno, le storie e i risultati di un anno di lavoro. Dal programma “Prima le mamme e i bambini”, all’emergenza Mozambico, con la ricostruzione dopo il ciclone Idai.
Dopo i saluti delle autorità cittadine, il sindaco Dario Nardella e il cardinal Giuseppe Betori, che hanno sottolineato la lunga tradizione di solidarietà della città di Firenze, si sono susseguiti gli interventi di autorità, medici e volontari Cuamm, tra cui anche Damiano Cantone, sopravvissuto nel 2018 ad un terribile incidente aereo in Sud Sudan.
Presenti al meeting anche Paolo Gentiloni, Commissario europeo agli Affari economici, Romano Prodi, il vice ministro degli esteri Emanuela Del Re e il ministro della salute del Mozambico, Nazira Vali Abdula Karimo.
L’Europa, ha annunciato Gentiloni, “investirà 40 miliardi in più nei prossimi sette anni per l’Africa. Gli aiuti pubblici però non sono sufficienti, serve un patto con l’Africa. Per citare il nome di Medici con l’Africa Cuamm, che ci ospita oggi, serve lavorare con l’Africa e non solo per l’Africa. L’Africa è cresciuta con percentuali di crescita asiatiche, eppure il tasso della povertà non si sta riducendo con lo stesso ritmo. Per questo serve un patto con l’Africa più forte. Non c’è Cina o Russia che possa fare quello che può fare l’Europa. I paesi europei dovrebbero smettere di cercare i propri interessi geopolitici in Africa. Usiamo la qualità che l’Europa può dare alla cooperazione allo sviluppo, anche grazie al mondo del volontariato e alle organizzazioni che in Europa si sono sviluppate”.
Insieme a Gentiloni sul palco Romano Prodi che, intervistato da Piero Badaloni, ha ricordato la caduta del Muro di Berlino, di cui sabato è stato festeggiato il trentennale: “trent’anni fa, con la caduta del Muro, ci fu un grande sollievo, si parlò di fine della Storia. Poi abbiamo dovuto cambiare idea. Ora vediamo un proliferare di potenze regionali. Non ci sarà una guerra mondiale, ma tante guerre mondiali a pezzi, come ha già detto Papa Francesco. Avremo un mondo più inquieto anche perché le potenze regionali si vogliono affermare. È qui che si vede la mancanza dell’Europa. Dovremo fare un grande piano politico, che sia del tutto disinteressato nel rapporto con Africa”.
E l’Africa ha parlato attraverso alla voce di Nazira Vali Abdula Karimo, ministro della salute del Mozambico, che ha portato un aggiornamento sulla situazione a Beira, dove il Cuamm è in prima linea nella ricostruzione dopo il passaggio del Ciclone Idai a marzo 2019.
“Siamo un Paese in via di sviluppo, siamo consapevoli che il nostro sistema sanitario è molto fragile, ma dopo questo ciclone abbiamo un piano di ricostruzione che vuole guardare al futuro”, ha detto il ministro, prima di ricordare che “il Cuamm è in Mozambico dal 1978, a tre anni dalla sua indipendenza. Ci ha sostenuto nella creazione di piani e strategie. Ogni aiuto all’Africa deve essere in linea con i nostri piani strategici, per essere efficace. Medici con l’Africa Cuamm ha questa particolarità e a nome personale e di tutto il popolo del Mozambico, voglio ringraziarlo”.
L’Italia, ha sottolineato il vice ministro Emanuela Del Re, “è un paese che fa molto per l’Africa. Per esempio a supporto del Mozambico abbiamo destinato 24 milioni in progetti di cooperazione. Sono onorata di essere qui. Il Cuamm è un modello per produrre sviluppo sostenibile a lungo termine. Nella partnership bisogna lavorare insieme, coinvolgendo tanti attori: settore privato, chiese, governi e università. Bisogna creare un sistema, costruire insieme all’Africa il futuro delle persone. E ogni persona conta”.
Dal cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), parole dedicate ai giovani e al dialogo con l’Africa: “Oggi abbiamo tanti giovani bravissimi per gli oratori, ma c’è troppa aria di casa. Anche a me piace il con: ti considero come me, non diverso, non un oggetto. Giorgio La Pira parlava di “Eurafrica” e diceva che l’Europa e l’Africa sono un unico continente. Chi sta dall’altra riva del mare non è un rivale, ma un fratello, un amico, una persona da sostenere”.
