TURISMO DELLE RADICI: UNA GRANDE OPPORTUNITÀ

TURISMO DELLE RADICI: UNA GRANDE OPPORTUNITÀ

ROMA - focus/ aise - Riunire periodicamente i Consoli italiani operanti nelle diverse aree del mondo: ecco la novità che la Farnesina, attraverso la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, lancia come seguito concreto alla Conferenza dei Consoli, svoltasi a Roma l’anno scorso.
Gli italiani residenti all’estero, censiti negli schedari consolari della rete Farnesina, sono ormai oltre sei milioni: una popolazione superiore a quella del Lazio e della Campania. Offrire una varietà di servizi ad un’utenza così numerosa e con esigenze generazionali differenti è una sfida costante.
Per questo ogni riunione d’area consolare avrà uno specifico focus tematico. Nella prima, che si è svolta a Vienna il 19 e 20 settembre, i rappresentanti degli oltre cinquanta Uffici consolari europei hanno assistito alla presentazione della nuova Carta di Identità elettronica (CIE), la cui emissione per i connazionali residenti in Europa sarà avviata in modalità sperimentale nelle tre sedi pilota di Vienna, appunto, Atene e Nizza.
A conclusione dei lavori nel giorno finale della riunione, abbiamo rivolto qualche domanda al direttore generale per gli Italiani all’Estero del MAECI, Luigi Maria Vignali. Alla domanda su quali siano stati i temi principali emersi nel corso della due giorni appena conclusa, Vignali ha parlato di una "forte necessità a un impulso verso l’innovazione".
"Innovazione tecnologica", ha spiegato il direttore generale all’Aise, "anche in termini di semplificazione delle pratiche per i cittadini italiani all’estero. E, al tempo stesso, attenzione all’utenza, quella che si chiama in inglese la customer care. Noi dobbiamo essere sempre più accoglienti nei confronti degli italiani all’estero, dobbiamo offrire servizi e su questo c’è stata una profonda riflessione da parte dei nostri consoli qui, che hanno scambiato tra loro opinioni e punti di vista davvero interessanti".
Entrando nel dettaglio, abbiamo chiesto a Vignali quali fossero state le richieste specifiche più ricorrenti. "Sicuramente di poter ricevere risorse adeguate a quelle che sono le sfide che li aspettano", ha risposto Vignali. "La rete consolare fa moltissimo per gli italiani all’estero, ha un aumento di produttività di almeno il 25% solo per i passaporti, però è assolutamente sotto organico e richiede risorse nuove, fresche, per poter offrire servizi sempre più efficienti e diversificati ai nostri connazionali".
Una domanda, poi, sulle differenti esigenze nel bacino d’utenza europeo e, al contrario, sulle convergenze.
"Ci sono sicuramente delle collettività diverse", ha spiegato il DG Luigi Maria Vignali, "alcuni Paesi, come per esempio la Germania, la Francia, il Regno Unito, sono interessati da importanti flussi di nuova mobilità che in qualche modo sta ringiovanendo la collettività italiana già presente all’estero, ma ne sta anche cambiando la fisionomia. Questa è però una situazione che cambia da Paese a Paese".
"Ci sono poi dei punti di convergenza e su questo, per esempio, è stato di grande aiuto lo scambio di buone prassi che c’è stato tra i Consoli durante la riunione. Convergenza, per esempio, sull’automazione dei servizi e soprattutto convergenza sulle modalità per fare comunicazione con gli italiani all’estero. Bisogna saper dialogare con loro, utilizzare i social network, condividere tutto quello che facciamo in modo da ricevere input, risposte e richieste sempre più mirate e aggiornate", ha detto Vignali.
