TARGHE ESTERE IN ITALIA: IL “CASO SAN MARINO” NELL’INTERROGAZIONE DI GARAVINI E MARGIOTTA (PD)

TARGHE ESTERE IN ITALIA: IL “CASO SAN MARINO” NELL’INTERROGAZIONE DI GARAVINI E MARGIOTTA (PD)

ROMA\ aise\ - Le nuove regole sulle targhe straniere in Italia stanno provocando gravi disagi agli italiani all’estero. Questo, in sintesi, quanto denunciano i senatori Pd Laura Garavini e Salvatore Margiotta in una interrogazione ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture, Salvini e Toninelli.
“Le comunità italiane nel mondo sono numerose e continuano ad aumentare, con la conseguente mobilità territoriale degli italiani all'estero e delle loro famiglie”, si legge nella premessa. “A questa mobilità si aggiunge quella dei residenti della Repubblica di San Marino, che si trova all'interno del territorio italiano, ma, non essendo un Paese membro dell'Unione europea, non gode di deroghe su noleggio o comodato; il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto modifiche all'articolo 93 del codice della strada in materia di formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi, con l'obiettivo di arginare la cosiddetta esterovestizione o l'intestazione fittizia dei veicoli immatricolati all'estero”.
“Il campo di applicazione della normativa – ricordano i due senatori – interessa direttamente anche i cittadini italiani residenti all'estero, soprattutto in Europa (italiani iscritti all'anagrafe consolare in Europa al 31 dicembre 2017: Paesi dell'Unione europea: 2.226.261, Paesi europei extra Unione europea 677.622: dati Dgit-Dgai); il decreto prevede il divieto di circolazione per veicoli con targa straniera guidati da chi è residente in Italia da oltre 60 giorni e le sanzioni vanno dai 712 a 2.848 euro e, se non ci si mette in regola immatricolando l'auto in Italia entro 6 mesi, si rischia anche la confisca della vettura; i cittadini italiani all'estero e i cittadini residenti nella Repubblica di San Marino segnalano una serie di criticità fin dai primi giorni di applicazione delle nuove disposizioni”.
“Le nuove disposizioni – sottolineano quindi Garavini e Margiotta – stanno creando notevoli difficoltà ad imprese, lavoratori frontalieri e privati cittadini, costretti per diverse ragioni (familiari, di studio, di sicurezza o di salute) a lasciare condurre le proprie auto da chi risulti residente in territorio italiano; numerosi veicoli, per ovvie ragioni, considerata la posizione della Repubblica di San Marino, transitano quotidianamente e sistematicamente in territorio italiano”.
A Salvini e Toninelli chiedono ai ministri “se il Governo non ritenga urgente adottare iniziative per chiarire quali siano i documenti di cui il cittadino italiano residente all'estero debba dotarsi al fine di evitare le sanzioni previste dalla nuova normativa, con particolare riferimento ai casi riguardanti gli iscritti all'Aire o non iscritti, in quanto residenti all'estero da meno di 12 mesi o che non risultano iscritti all'Aire a causa di un mancato allineamento dell'anagrafe; se ritenga di adottare le iniziative di competenza per forme di "comodato privato", al fine di consentire il regolare utilizzo di un'autovettura con targa straniera (anche per prestito) da parte di: a) familiari di un cittadino iscritto all'Aire residenti in Italia; b) cittadini italiani residenti all'estero, ma non ancora iscritti all'Aire” e “se il Ministro dell'interno, d'intesa con la Repubblica di San Marino, non ritenga di prevedere una circolare o una deroga specifica, che consideri la specificità dei cittadini residenti nella Repubblica di San Marino, onde evitare disagi e complicazioni burocratiche”. (aise) 

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