“LA MIA PASTA MADRE”: SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO CON L’IIC AMBURGO

AMBURGO\ aise\ - Nell’ambito della V Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il cui motto quest’anno è "Saperi e sapori delle terre italiane, a 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi", l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ha organizzato per il prossimo 26 novembre, alle ore 18.30 in modalità digitale, un Workshop con l’autrice del libro “Pasta Madre” Vea Carpi scritto in collaborazione con Irene Hager, che ha curato la versione in lingua tedesca.
L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo in collaborazione con la Casa Editrice Raetia di Bolzano, che ha pubblicato lo scorso agosto il libro di ricette a base di lievito madre di Vea Carpi, Pasta Madre, tradotto in tedesco da Irene Hager, sarà presentato sulla piattaforma Zoom accessibile digitando il seguente link: https://zoom.us/j/95019717888#success. Qui potrete assistere, in italiano con traduzione in tedesco, ad un workshop, che si terrà direttamente dal maso alpino Mas del Saro in provincia di Trento, da dove Vea e Irene, le autrici del libro “Pasta Madre”, mostreranno tutte le fasi del procedimento per ottenere un pane buono e naturale, partendo da due semplici ingredienti: farina e acqua. Ci mostreranno inoltre come creare e mantenere nel tempo una pasta madre attiva e vivace, con cui creare prelibatezze dolci e salate.
L'evento si svolge nell'ambito della V edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo, in pro-gramma quest'anno dal 23 al 29 novembre. Il progetto, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme a numerosi altri partner sostiene e valorizza il settore agroalimentare e la cucina italiana. La cucina è a pieno titolo una delle componenti essenziali dell’identità e della cultura italiana, anche nelle espressioni di quel delicato e complesso rapporto che si instaura tra nutrizione, salute, scoperta dei sapori e piacere di socializzare. Un’occasione per riflettere anche sui benefici della Dieta Mediterranea, che il 16 novembre ha festeggiato il decennale dal riconoscimento Unesco e che in un pe-riodo di emergenza sanitaria rappresenta uno degli strumenti di difesa contro la possibilità di ammalarsi.
Cinque anni fa si diede vita alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo con lo scopo di tutelare e valorizzare i prodotti italiani a denominazione protetta e controllata, accompagnando l’iniziativa da azioni di contrasto al fenomeno dell'Italian sounding. Oltre a ciò si è desiderato promuovere la produzione vitivinicola nazionale, mirando ad un miglioramento del suo posizionamento sui mercati internazionali. Non vengono tralasciati comunque programmi mirati alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche delle Regioni e dei territori italiani, anche a fini turistici. Un grande successo di questa iniziativa è stato lo sviluppo di collaborazioni internazionali nell’ambito della formazione professionale. Non si è solo fidelizzato l’uso di prodotti italiani di qualità nella formazione professionale, bensì anche dato vita a scambi e collaborazioni di lungo periodo tra studenti di cucina e cuochi italiani e locali.
Il pane, i dolci, la vita in montagna di Vea Carpi e Irene Hager, ha come argomento la panificazione sana e tradizionale. Il pane come si faceva una volta, cioè utilizzando la pasta madre o lievito naturale, fatto solo con farina e acqua messi a fermentare, non è solo una tradizione antica che unisce il nord e il sud Italia, è anche una filosofia di vita che sta suscitando da qualche anno l’interesse di moltissimi panificatori casalinghi sia in Italia sia in Europa. Utilizzare la pasta madre per pane e dolci, un‘antichissima pratica, è diventato un must nella panificazione e addirittura è un metodo che ci insegna ad apprezzare la vita e a rallentare i ritmi frenetici che spesso ci logorano.
