A colloquio con l’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, Andrea Canepari – di Ricky Filosa

ROMA\ aise\ - “Grande impegno dell’Ambasciata anche al tempo del virus per garantire i servizi consolari ai connazionali. Lavoriamo per rafforzare i rapporti tra Italia e Repubblica Domenicana”. Così l’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, Andrea Canepari, in una intervista rilasciata a Ricky Filosa, editore di “Azzurro Caribe”, periodico degli italiani di Centro America e Caraibi. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
D. Ambasciatore Andrea Canepari, sta per concludersi questo 2020, per molti versi un anno da dimenticare a causa della pandemia da coronavirus che ha investito il mondo intero. Anche la Repubblica Dominicana ha molto sofferto. Qual è la situazione attuale nel Paese?
R. Come per tutto il mondo anche in Repubblica Dominicana la situazione è difficile, aggravata dal punto di vista economico dal blocco del turismo mondiale che costituisce una parte importante dell’economia locale. Questo ha colpito anche i nostri connazionali che lavorano nel settore del turismo, soprattutto quelli che si trovavano in questo paese da pochi anni e che non avevano fatto in tempo a radicarsi. Molti di loro hanno deciso di tornare in Italia. Il nuovo governo dominicano sta lavorando per rafforzare il settore turistico e creare le condizioni per la futura ripresa.
D. La rete consolare, a livello mondiale, proprio a causa delle restrizioni conseguenti al Covid19 ha funzionato a singhiozzo: smartworking, orari ridotti, ridotta possibilità di ricevere il pubblico. Come vi siete organizzati a Santo Domingo per fare in modo di evitare i contagi a impiegati e connazionali ma allo stesso tempo poter offrire i servizi consolari?
R. La pandemia ha offerto una sfida per il lavoro consolare: è necessario utilizzare le più strette misure di sicurezza combinando la normativa dominicana con quella italiana, quindi rendendo non agevole l’organizzazione del lavoro. L’obiettivo importante è la tutela della salute dei connazionali e quella dei dipendenti. Dall’altro lato è stato possibile però dedicare personale esperto, riorganizzando il lavoro e permettendo di rispondere al telefono da cellulari dedicati per dare informazioni puntuali e preventive, nonché per rivedere in anteprima le pratiche per e-mail prima di far presentare i connazionali allo sportello e quindi consentendo di velocizzare la loro permanenza in ambasciata e diminuire i loro viaggi presso gli uffici consolari. Nonostante le inaspettate difficoltà causate dalla pandemia, l’Ambasciata d’Italia non ha mai chiuso le proprie porte ai connazionali nemmeno un giorno, continuando ad erogare i servizi consolari ai cittadini italiani che li hanno richiesti.
D. Sui social network, su Facebook in particolare, che ormai è diventato uno sfogatoio politico, nel quale sempre più persone riversano la propria rabbia e la propria frustrazione, talvolta leggiamo commenti di connazionali che denigrano in ogni modo il lavoro dell’Ambasciata. Per fortuna c’è anche chi, invece, rivolge applausi virtuali all’operato della sede. Ma a chi si lamenta di non ricevere i servizi in maniera puntuale, a chi afferma di non avere alcun riscontro quando manda una mail o quando prova a telefonare, lei cosa si sente di rispondere?
R. Le nuove tecnologie e i mezzi di comunicazione, anche i mezzi sociali, possono essere utilizzati anche in maniera positiva. Penso alla tempestiva diffusione delle informazioni e allo snellimento delle pratiche consolari. Invito sempre i connazionali ad utilizzare il Portale Fast-It per interagire comodamente da casa richiedendo, ad esempio, l’iscrizione all’AIRE, la modifica dei propri dati personali e tante altre funzionalità. Da qualche mese, peraltro, il portale è disponibile anche in spagnolo, per permettere ad un numero sempre maggiore di connazionali di usufruire dei vantaggi di questo sistema. Per tutti gli altri servizi, rinnovo l’invito a comunicare con noi tramite mail agli indirizzi che trovate sul nostro sito, nella sezione “Contatti”, dove troverete anche i riferimenti ai numeri di cellulare dedicati ai passaporti e alle questioni di carattere consolare. Molte volte capita che le persone non utilizzino questi numeri corretti, divisi per servizi: consiglio di consultare il sito in modo da avere i numeri aggiornati.
D. Lei è Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Dominicana dal 1 agosto 2017. È stato il primo capo missione a Santo Domingo dopo la riapertura dell’Ambasciata, chiusa nel 2015. Davanti si è trovato una situazione davvero difficile, noi ce lo ricordiamo bene. Da allora, cosa è cambiato nel rapporto tra la sede diplomatica e la comunità italiana?
R. Quando sono arrivato ho esposto l’impegno del governo italiano e in particolare del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per rinnovare le relazioni diplomatiche, ma anche servire la comunità italiana con servizi consolari efficienti ed erogati in strutture decorose e funzionali. Ho viaggiato nel paese incontrando ogni comunità, anche le più problematiche, esponendo questo messaggio e ascoltando le loro richieste. Credo che i miglioramenti dei servizi consolari siano sotto gli occhi di tutti, i connazionali vengono ricevuti in ambienti salubri, funzionali e sicuri. Tanti mi parlano dell’orgoglio che hanno nell’essere ricevuti in una sede moderna e vedere l’Italia protagonista in questo paese in iniziative pubbliche che fanno conoscere l’apporto della nostra comunità allo sviluppo della Repubblica Dominicana.
