IL NOSTRO MIGLIOR AMBASCIATORE

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ROMA – focus/ aise - Il formaggio Piave DOP con il progetto Nice to Eat-Eu conquista Vienna e con essa alcuni dei più prestigiosi ristoranti della città. Il Consorzio di Tutela, dopo aver testato la risposta della stampa e del pubblico di decision maker in ambito food con cene di degustazione in grado di trasmettere valori, gusti e caratteristiche di questa eccellenza europea, ha deciso di approfondire e diffondere ulteriormente il brand Piave DOP instaurando eccellenti collaborazioni con alcuni fra i più influenti chef della capitale austriaca.
Il progetto Nice to Eat-EU, una Campagna promozionale promossa dal Consorzio per la Tutela Formaggio Piave DOP e co-finanziata dall'Unione Europea, si fa quindi sempre più largo nel mercato austriaco e in particolare nella capitale, dove tra ricette studiate ad hoc, degustazioni di prodotti e cene stampa mira a ritagliarsi un’importante fetta di consensi e apprezzamenti, come già accaduto a Graz nel 2019, quando gli ospiti degustarono la propria cena a base di Piave DOP sui meravigliosi piatti decorati con l’immagine prima classificata del Contest 2019 Nice to Eat-EU, rivolto a tutti i food blogger del paese.
Da qualche settimana quindi nella capitale austriaca è in programma un intenso mese di promozione; un progetto, partito fisicamente con degustazioni al tavolo dei ristornati e trasformatosi oggi in “bontà delivery”, che vede coinvolti i più importanti chef della città.
Ognuno di loro propone la propria personale interpretazione di questo straordinario formaggio, inserendolo in originali e inedite ricette studiate ad hoc. Otto le strutture che hanno aderito con entusiasmo al progetto: CucinaCipriano, Altenberg, Cafe Restaurant Leto, Restaurant Marks, Trattoria Toscana La No`, I Carusi, I Terroni, e l'Osteria del Collio.
Protagonista indiscusso delle ricette austriache una delle più apprezzate referenze Piave DOP, la Selezione Oro, pluripremiata eccellenza internazionale. Fra gli ultimi premi ricevuti c’è il Superior Taste Award - 3 stelle all'International Taste & Quality Institute (iTQi) di Bruxelles (5° anno consecutivo) e Miglior Formaggio Italiano a pasta dura" all'International Cheese & Dairy Awards di Nantwich (UK). Un prodotto autentico e naturale che nasce nel suggestivo territorio delle Dolomiti italiane, meraviglioso patrimonio dell’UNESCO.
CucinaCipriano inserirà in carta gnocchi di patate viola con fonduta di Piave DOP e patatine al tartufo nero, Altenberg proporrà polenta rustica con formaggio Piave DOP e salsa di refosco di salsiccia con finferli, Cafe Restaurant Leto delizierà gli ospiti con funghi ripieni al formaggio Piave DOP, Restaurant Marks con filetti gratinati con Piave DOP, Trattoria Toscana La No` servirà calamari farciti di Piave DOP e cavolo nero con zucca croccante, I Carusi delizieranno con gnocchi di farina alla parmigiana con formaggio Piave DOP, I Terroni si cimenteranno in orecchiette Piave DOP e capesante mentre L'Osteria del Collio proporrà Risotto con radicchio e formaggio Piave DOP.
Insomma, l’appuntamento gourmet dedicato ai foodies austriaci arriva nella capitale in grande stile, non resta che seguire i profili social dei ristoranti per vedere questo prodotto interpretato dai grandi chef di Vienna e, se siete in zona, ordinare e gustare a casa il proprio piatto preferito a base di formaggio Piave DOP.
Per scoprire i ristoranti nel dettaglio su www.nicetoeat.eu/settimane-di-degustazione-nei-ristoranti
Il Consorzio di Tutela (www.formaggiopiave.it), promuove il marchio del formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo. È possibile seguire il Consorzio e il progetto Nice to Eat-EU su Instagram @nice_to_eateu, Facebook @NiceToEatEU (FB) e YouTube (all’omonimo canale) e con l’hashtag ufficiale #Nicetoeateu, oltre che sul sito www.nicetoeat.eu.
Duecento espositori, otto paesi rappresentati, dodici masterclass due forum e buyer provenienti da tutte le principali città della Greater Bay Area cinese. Questa è Wine to Asia, la start up di Veronafiere al debutto venerdì 20 e sabato 21 novembre all’Intercontinental hotel di Shenzhen.
Una manifestazione che si aggiunge alla ventennale esperienza di Veronafiere in Cina iniziata con il fuori salone a Chengdu e con l’attività di roadshow in città di prima e seconda fascia che per questo 2020 ha toccato Shanghai e Xiamen.
Organizzato dalla società Shenzhen Baina International Ltd controllata di Veronafiere in partecipazione con Pacco Communication, Wine to Asia è un evento b2b. Proprio a Shenzhen infatti hanno sede oltre alle molto conosciute aziende big tech, anche il 30 per cento degli importatori cinesi di vino e la vivacità della città è in grado di influenzare i trend della zona che va da Hong Kong a Guangzhou.
