Bilancio/ Ungaro (Iv): incentivi “rientro dei cervelli” anche a docenti e ricercatori

ROMA\ aise\ - “Grazie alla riformulazione di un emendamento alla legge di bilancio che porta anche la mia firma i lavoratori altamente qualificati rientrati in Italia prima del 2020 e già iscritti all'AIRE, versando un contributo del 10 per cento o del 5 per cento del reddito imponibile a seconda del numero di figli, non vengono più esclusi dalle misure di incentivo al radicamento permanente entrate in vigore il 1° gennaio 2020, ex decreto-legge n. 34 del 2019”. Ne dà notizia Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva, capogruppo in Commissione Finanze della Camera e deputato eletto in Europa.
“Finalmente dopo molto tempo si chiude un’ingiusta differenza di trattamento che penalizzava chi era rientrato in Italia prima del 1° gennaio 2020”, aggiunge il parlamentare che spiega: “la nuova norma, approvata ieri con la legge di Bilancio alla Camera esclude al momento i ricercatori e docenti universitari che sono stati residenti all'estero in maniera non occasionale e che hanno già goduto degli incentivi ex decreto-legge n. 78 del 2010. Per risolvere definitivamente e per tutti questo discrimine rimasto sospeso – chiarisce Ungaro – ho presentato un ordine del giorno, approvato dall'Aula di Montecitorio, che impegna il Governo ad estendere per tutti, con una norma ad hoc nel primo provvedimento utile, gli incentivi fiscali entrati in vigore nel 2020”.
“Un ampliamento della platea che – conclude – contemplerà così docenti, ricercatori, lavoratori rimpatriati e quanti hanno deciso di scommettere con il loro capitale umano nuovamente sull'Italia”. (aise)