D. E nei rapporti tra la RD e l’Italia?
R. L’anno scorso, per la prima volta dopo decenni, c’è stato un incontro a livello capi di Stato, suggellando quindi a livello più alto la rinnovata amicizia e cooperazione tra i due Paesi. Vi sono poi nuove strutture che aiutano a rilanciare le relazioni, ad esempio in campo economico, come la rinnovata Camera di Commercio Dominico-Italiana che raggruppa ora nella sua giunta direttiva i più importanti imprenditori del Paese. Il mio auspicio è che questa Camera di Commercio diventi un ponte tra Italia e RD creando opportunità e coinvolgendo imprenditori grandi ma anche piccoli, creando un momento di incontro e di sostegno reciproco all’interno della comunità italiana in Repubblica Dominicana.
D. Abbiamo notato che ultimamente sta partecipando ai vari webinar organizzati dalla Camera di Commercio italiana nella RD. Fino a che punto sono utili questi incontri virtuali e cosa pensa si debba fare per rafforzare ulteriormente le relazioni economiche, commerciali, politiche e culturali tra la RD e lo Stivale?
R. La nostra Camera di Commercio ha organizzato importanti eventi, in presenza e virtuali, e ha avuto l’onore di ospitare il Ministro degli Esteri dominicano Roberto Alvarez che ha accettato il mio invito come oratore principale in una conferenza dedicata proprio ai rapporti tra l’Italia e la Repubblica Dominicana. Si è trattato peraltro del primo evento di portata internazionale in Repubblica Dominicana a cui ha partecipato un Ministro del nuovo governo. Si tratta di un segnale rilevante per le relazioni tra i due Paesi.
D. Quali sono i rapporti tra l’Ambasciata e il nuovo governo dominicano? C’è sintonia?
R. C’è una grande sintonia, perché c’è una comune volontà, come segnalato dal presidente Abinader, dal ministro Alvarez e da tanti membri del governo, a rilanciare le relazioni con l’Italia per riportarle a livello che la storia comune condivisa richiede. Ci sono grandi possibilità e c’è un impegno sia italiano che dominicano per concretizzarle. Il ministro degli esteri Alvarez è stato molto chiaro, anche pubblicamente come nel caso della conferenza della Camera di commercio, ma anche in altre occasioni pubbliche, sottolineando questo impegno suo e del governo per rilanciare ancora di più i rapporti con l’Italia.
D. Accordo patenti di guida tra Italia e RD: in tanti attendono il riconoscimento reciproco delle patenti tra i due Paesi. Negli scorsi anni, da parte del governo dominicano l’allora Ambasciatrice della RD in Italia, Peggy Cabral, poi nominata Viceministro degli Esteri, aveva portato avanti un gran lavoro, insieme al ministero dei Trasporti dominicano. Ora tutto sembra si sia arenato. Qual è la sua opinione su questo eventuale accordo? Crede che si arriverà a una decisione finale prima o poi, in un senso o in un altro? Oppure, semplicemente è tutto finito nel dimenticatoio?
R. Ci sono accordi che hanno preso molto tempo, penso a quello di cooperazione giudiziaria che è stato negoziato per quarant’anni. Questo accordo credo che ci metterà molto meno tempo, non si è progredito negli anni passati perché mancavano alcune informazioni tecniche che non erano state date alle competenti autorità italiane.
D. Dopo questi anni di esperienza nella RD, come descriverebbe la comunità italiana locale?
R. Abbiamo qui una rilevante comunità italiana, una comunità che nella sua dimensione storica ha contribuito a fondare l’identità culturale di questo Paese. Vi è poi una comunità più recente, attirata da nuove opportunità lavorative. Credo sia giusto porre l’attenzione di tutti sulle parti più serie e dinamiche di questa collettività, che tuttora contribuiscono al successo economico del paese che ci ospita. Proprio per questa comunità io e tutti i funzionari dell’ambasciata ci stiamo impegnando per rilanciare le relazioni e costruire uffici e strutture utili per i nostri concittadini.
D. Per il 2021 l’Ambasciata ha già previsto iniziative culturali o di altro genere in Repubblica Dominicana? Quali?
R. Nel 2021 celebreremo il bicentenario della nascita di un italiano che ha fondato la marina dominicana, è stato il suo primo ammiraglio, è eroe nazionale sepolto nel Pantheon Dominicano, ed infine console italiano a Santo Domingo: Giovanni Battista Cambiaso. È l’esempio di tutti quegli italiani che si sono impegnati per migliorare questo paese e che hanno creato relazioni virtuose con l’Italia. Iniziando con modalità virtuali, ci saranno eventi per far conoscere la grande storia che lega i due Paesi e quindi valorizzare la nostra collettività che nel passato, ora e nel futuro sarà il ponte tra le due nazioni. Con la consapevolezza di questa amicizia si potranno creare opportunità più forti. Ci saranno iniziative in ogni ambito culturale, esposizioni virtuali, video, un libro sull’eredità culturale italiana, fumetti per le scuole distribuiti sia cartacei che digitali per far conoscere anche ai giovani le figure iconiche della nostra immigrazione e la cultura comune creata qui. Saranno proposte le iniziative realizzate dal MAECI per diffondere la nostra cultura, il “vivere all’italiana” che aiuta anche a sostenere i nostri prodotti all’estero. Ci saranno anche corsi di lingua offerti dalla Dante Alighieri che si sommeranno a quelli per l’università che abbiamo finanziato presso l’Università tecnologica Intec.
D. In conclusione, vuole rivolgere attraverso Azzurro Caribe un augurio ai connazionali in occasione delle festività natalizie?
R. Con grande piacere auguro a tutti i lettori di Azzurro Caribe un sereno Santo Natale ed un 2021 privo dei problemi che abbiamo passato”. (aise)