CORONAVIRUS: CONNAZIONALI IN ITALIA LUNEDÌ

CORONAVIRUS: CONNAZIONALI IN ITALIA LUNEDÌ

ROMA\ aise\ - Arriverà nelle prime ore del mattino di lunedì 3 febbraio l’aereo che riporterà i connazionali residenti a Wuhan in Italia. Lo ha confermato oggi pomeriggio il Ministro degli esteri Luigi Di Maio, a margine della videoconferenza con l’Ambasciata italiana a Pechino.
Occasione, ha spiegato il Ministro, in cui si è fatto il punto della situazione: “le informazioni sono note ma voglio ripeterle: i contaminati del coronavirus sono circa 10.000, 213 i decessi con un'età media superiore ai 75 anni e 210 i guariti. Quello che può far ben sperare – ha osservato Di Maio – è che 72 ore fa il rapporto tra decessi e guariti era di 2 a 1 e oggi è migliorato, cioè siamo alla pari”.
“Vorrei innanzitutto ringraziare tutto il personale dell'Unità di crisi e della rete diplomatica e consolare italiana in Cina per l'impegno in questa circostanza delicata e complessa che li vede protagonisti in prima linea nell'assistenza ai nostri connazionali in Cina”, ha aggiunto Di Maio, prima di ricordare che “la comunità italiana in Cina è composta da oltre 11.600 connazionali; circa 80 di loro sono nella zona di Wuhan”.
Connazionali, ha sottolineato Di Maio, “contattati uno ad uno dal nostro corpo diplomatico”.
Saranno loro ad essere rimpatriati lunedì: “potranno rientrare con un volo militare che arriverà a Pratica di Mare lunedì, nelle prime ore del mattino, con un volo organizzato dall'Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri operato dal Comando operativo Interforze”. Degli 80 residenti “70 persone circa hanno fatto richiesta di rientrare da Wuhan”.
Quando arriveranno in Italia “seguiranno le indicazioni del Ministero della Salute fornite dall'istituto Spallanzani per questo tipo di operazioni”, cioè un “protocollo sanitario con la permanenza in una struttura idonea”.
I circa 10 che hanno deciso di rimanere in Cina “manterranno ovviamente un filo diretto con la nostra Ambasciata a Pechino e la rete consolare in Cina”.
Questo per quanto riguarda i residenti a Wuhan, cioè la città – epicentro del virus.
In questi giorni, ha informato Di Maio, “altri 500 concittadini fra coloro che si trovano in Cina – ma non sono residenti a Wuhan - hanno chiesto all'Unità di crisi informazioni per rientrare in Italia, visto il provvedimento di sospensione dei voli dalla Cina. Per questo abbiamo deciso di costituire una Unità Operativa Speciale che si riunirà nelle prossime ore sotto il coordinamento dell'Unità di crisi del Ministero degli Esteri con i ministeri della Salute, delle Infrastrutture e con l'Enac”, cioè l’ente di aviazione civile.
Tre – ha spiegato Di Maio – le priorità su cui si concentrerà questa Unità Operativa Speciale: “la prima è far ritornare gli italiani che vogliono ritornare dalla Cina in Italia; la seconda pensare ai cinesi temporaneamente presenti in Italia che vogliono rientrare in Cina” e non possono farlo per via del blocco aereo. Infine “la gestione del traffico merci, che dovrà essere garantito nei limiti dei protocolli sanitari”.
Per tutte queste esigenze “siamo in costante contatto con le autorità cinesi e stiamo valutando con loro anche la predisposizione di voli per il rimpatrio dei cinesi temporaneamente in Italia. Continueremo a raccordarsi con l'Ambasciata cinese in Italia e con le amministrazioni competenti per assistere i turisti cinesi che vogliono far ritorno nella Repubblica Popolare”.
Quanto all’assistenza degli italiani, Di Maio ha spiegato che “abbiamo monitorato costantemente” la situazione, attraverso “il lavoro dell'Ambasciata e dell'Unità di crisi, operativa 24 ore su 24 per informare i nostri connazionali nel Paese. So che gli aggiornamenti sono continui”.
Dal 24 gennaio ad oggi “l'Unità di crisi del Ministero degli Esteri ha ricevuto oltre 5.000 telefonate, gestite dalla sala operativa, con un aumento del 700% rispetto alla media settimanale. Abbiamo registrato oltre 210.000 accessi al sito e inviato oltre 10.000 notifiche in 24 ore agli utilizzatori della App dell'Unità di crisi che consiglio a tutti di scaricare”.
L'unità di crisi “è in contatto con tutte le Unità di crisi dei Paesi europei, con cui ci stiamo coordinando”.
Ricordando che oggi il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo Stato d'emergenza, Di Maio ha spiegato che si tratta di un provvedimento necessario per poter “disporre degli strumenti normativi per affrontare la situazione nel più efficace dei modi. A tal fine sono stati stanziati 5 milioni di euro da utilizzare qualora dovesse essere necessario”. Dunque “si tratta di misure precauzionali, non essendoci ancora motivi di allarmismo”.
L'invito è dunque alla tranquillità”, ha ribadito. “Con l'adozione di questo provvedimento l'Italia è al più alto livello di cautela in Europa”.
Il Ministro ha quindi aggiunto che “l'Italia è amica del Popolo cinese ed è vicina al Governo cinese: intendiamo fornire tutto il supporto che le autorità cinesi dovessero richiedere per superare quanto prima questo momento difficile”.
A cominciare la volo che riporterà i connazionali a casa: “il volo che riporterà in Italia i connazionali di Wuhan trasporterà materiale sanitario richiestoci dalle autorità cinesi: quindi porterà in Cina materiale sanitario richiesto come aiuto dalle autorità del governo cinese e poi permetterà il ritorno in patria dei nostri connazionali”.
Il ministro ha infine inviato “un forte saluto e un ringraziamento al Sistema Italia che in questo momento nella Repubblica Popolare Cinese sta lavorando in maniera eccellente per assicurare ai nostri connazionali e alle nostre imprese di poter avere tutte le informazioni necessarie e di poter rientrare il prima possibile” in Italia “ove richiesto”.
“Il volo che porterà i nostri concittadini nella notte tra il 2 e il 3 febbraio in Italia – ha puntualizzato – è il secondo o terzo volo che permette un rimpatrio di cittadini stranieri, che sono in questo momento in Cina: prima del nostro solo quello dagli Stati Uniti e dal Giappone” a conferma che “stiamo lavorando al massimo, per poter affrontare tutte le richieste che arrivano. Allo stesso tempo, il lavoro che facciamo qui in Italia è quello di tenere il massimo livello di prevenzione in modo tale da poter affrontare ogni evenienza”. (ma.cip.\aise) 

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