Promozione della lingua: approvato l’emendamento di Schirò (Pd)

ROMA\ aise\ - “La legge di bilancio per 2021, nel passaggio alla Camera, ha dato positive risposte ad alcune questioni attinenti al campo della promozione della lingua e della cultura italiana che dall’inizio della legislatura ho messo al centro della mia attività parlamentare”. A dichiararlo è stata Angela Schirò, deputata del Pd eletta in Europa, dando notizia dell’approvazione del suo emendamento sul finanziamento dei corsi degli enti gestori dei corsi di lingua italiana di oggi alla Camera.
“Nel bilancio, infatti, ci sono prima di tutto il rifinanziamento e la stabilizzazione del Fondo per il sostegno alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, che già lo scorso anno con un mio emendamento avevo fatto prolungare al ’21, ma purtroppo con un finanziamento non adeguato - ha aggiunto Schirò -. Nel prossimo triennio, così, ci saranno a disposizione oltre 132 milioni di euro che consentiranno di tenere ferma la barra della promozione linguistico-culturale e della promozione integrata del sistema Paese. In tempi di magra come questi, è una grande notizia, una scelta di cui dare atto al Governo e, in particolare, alla Vice Ministra Marina Sereni, che al MAECI ha la delega per queste materie”.
In secondo luogo, Schirò ha informato anche dell’approvazione del suo emendamento “che integra di 2 milioni e 160 mila euro il finanziamento dei corsi di lingua e cultura italiana gestiti dagli enti promotori. La ripartizione del Fondo, da cui attingere una parte delle risorse per i corsi, avverrà a distanza di mesi e nella prima annualità l’asticella sarà più bassa rispetto agli ultimi anni. Sono corsa dunque ai ripari per consolidare il livello consolidato dei 14 milioni e anche per fare qualche passo in avanti, per non restare sempre seduti sul presente, per quanto meno scomodo rispetto a un non lontano passato”.
Poi, una terza “buona notizia”, secondo l’eletta all’estero dem, “è che con un emendamento di maggioranza si è finalmente riunificato presso il MAECI il contingente di personale, fino ad oggi diviso per metà con il Ministero dell’Istruzione, che presiede alla formazione delle graduatorie e alla destinazione del personale scolastico all’estero. Separando quelle forze e quelle competenze si era fatto un disastro, come possono testimoniare le famiglie e le autorità scolastiche di altri paesi che in molti casi, dopo diversi mesi, non riescono ancora a vedere sulla cattedra il titolare inviato dall’Italia”.
“Su questa questione per un paio d’anni ho fatto una battaglia solitaria e in occasione del bilancio avevo presentato per la quarta volta un mio emendamento, oltre che una proposta di legge - ha detto in conclusione -. In commissione si è fatto riferimento all'emendamento, del tutto analogo, di un collega di maggioranza. Bene così, non importa chi se lo potrà intestare, importa molto, invece, che si sia fatta una cosa necessaria, giusta e soprattutto urgente. Nel campo della promozione culturale e della formazione all’estero la legge di bilancio le risposte le ha date. Una conferma che le buone idee e la tenacia alla fine pagano”, ha concluso. (aise)