Le conclusioni sono state affidate a don Dante Carraro, direttore del Cuamm: “l’Africa è una sfida che abbiamo imparato a conosce ed amare. Quello che abbiamo visto oggi è frutto di tutti noi, dei nostri medici sul campo e di tutti i volontari. Siamo in Mozambico, sempre con l’Africa, uniti nella buona e nella cattiva sorte. Ci servono anche le risorse. Le emergenze non sono sempre a budget. Sapendo che il cuore, la passione, sono la spinta vera per fare le cose, per cambiare il modo di vivere, il sistema, portare a un cambiamento concreto”. E ricordando Alberto Fanfani e Marta Danisi, ha aggiunto: “Alberto e Marta erano due giovani fiorentini, lui specializzando lei infermiera vicini al Cuamm, sognavano l’Africa. Il 14 agosto 2018, si sono trovati sul ponte Morandi. Mi piace pensare che anche loro due sono qui con noi a sognare, lottare, costruire per realizzare un mondo più giusto, più bello, più dignitoso per tutti”.
I NUMERI DI PRIMA LE MAMME E I BAMBINI
In tre anni (dal 2017 a oggi) sono 188.829 i parti assistiti, in dieci ospedali sparsi in sette Paesi di intervento di Medici con l’Africa Cuamm; 7.199 i bambini malnutriti acuti presi in cura negli stessi ospedali e 73.593 quelli monitorati. Allo stesso tempo, 823.553 le visite mediche assicurare alle donne prima e dopo il parto e 5.521 gli operatori formati in Africa.
Puntare sulla salute di mamme e bambini è prioritario per Medici con l’Africa Cuamm, non solo perché sono le fasce della popolazione più vulnerabili in molti contesti africani, ma anche perché favorire la salute delle donne e la corretta nutrizione dei bambini può garantire lo sviluppo delle comunità e dei Paesi di intervento.
È dimostrato, per esempio, che i Paesi in cui cala la mortalità materna sono quelli in cui la crescita demografica diventa armonica. Allo stesso tempo, permettendo ai bambini di non crescere malnutriti, si assicureranno adulti capaci di promuovere lo sviluppo delle proprie comunità.
PRIMA LE MAMME E I BAMBINI è un programma in collaborazione con Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo. E con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cariparma, Fondazione CARISBO, Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. “Insieme - Rete per la conoscenza e aggregazione 2019-2020” è il nome del progetto di aggregazione e scambio culturale con la diaspora post-sovietica in Sardegna lo scorso 10 novembre, prima a Laconi, nello splendido e affascinante Palazzo Aymerich, e poi l’11 novembre ad Aritzo presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Maxia. I due incontri molto partecipati hanno visto i due sindaci, Paola Zaccheddu, di Laconi, e Gualtiero Mameli, di Aritzo, fare gli onori di casa. Nel corso dei due incontri sono stati presentati i costumi popolari bielorussi, russi e ucraini appartenenti a varie regioni, raccontandone le particolarità e il significato antropologico legato ad alcuni momenti storici e all’appartenenza sociale e professionale di chi li indossava, frutto di un approfondito lavoro di ricerca effettuato nell’ambito delle attività progettuali. La musica e gli strumenti tradizionali che caratterizzano la cultura di qualunque popolo, sono stati al centro dell’incontro, in particolare il salterio slavo (tsymbaly), molto diffuso nei paesi dell’Europa Orientale. Sono state raccontate le peculiarità delle tecniche del salterio e la sua importanza nelle tradizioni dei popoli slavi, in particolare in Bielorussia, dove rappresenta uno strumento identitario alla pari delle launeddas per la Sardegna. La musicista bielorussa Tatsiana Syravezhkina, oggi residente e docente del gruppo di aggregazione e laboratorio musicale di Sant’Eulalia a Cagliari, e in patria direttrice dell’Orchestra per salterio di Gomel, ha eseguito con grande maestria alcuni pezzi, sia popolari sia classici, dimostrando così la grande duttilità dello strumento, omaggiando, infine, la Sardegna con una esecuzione di un motivo di ballo sardo. Emilia Canto, guida turistica professionistica di origini russe, ha presentato invece le passeggiate urbane che vedono insieme diaspora e cittadini locali alla riscoperta delle curiosità dei quartieri storici di Cagliari. Mentre Olesya Gamotina, giornalista anche lei di origine russe, ha illustrato le attività dedicate ai bambini delle seconde generazioni e che coinvolgono anche tantissimi bambini italiani che studiano il russo attraverso il gioco e la riscoperta di antiche fiabe e tradizioni. Zhanna Sotnik, insegnante ucraina che da molti anni lavora in Sardegna, ha raccontato del Punto “Insieme” presso la biblioteca russofona “Rodnoe Slovo” nell’oratorio di Sant’Eulalia a Cagliari dove fra le altre cose è possibile consultare i libri in lingua russa, bielorussa, ucraina e moldava. Infine