Eppure che cos’è la pasta madre, o lievito naturale? È un semplice impasto di farina e di acqua lasciato fermentare. La miscela di questi due ingredienti crea l’ambiente perfetto per lo sviluppo dei lieviti naturali – il processo di fermentazione ha inizio, l’impasto lievita in modo ideale. Si può anche trovare qualcuno che la pasta madre l’ha già preparata e ne regali un pezzettino della propria, così la pasta madre originale non smette mai di essere viva. Regalandone un pezzettino ad amici o conoscenti la pasta madre continua a crescere e a diffondersi e in tal modo non viene mai arrestato il processo di fermentazione. Esistono anche scambi di pasta madre online.
La panificazione con la pasta madre ha bisogno di più tempo della panificazione moderna, è rallentata diciamo così, ma in compenso il pane fatto con il lievito madre ha un sapore più pieno, più ricco, più interessante. È anche più facilmente digeribile rispetto ai prodotti da forno tradizionali, grazie ai lunghi tempi di riposo dell’impasto. È caratterizzato da una crosta croccante e scura che permette al pane di rimanere fresco più a lungo (la fermentazione anaerobica crea un ambiente acido che tiene lontani batteri e muffe).
Dal Mas del Saro, un maso alpino in Valle dei Mocheni, vicino a Trento, l’autrice Vea Carpi, una contadina per vocazione, sforna con la sua pasta madre sorprendenti magie e ci svela le sue ricette preferite, dai dolci pasquali in primavera al pane alle erbe aromatiche in estate fino al panettone a Natale. A differenza della Sauerteig, la pasta acida fatta solo con farina di segale, di cui la pasta madre ne è una blanda variante, quest’ultima va benissimo anche per la preparazione dei dolci. Nel suo libro “La mia pasta madre” Vea spiega come preparare il pane di castagne, la pizza, le girelle alla cannella e i tradizionali biscotti natalizi, insieme ad altre cinquanta ricette per tanti altri tipi di pane e dolci per ogni occasione e ogni stagione. Vea Carpi è nata nel 1975. Dopo aver studiato scienze politiche a Firenze si è trasferita per amore nel 2001 in Trentino, in un maso di montagna in Valle dei Mocheni. Contadina, cuoca, appassionata di lana (fila, fa feltro, lavora a maglia, tinge con tinture naturali). Vea ha iniziato a panificare con il lievito madre al Mas del Saro, utilizzando una pasta madre nata in Calabria più di settant’anni fa, che l’autrice ha ricevuto in dono. Le ci sono voluti alcuni tentativi per ottenere i primi risultati apprezzabili. Vea ora conosce le insidie e le sottigliezze della pasta madre come nessun altro e desidera trasmettere le sue conoscenze ai lettori del suo libro in modo semplice e comprensibile, condividendo anche preziosi suggerimenti e consigli. Il suo libro è la riscoperta di un’antica e nobile tradizione di panificazione ed è un vero must per gli amanti del pane! Da vent’anni Vea vive con la sua famiglia al Mas del Saro, vicino a Trento. Grazie alla vita al maso, Vea, pisana e cittadina “doc”, ha ritrovato la strada per tornare alla Natura e a uno stile di vita più ecosostenibile. Vea e suo marito Renzo gestiscono un piccolo agriturismo, coltivano un orto, allevano pecore, asini e galline. I prati e i boschi intorno al maso sono un vero paradiso per i giochi dei loro tre figli. La storia di vita dell’autrice è la dimostrazione che nessuno nasce già perfetto panificatore ma che con la pratica e la passione chiunque può diventarlo.
Irene Hager, classe 1970, è laureata in Pedagogia e Germanistica. Dal 1996 si occupa di didattica museale in qualità di educatrice, project manager, formatrice e curatrice. Insegnante di lavorazione del feltro presso la “Winterschule Ulten”. Tiene corsi di erbologia, miti e leggende. È coautrice dei libri “Südtiroler Kräuterfrauen (le donne delle spezie altoatesine)” e “Die Kraft der Kräuter nutzen” (utilizzare la forza delle erbe). Con Elisabeth Unterhofer ha pubblicato nel 2019 per Edizioni Raetia: “Die Lärche” (il larice). (aise)