Il successivo appuntamento sarà il 3 e 4 ottobre a Montreal, dove si incontreranno i titolari degli uffici consolari del Nord America e dell’Australia. In quell’occasione sarà approfondita la promozione integrata dell’Italia all’estero sulla base del programma "Vivere ALL'italiana" e del "Turismo delle Radici", un segmento turistico strategico per l’interesse degli oltre sessanta milioni di italo-discendenti nel mondo alla riscoperta dei propri luoghi di origine. Proprio riguardo quest’ultimo argomento, abbiamo chiesto lumi a Luigi Maria Vignali: "Faremo una presentazione sulla promozione integrata del Sistema Paese all’estero, con un focus in particolare proprio sul turismo di ritorno, o meglio, delle radici".
"In Paesi come gli Stati Uniti, in Canada, in Australia e Nuova Zelanda", ha aggiunto Vignali, "ci sono collettività molto ben integrate di italiani all’estero di prima, seconda generazione e, ancor di più, di italo-discendenti, che sono interessate al nostro Paese e che hanno le disponibilità economiche per farlo".
"Nella riunione del 3 e 4 ottobre", ha concluso il direttore generale, "terremo un panel specificatamente incentrato su questo punto, con una presentazione di tre Regioni italiane: la Lucchesia, le Dolomiti e il Friuli Venezia Giulia, Regioni che presenteranno le loro eccellenze e che dimostreranno com’è possibile esportare anche – o proprio – per i nostri connazionali e per gli italo-discendenti questo particolare segmento turistico all’estero". Si è tenuta a Roma, lo scorso 25 settembre, alla Sala Aldo Moro della Farnesina, la presentazione del primo volume di “Guida alle radici italiane. Un viaggio sulle tracce dei tuoi antenati”, un progetto promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del MAECI e dall’Associazione Raiz Italiana, che si avvale inoltre della collaborazione dell’ENIT. La guida, che in questa prima edizione è dedicata ad Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna e Puglia, si pone come obiettivo quello di stimolare la conoscenza dei luoghi di origine alle nuove generazioni di italiani all’estero e agli italo-discendenti attraverso una serie di consigli e itinerari. A tal fine, è stata pubblicata in tre lingue: Italiano/Inglese, Italiano/Spagnolo e Italiano/Portoghese, per poter raggiungere i quasi ottanta milioni di Italiani all’estero e italo discendenti nel mondo. All’evento di presentazione sono intervenuti Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Giovanni Bastianelli, Direttore Esecutivo dell’ENI, Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia, e Marina Gabrielli, rappresentante dell’Associazione Raiz Italiana.
“Promuovere il turismo delle radici - ha detto in apertura il Direttore generale Vignali - significa avere sentimento poetico, perché visitare i luoghi da dove provengono i genitori anima gli italiani all’estero”. Visitare il Bel Paese, per gli italiani all’estero e gli italodiscendenti, rappresenta infatti, “un rito di passaggio - ha sottolineato Vignali -, con le proprie origini e la propria terra, che fa riscoprire elementi di cultura, enogastronomici e altri ancora”. La guida rappresenta infatti una delle “misure concrete” adottate perché queste radici possano essere riscoperte dalla comunità italiana all’estero, che è “anch’essa una comunità” che conta ormai “quasi 6 milioni di persone, secondo l’AIRE”.
Questo libro, ha spiegato Vignali, verrà “inviato a tutte le sedi della diplomazia italiana interessate nel mondo, perché deve essere un prodotto vivo che non rappresenti solo un viaggio turistico, ma anche un viaggio sentimentale”.
Un volume, ha precisato il Direttore Esecutivo di ENIT Bastianelli, che non è solamente una guida turistica, ma che è potenzialmente in grado di “generare un flusso importante per l’economia”. “Dobbiamo essere orgogliosi dell’attrattività del nostro Paese - ha continuato Bastianelli -, perché un turista su 4 sceglie l’Italia. E per questo bisogna ringraziare le nostre comunità all’estero, perché sono loro ad esportare il nostro brand nazionale prima di chiunque altro, il Made in Italy, e che fanno venire voglia di venire qui. Ovviamente - ha concluso Bastianelli -, non partecipiamo a questo tavolo solo per animo romantico, ma anche perché l’economia turistica è molto importante”.