Pier Paolo Fulio, appassionato di cultura slava e volontario dell’Associazione Cittadini del Mondo, ha raccontato delle attività del Gruppo di aggregazione “Parliamoci per imparare e fare amicizia” che organizza momenti di incontro fra i madrelingua della diaspora e gli appassionati di lingua russa. I gruppi folcloristici di Laconi ed Aritzo hanno, a loro volta, illustrato le caratteristiche dei costumi tradizionali e le attività volte alla conservazione delle tradizioni più autentiche coinvolgendo i giovani e meno giovani, un vero e proprio investimento per la salvaguardia delle identità culturali di queste bellissime cittadine della Sardegna. Le Associazioni culturali locali sia a Laconi che ad Aritzo in occasione degli incontri conoscitivi dedicati alla diaspora slava e post sovietica hanno organizzato una serie di visite guidate alla scoperta delle bellezze e delle strutture museali delle rispettive cittadine nel segno dell’amicizia e dello scambio culturale. "La Regione Piemonte intensificherà i rapporti di collaborazione con Capo Verde, nei settori dell'energia rinnovabile, dell'agricoltura e della pesca. Il Governo di Capo Verde organizzerà il suo quarto Forum internazionale degli investitori, nel maggio prossimo, per la prima volta in Piemonte. Con una stretta di mano, al termine di un incontro svoltosi nella mattinata di martedì 5 novembre nella sala Giunta del Palazzo della Regione Piemonte, il presidente Alberto Cirio ed il primo ministro capoverdiano, José Ulisses de Pina Correia e Silva, hanno suggellato un nuovo corso nei rapporti tra la Repubblica di Capo Verde e la Regione Piemonte". A riferire dell’incontro è Renato Dutto nell’ultima newsletter della Regione Piemonte, nella consueta rubrica dedicata al Piemonte all’estero. "La delegazione proveniente dall'arcipelago capoverdiano è stata ricevuta anche dal presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia. Ad accompagnare il capo del Governo José Ulisses, il ministro capoverdiano dell'Agricoltura e dell'Ambiente, Gilberto Silva, l'ambasciatore in Italia, Jorge Gonçalves, ed i sindaci di tre delle città capoverdiane coinvolte in progetti di cooperazione con realtà piemontesi: São Filipe, Santa Catarina e Mosteiros. Capo Verde, che conta 539 mila abitanti, nel 1975 ha ottenuto l'indipendenza nazionale e dal 1991 ha istituito un regime pluripartitico, con tutte le istituzioni della democrazia rappresentativa. Nella classifica del Pil pro capite, Capo Verde è al 130° posto nel mondo. "Con grande piacere la Regione Piemonte ospiterà nel 2020 il Forum internazionale degli investitori organizzato dal Governo di Capo Verde - ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio –. Intendiamo continuare a sostenere le nostre iniziative di cooperazione allo sviluppo a favore degli amici di Capo Verde". Il primo ministro della Repubblica di Capo Verde ha ringraziato la "Regione Piemonte per l'accoglienza riservata. Come ho detto al recente incontro con il presidente del Consiglio italiano, sono convinto che i rapporti tra i nostri due Paesi si intensificheranno nei prossimi anni, non solo perché puntiamo allo sviluppo del turismo, passando entro il 2021 al milione di turisti all'anno, rispetto agli 800 mila attuali, ma per gli ampi margini di collaborazione nel settore dell'economia marittima, della tecnologia per l'estrazione dell'acqua e dell'agricoltura. In questo contesto, il Piemonte riveste un ruolo di primo piano". Dal 2004 ad oggi, la Regione Piemonte ha sostenuto 32 progetti di cooperazione allo sviluppo a Capo Verde, per uno stanziamento complessivo di un milione e 285 mila euro, in collaborazione con enti locali piemontesi, associazioni di volontariato ed altri partner. Ben quattro progetti sono stati realizzati da Amses, l'Associazione Missionaria Solidarietà e Sviluppo ed il Centro Missioni estere dei frati Cappuccini, rappresentati all'incontro da padre Ottavio Fasano, tessitore delle relazioni tra Piemonte e Capo Verde. All'incontro in Regione hanno partecipato anche Valerio Oderda, sindaco di Racconigi, città d'origine di padre Fasano ed ente capofila dell’associazione "Insieme per la Solidarietà", che dal 1998 riunisce Comuni del Cuneese impegnati a favore dei Paesi del sud del mondo, oltre a Maria Graça de Resurreiçao Do Rosario Almeida, direttrice dei progetti dell'Asde, Associazione Solidarietà e Sviluppo di Capo Verde. Il 21 gennaio 2020, in occasione dell'inaugurazione di un corso a Capo Verde della Scuola enologica Umberto I di Alba, una delegazione della Regione Piemonte discuterà della collaborazione con la Repubblica dell'arcipelago africano, sui temi dell'energia rinnovabile, dell'agricoltura e della pesca". (focus\ aise) 

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