Ad esporre a Wine to Asia anche diverse collettive tra le quali quella italiana organizzata da Ice Agenzia (la più rappresentata con circa 70 espositori), Wines of Chile, Rioja e una delle regioni emergenti della produzione del vino in Cina, l’Huailai.
“Un particolare merito va ai produttori che hanno osservato la quarantena imposta dal governo cinese ai passeggeri in arrivo dall’estero per essere presenti in prima persona”, afferma il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. “Questa prima edizione, che ha rischiato più di ogni altro evento di non tenersi, si presenta ai nastri di partenza con numeri oltre ogni aspettativa con più di metà aziende dall’Italia”, continua Mantovani. “Non solo, sono sold out tutti gli eventi in programma e questo la dice lunga sull’attesa di un evento in presenza anche su un mercato fortemente orientato al digitale e all’online”.
La Cina è il quinto Paese al mondo per consumi di vino in volume, alle spalle di Stati Uniti, Francia, Italia e Germania con la quota di mercato dell’Italia che si attesta intorno al 7 per cento. Il vino ha dunque un grande spazio di crescita, e quello italiano ha degli assi in più da giocare, grazie alla varietà dei vitigni autoctoni e ai valori che il Made in Italy porta con sé.
“Il mercato cinese è in continua evoluzione con i gusti dei consumatori che pian piano si stanno affinando”, spiega Simone Incontro, responsabile di Veronafiere per l’Asia. “Certamente la pandemia da Coronavirus ha avuto un impatto sul mercato e molti distributori hanno chiuso o hanno visto una drastica riduzione dei fatturati, tuttavia stiamo riscontrando un'evoluzione dei consumi con la richiesta di nuovi prodotti. È il caso appunto dei vini naturali che vedremo esposti nell'area Living Wine, i quali stanno comparendo sempre di più nei portafogli di importatori e distributori”.
La sezione Living Wine, area dedicata ai vini biologici e biodinamici, è la più grande mai vista prima sui vini naturali in una fiera internazionale con 100 etichette e 30 aziende.
Iniziative online, poi, affiancano l’evento business fisico grazie live streaming e flash sale con il gigante online PinDuoDuo, in collaborazione con ICE. Espositori e visitatori, inoltre, possono contare sulle funzionalità della mini-app Wechat di Wine to Asia.
Infine, ristoranti, wine bistro e locali della zona, in occasione della Greater Bay area wine week, offrono menu speciali in abbinamento al vino.
Oltre 100 eventi con viaggi premio in Italia offerti da Enit, incontri con celebrity chef, influencer e divulgatori del settore, live show cooking in video streaming, trasmissioni tematiche e guide interattive, oltre a quiz su food e luoghi turistici a cui rispondere per vincere premi enogastronomici e ancora concorsi realizzati con le Ambasciate per la realizzazione di piatti italiani tipici in collaborazione con Il Gambero Rosso. Sono solo alcuni degli appuntamenti messi in campo da Enit - Agenzia Nazionale del Turismo Italiano per la V edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo in programma dal 23 al 29 novembre prossimi.
Ideata, realizzata e coordinata dalla Farnesina con Mise, Mipaf, Miur, Mibact, enti, associazioni e istituzioni che promuovono l’Italia a livello globale, la Settimana coinvolgerà anche 28 sedi Enit nel mondo sul tema scelto per questa quinta edizione, "Saperi e sapori delle terre italiane a 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi".
L'attenzione è tutta puntata sul patrimonio enogastronomico italiano, ricchezza diffusa nei territori e nei piccoli borghi del Belpaese e tra i principali attrattori di turismo in Italia, come raccontano diverse ricerche dell'Ufficio Studi Enit.
Un turismo che, nel Belpaese fino ad ottobre 2019, ha generato introiti 354,5 milioni di euro nel 2019, con un aumento del +17,0% sul 2018. Per oltre 1,4 milioni di viaggiatori (+29,9%) si rilevano circa 3,4 milioni di pernottamenti (+30,2%).
Al centro delle iniziative della rassegna, dunque, non solo la qualità delle ricette e della ristorazione italiana, ma anche l'unicità dei prodotti e degli ingredienti originali italiani, a partire da quelli Dop e Igp come anche le peculiarità delle produzioni meno note e dell'offerta vitivinicola nazionale con il coinvolgimento anche chef del calibro di Bottura.
Il ciclo di eventi tematici ideati da Enit crea una rete di salvaguardia dei prodotti italiani e consente di valorizzazione le eccellenze del territorio in una sinergia che coinvolge l’industria culturale nazionale. Chef stellati, mostre e masterclass virtuali sui prodotti tipici regionali, show cooking in video streaming per esperienze sensoriali nell’enogastronomia italiana.
La strategia di branding e visual di Enit per la Settimana della Cucina Italia nel Mondo vede l'Agenzia impegnata anche con adv branding con contenuti specifici sul food. Inoltre, per l’occasione, Enit ha predisposto un nuovo progetto di digital marketing secondo un approccio glocal con attività social-digital coordinate dalla sede centrale e implementate localmente dalle sedi estere. Eventi che puntano a mantenere vivo l'interesse per la Penisola e l'identità radicata dei suoi prodotti gastronomici simbolo di cultura e valorizzazione sociale. (focus\ aise) 

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