IL CASO KESSLER PROVOCA LO SDEGNO DEL PRIMO SINDACATO DEI FUNZIONARI UE – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ – Una dura lettera, quella che ha scritto il 18 novembre il Presidente di Rinnovamento & Democrazia, il principale sindacato dei funzionari UE, Cristiano Sebastiani, a Johannes Hann, Commissario europeo responsabile del bilancio, dell’amministrazione e della lotta alla frode. “È con stupore, per non dire costernazione, che moltissimi colleghi si sono rivolti a noi a seguito della decisione della Commissione dell’11 novembre u.s. che ha concesso a partire dal 1º dicembre p.v., i benefici dell’articolo 50 dello Statuto, al Sig. Kessler ex Direttore generale dell’Ufficio Antifrode (OLAF), attualmente assegnato ad un posto di consigliere presso la DG BUDG”, scrive Sebastiani.
E si riferisce al generosissimo pensionamento anticipato, con buonuscita a sei cifre, discrezionalmente concesso dalla Commissione Europea all’inossidabile ex-magistrato e ex deputato, che ha avuto incarichi di vertice quali Commissario Anti-contraffazione, Presidente della provincia di Trento, Direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli e, per meno del previsto mandato settennale, Direttore Generale dell’Ufficio Europeo per la Lotta alla Frode (OLAF).
Per molti funzionari dell’Ue si tratta di una pagina nera della storia della funzione pubblica europea, oltre che per il contribuente europeo. E Sebastiani prevede “polemiche e attacchi ancora più prevedibili tenuto conto, da un lato, dei compiti del Direttore generale dell’OLAF, svolti in passato dal sig. Kessler, in un contesto particolarmente carotico che ha caratterizzato la fine del suo mandato; dall’altro lato, del suo precedente distacco nell’interesse del servizio quale Direttore dell’Agenzia italiana delle dogane e dei monopoli e, infine, della gravità del contenzioso che ha aperto nei confronti della nostra istituzione in merito alla decisione della Commissione di revocare la sua immunità su richiesta del pubblico ministero belga.”
È stato motivo di profonda tristezza e fastidio per chi, come me, ha dedicato una vita professionale alla lotta ad ogni forma di illegalità, gran parte della quale proprio presso i servizi anti-frode della Commissione Europea. Quale pioniere tra i pionieri dell’antifrode della Direzione Generale del Bilancio e dell’UCLAF prima e di quell’OLAF, poi, di cui Giovanni Kessler ha avuto la direzione dal 2011 al 2017.
“Il comandato”
Alcune particolari circostanze della nomina di Kessler all’OLAF le ho ricordate il 6 novembre in un articolo per “Il Riformista”, e non voglio qui ripetermi. Per capirne meglio il perché dello sdegno di molti funzionari Ue e dell’Ufficio Europeo per la lotta alla frode (OLAF) basta leggere la lettera di Sebastiani, dal contenuto davvero sconvolgente.
Per un trattamento di super-prepensionamento a sei cifre, da molti lustri senza alcun precedente, che oltre ad essere un insulto per chi sta morendo di pandemia e crisi economica, ed un danno di immagine per i miei ex colleghi dell’OLAF e della Commissione Europea, che hanno provocato tale forte reazione sindacale, sembra essere la ciliegina sulla torta molto bene illustrata dall’articolo (richiamato nella lettera di Sebastiani) del Procuratore della Corte dei Conti italiana Robert Schülmers.
Col titolo “Il Comandato”, il 26.2.2019, sul periodico on line Salto.bz, Schülmers ha raccontato il sorprendente e mirabolante profilo di carriere del collega, allora magistrato ordinario, Giovanni Kessler. Prima di questa ciliegina sulla torta che, oltre al Marchese del Grillo, ad alcuni ha fatto ricordare la Fattoria degli animali di George Orwell: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
“Condivido pienamente i timori espressi dai colleghi”, ha detto Sebastiani, “in merito al fatto che l’uso del denaro pubblico per versare tali indennità di buonuscita sarà particolarmente criticato tenuto conto dei sacrifici imposti attualmente ai cittadini europei. Questo nello stesso momento in cui la Commissione è chiamata ad affrontare sfide storiche e ha bisogno di poter contare sul pieno sostegno dell’opinione pubblica europea.”
Riferendosi alla denuncia di altri sindacati, Sebastiani ha così concluso: “non posso che far mia la domanda posta all’epoca dai nostri colleghi del sindacato della FFPE e chiedere a mia volta: quale è l’esempio che in questa occasione l’Istituzione offre al personale nel suo complesso e in particolare quelli inquadrati nei livelli inferiori”.
Che non si faccia però di tutta l’erba un fascio
La lettera aperta di Sebastiani deve essere interpretata come un coraggioso grido di allarme e di pubblica denuncia da parte dei funzionari Ue per una situazione considerata scandalosa, considerato il periodo attuale di crisi economica, sulle ragioni della quale il Presidente di. R&D pone diverse domande. E spero che le risposte arrivino presto. Anche perché Sebastiani, che ha vissuto in prima persona la caduta della Commissione Santer per fatti di nepotismo e favoritismi al limite dell’irregolarità, prevede già un fermento sia a livello politico che istituzionale. Ma qualunque potrà essere la risposta che verrà data, resterà una non buona notizia per l’immagine della Commissione Europea e delle sue politiche di trasparenza e di protezione degli interessi finanziari dell’Ue. Anche se, da convinto europeista quale sono, e sulla base della mia personale fiducia per la Presidente Ursula von der Leyen e per il nuovo e ben più equilibrato direttore generale dell’OLAF, Ville Itälä, non posso non esortare i miei lettori a non fare mai di tutta l’erba un fascio. Ricordando non solo che tutto il mondo è paese, ma anche che, in questa storia, il paese più coinvolto sembra essere, una volta di più, l’Italia. Che è pur sempre la patria anche del Marchese del Grillo. Nell’irriducibile speranza, che vorrebbe essere anche una certezza, da uomo delle istituzioni italiane ed europee, che quella che voglio considerare una scandalosa eccezione, ne confermi pur sempre la regola. E la regola, non mi fermerò mai di sostenerlo, deve essere quella dello stato di diritto. In Europa, come negli Stati Membri, e nelle stesse Istituzioni dell’Ue. Dove dovremmo tutti essere sempre capaci di denunciare e poi isolare, assieme ai vari Marchesi del Grillo, anche alcuni degli animali della fattoria di George Orwell. (alessandro butticé\aise)