Sono molti, infatti, i dati significativi: “10 milioni di turisti sono venuti qui - ha riferito Vignali - per trovare parenti o amici. E questo è esattamente ciò che significa “turismo di ritorno”, o “turismo delle origini”. Per questo, questa guida, è un prodotto che deve essere fruibile da tutti. E a tal proposito è stato realizzato in 3 diverse lingue, oltre all’italiano”.
Il numero di potenziali fruitori di questa guida va infatti dai 60 agli 80 milioni di italodiscendenti nel mondo. È questo che ha voluto sottolineare Gabrielli, la rappresentante di Raiz italiana, che ha rivelato come l’associazione, con questo progetto, si sia “messa alla prova, perché il turismo delle radici è tutto da costruire. Quello della guida è infatti solo un primo passo per la costruzione, nato per creare un’offerta turistica diversa, in collaborazione con la DGIT. Sarà disponibile su internet e facilmente scaricabile da tutti”.
La guida è struttura in diverse sezioni e presenta un’introduzione sulla storia dell’emigrazione italiana all’inizio per poi continuare dando informazioni riguardo a come individuare luoghi storici per la propria storia personale e familiare. “Abbiamo diviso la guida in 4 regioni, non creando itinerari prestabiliti, ma piuttosto suggerendo elementi” con i quali scoprire i luoghi che possono risultare interessanti a ogni italodiscendente. “Perché ogni viaggio è un viaggio individuale” ha detto ancora Gabrielli.
Il primo elemento suggerito dalla guida è la parte storica riguardo l’emigrazione regionale e la memoria collettiva della storia contemporanea. Il secondo elemento, invece, è una sezione dedicata ai personaggi storici e alle grandi personalità di ogni regione interessata. La terza sezione è dedicata invece alla gastronomia; infine, l’ultimo elemento riguarda le feste tradizionali di ogni paesino.
Questi “sono solo alcuni degli elementi che si possono utilizzare - ha concluso la rappresentante di Raiz italiana prima di ringraziare chi ha partecipato alla creazione del libro -, ma è molto importante spronare le persone a ripercorrere le proprie radici”.
“Cosa si aspettano i turisti venendo nella nostra terra?” si è chiesta l’Assessore al Turismo della Regione Puglia, Capone. “È questo che dobbiamo chiederci. È la memoria che induce ad un viaggio di ritorno - ha proseguito Capone -. E noi dobbiamo far capire che venire, tornare vuol dire emozione. Abbiamo bisogno di conoscere e raccontare le nostre comunità, perché solo così si possono trasmettere emozioni. Il racconto della guida è questo, e Raiz italiana è stata brava a fare una guida che si prende cura delle persone che vengono in Italia e che vogliono riscoprire quello che hanno sentito”, ha concluso.
I complimenti per l’iniziativa, Vignali, li ha ricevuti anche dal Sottosegretario Merlo, che prendendo parola ha riferito che questo progetto gode di “tutto l’appoggio del Governo”. Questo perché è necessario cercare di “capire gli oriundi, o più in generale gli italiani all’estero - ha ribadito Merlo -. Parlare con loro ti fa comprendere come tutti vogliano venire in Italia, perché dietro c’è un sentimento forte d’identità. È un viaggio diverso venire qui, per loro. Il turismo di ritorno e gli italiani all’estero hanno un’importanza enorme per questo Paese, da molti punti di vista. Chi lo nega non capisce nulla, zero. Il rapporto che ha l’Italia con gli italiani all’estero pochi Paesi lo hanno, infatti, tutto ciò che spende l’Italia per loro, non è una spesa, ma un investimento. Perché l’Italia ha bisogno di valorizzare questo tipo di iniziative”, ha concluso il Sottosegretario.
La presentazione si è infine conclusa con le parole di Vignali, che ha anche anticipato che verrà presentata un’iniziativa sulle grandi meraviglie d’Italia a Montreal, in Canada, nei prossimi mesi. Un altro evento orientato sugli italocanadesi che dà valore alla comunità degli italiani all’estero. (focus\ aise) 

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