VISTI IN AUSTRALIA/ DAMA: UN MODO PIÙ FACILE DI OTTENERE LA PERMANENT RESIDENCY?

VISTI IN AUSTRALIA/ DAMA: UN MODO PIÙ FACILE DI OTTENERE LA PERMANENT RESIDENCY?

MELBOURNE\ aise\ - “Da due settimane è disponibile il nuovo DAMA del Far North Queensland (QLD), nella zona di Cairns. I DAMA sono accordi tra gli Stati o Territori australiani e il governo federale per rendere disponibili opzioni di visto alternative per chi deve essere sponsorizzato ma non ha i requisiti per ottenere dei visti standard”. A scriverne sono Davide Schiappapietra, Magica Fossati e Dario Castaldo che hanno curato l’articolo e il servizio radio e per “Sbs Italian”, special broadcasting in onda in italiano in tutta l’Australia, intervistando l'agente d'immigrazione Emanuela Canini.
“Non tutti i DAMA seguono le stesse regole: alcuni portano alla residenza permanente, altri no; alcuni presentano "facilitazioni" di genere diverso, quindi bisogna controllarli uno per uno per capire se possono essere utili.
Quest'ultimo DAMA prevede 200 posti disponibili per il primo anno.
Quindi chi ama il clima tropicale può controllare se ci sono offerte di lavoro e se il datore di lavoro è disponibile a sponsorizzare, a condizione che, sia lo sponsor che lo sponsorizzato rispettino i requisiti necessari e che la professione rientri nelle liste pubblicate dai governi locali.
Questo DAMA si aggiunge a quelli già usciti finora che sono i due del South Australia, di cui uno specifico solo per Adelaide, quello del Territorio del Nord, quello del Victoria e della Great South Coast e quello del Western Australia della zona di Goldfields.
Si è ancora in attesa che venga attivato un altro DAMA nella regione di Orana, in New South Wales.
Quali sono le occupazioni idonee e gli atri requisiti?
Esistono 70 occupazioni nella lista di questo DAMA, molte delle quali (ma non tutte) portano alla possibilità di ottenere una residenza permanente dopo 3 anni di lavoro con lo stesso sponsor. Questo a condizione che lo sponsor sia d'accordo con l'intraprendere questo percorso.
Le liste abbracciano un'ampia gamma di settori: dal "carer" al macellaio, dal manager al supervisor di ristorante (che è un livello di occupazione considerato inferiore rispetto a quello di manager). Ci sono anche, ad esempio, l'istruttore per le immersioni in mare e l'autista di pullman turistici.
Vale la pena leggere attentamente la lista, soprattutto se sappiamo che la nostra occupazione non è idonea a farci ottenere altri visti, oppure non dà accesso alla residenza permanente: potremmo trovarla tra quelle elencate nelle liste dei DAMA.
Per quanto riguarda i requisiti degli sponsor, devono essere attività operanti da almeno 12 mesi e devono rispettare tutti gli altri requisiti richiesti per le normali procedure di sponsorizzazione. Devono quindi avere un'attività legalmente registrata e operativa con una situazione finanziaria che possa garantire il pagamento del salario della persona sponsorizzata. Devono anche essere in grado di giustificare la necessità di sponsorizzare qualcuno per quella determinata professione e che non abbiano trovato nessun cittadino australiano per coprire quel ruolo.
Per quanto riguarda le "facilitazioni" (che riguardano solo alcune professioni), il salario non deve essere inferiore al 90% del salario minimo corrente per le sponsorizzazioni (che è ancora 53.900 dollari).
Esiste anche una facilitazione sul livello di inglese richiesto che, solo per il visto temporaneo, non deve essere inferiore a un Ielts 5 di punteggio medio con almeno il 4 in ogni componente del test. Per la permanent residency (PR) rimane il voto 6 in ogni componente come per i visti standard.
Per quanto riguarda le qualifiche e gli anni di esperienza lavorativa, chi svolga professioni che sono già sulle liste degli altri visti non avrà alcun vantaggio. È Probabile che ne vada a beneficiare chi svolga una professione di livello più basso, dove in alcuni casi basta dimostrare soltanto di avere svolto quel lavoro per due anni e a tempo pieno.
Resta da vedere se ci sarà un vero interesse nei confronti di questi DAMA che comunque, assieme ai problemi che accomunano tutti i visti, aggiungono la difficoltà di essere legati a determinate aree territoriali, dove bisogna vivere per almeno 3 anni prima di poter arrivare alla PR”. (aise) 

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