REGNO UNITO, INIZIA LA LENTA AGONIA DEL “FREE MOVEMENT” – DI GABRIELLA BETTIGA

REGNO UNITO, INIZIA LA LENTA AGONIA DEL “FREE MOVEMENT” – di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - “La vittoria dei Tories alle elezioni segna la fine di una preziosa libertà a cui noi, cittadini d’Europa, eravamo talmente abituati da darla per scontata: il free movement. La libertà di circolazione negli altri 27 Stati europei è un lusso che i cittadini britannici non avranno più, a meno che non abbiano un secondo passaporto, e che noi italiani perderemo in relazione al Regno Unito. Parte del Paese esulta per questa dolorosa perdita”. Così scrive Gabriella Bettiga, director di MGBe Legal, su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Chi, come me, ha fatto della Gran Bretagna la propria casa, si sente più che mai un ospite indesiderato. C’è chi è partito e chi partirà. C’è chi invece chi, per rimanere, è alle prese con la app dell’Home Office.
Il mio consiglio a chi abita in UK, è di fare subito la domanda di settled status (o pre-settled se non avete ancora cinque anni di residenza). È inutile infatti attendere, visto che i tempi di decisione si sono già molto allungati a causa del grosso numero di richiedenti.
Se volete, potete anche fare domanda di cittadinanza britannica, per non essere più “immigrati” e per poter votare alle prossime elezioni, anche se molti sono ideologicamente contrari a fare questo passo. I cambiamenti più grossi comunque riguardano chi intende venire in UK in futuro.
Il manifesto politico dei Tories ha annunciato un sistema per cui europei e non saranno trattati allo stesso modo, in modo che il Paese potrà dare precedenza a persone con le qualifiche e capacità giuste, al di là della loro provenienza geografica.
Ci saranno tre tipi di visti: uno per talenti eccezionali che potranno entrare in UK senza bisogno di uno sponsor. Questo visto è pensato per chi si è distinto nel proprio settore o è in grado di creare imprese o portare grossi investimenti di denaro in UK.
Una seconda strada sarà percorribile da chi ha un livello di istruzione elevato (la laurea nella maggioranza dei casi) e un’offerta di lavoro.
La terza strada riguarderà settori specifici nei quali di anno in anno ci sarà bisogno di personale.
Il sistema sarà basato su un punteggio che verrà assegnato ad ogni richiedente, sulla base di varie tabelle. Non tutti i visti daranno la possibilità di avere un permesso di soggiorno a tempo indeterminato.
Il tutto poi sarà condito dalla volontà del governo di ridurre l’immigrazione e di rendere molto difficile la permanenza a chi è qui senza regolare permesso.
Grossa enfasi è posta sulla necessità che chi intende venire o rimanere in UK non abbia precedenti penali. Anche chi desidera entrare come turista sarà soggetto a controlli della fedina penale prima di ottenere un visto, che sarà simile a quello attualmente richiesto per entrare in USA, e pare si chiamerà ETA ovvero Electronic Travel Authorisation.
Tempi duri dunque, per chi sogna il Regno Unito. Chi desidera veramente sistemarsi qui, farà bene a farlo il prima possibile per poter beneficiare delle norme transitorie che permetteranno di ottenere il pre settled e poi il settled status”. (aise) 

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