IIC: UNA PANORAMICA

IIC: una panoramica

ROMA – focus/ aise - La tradizione ha a lungo sostenuto che l'arte italiana è emersa dal "Medioevo" nel XIII secolo, in una magnifica fioritura culturale che è stata successivamente denominata Rinascimento, ovvero rinascita. Dalle innovazioni di Giotto ai sontuosi mosaici e all'avvento dello stile gotico, alcune delle maggiori conquiste artistiche italiane hanno avuto luogo in questo vivace periodo, pur venendo spesso sottovalutate a causa del nostro interesse per l'arte rinascimentale, che riteniamo le abbia eclissate.
Il nuovo corso su “L’arte italiana fra il Romanico e Giotto” dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney intende esplorare le origini della scultura, della pittura e delle arti minori italiane medievali. A partire dal periodo romanico, si scoprirà come la scultura e la pittura a Pavia, Parma e in Friuli abbiano conservato importanti aspetti della tradizione romana sperimentando anche con influenze dal nord Europa. Si analizzerà il significato dell’arte bizantina in Italia da Venezia a Palermo, concentrandosi in particolare sui mosaici. Infine, prendendo in esame gli sviluppi politici e culturali contemporanei, si andrà a vedere come l'interesse francescano e domenicano per la dimensione umana della fede abbia influenzato Arnolfo di Cambio e Giunta Pisano. E con l'approccio sempre più naturalistico di Nicola Pisano e Pietro Cavallini, si getteranno le basi per l'avvento di Giotto.
Il corso avrà inizio a febbraio e durerà per tutto il mese attraverso quattro sessioni: il 2 febbraio si affronteranno “Le origini dell'arte medievale italiana: scultura e pittura medievali a Pavia, Friuli e Parma”; il 9 “Cosa intendiamo quando parliamo di arte bizantina, da Venezia ai Normanni in Sicilia”; il 16 “L'ethos dei francescani e dei domenicani; Giunta Pisano e Arnolfo di Cambio”; ed infine il 23 febbraio “Nicola Pisano, Pietro Cavallini e l’interesse per il naturalismo”.
Le lezioni si svolgeranno on line e in lingua inglese con la docente Kathleen Olive. Ogni ora di lezione verrà seguita da mezz’ora di discussione dal vivo.
Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo disponibile sul sito Internet dell’IIC, compilarlo e spedirlo all’indirizzo email studenti.iicsydney@esteri.it. Per ulteriori informazioni si può contattare l’Istituto al numero (02) 9261 1780.
Kathleen Olive è una storica letteraria e culturale, con un dottorato sul Rinascimento fiorentino conseguito presso la Sydney University. Ha insegnato lingua, letteratura e storia italiana alla Sydney University e alla University of Technology e tiene corsi di arte italiana presso la WEA che riscuotono grande successo. Si reca molto spesso in Italia, sia per proseguire la sua ricerca sia per guidare tour culturali per l’Academy Travel.
L’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, in collaborazione con il Dipartimento d’Italiano dell’Università di Malta, Solferino Libri e Book Media Events, ha organizzato per martedì prossimo, 2 febbraio, alle ore 18.30, un incontro online in occasione della recente uscita del romanzo “L’archivio del diavolo” di Pupi Avati, seguito de “Il Signor Diavolo”.
Avati discuterà de “L'archivio del diavolo” con il dottor Fabrizio Foni, docente del Dipartimento di Italiano dell'Università di Malta, autore o curatore di numerose pubblicazioni inerenti alla cultura popolare, con particolare attenzione al fantastico, al gotico, all’avventura e alla fantascienza.
Pupi Avati è uno dei più prolifici e acclamati registi italiani viventi. Spaziando dalla commedia al thriller, dal dramma storico all'horror, i suoi film si distinguono per la loro miscela unica di grottesco e realismo, tenerezza e cinismo, humour nero ed empatia.
Fin dagli esordi, ha rivelato la predilezione per il gotico, il favoloso e il soprannaturale con film cult come "La casa dalle finestre che ridono" (1976), "Zeder" (1983), "L'arcano incantatore" (1996) e "Il Signor Diavolo" (2019). Quest'ultimo film ha portato sul grande schermo l'omonimo romanzo pubblicato da Avati nel 2018 ed imperniato su una catena di eventi inquietanti e raccapriccianti intrisi di folklore e superstizione che si svolgono nei primi anni '50 a Lio Piccolo, villaggio rurale della laguna veneta.
Ne “L'archivio del diavolo”, proseguendo nella vena thriller-horror, Avati ci riporta nei luoghi e nelle atmosfere del Nordest rurale degli anni Cinquanta raccontandoci la storia di Furio Momentè. Funzionario del ministero di Grazia e Giustizia, poche settimane fa era rinchiuso nel sotterraneo della chiesa di Lio Piccolo, senza alcuna speranza di poter uscire. Ora si trova di nuovo in un sotterraneo, ma stavolta a Roma, al ministero. Rimosso dal suo incarico ma non licenziato, è stato confinato nell’archivio. Ma come ha fatto a sopravvivere? Nel frattempo a Lio Piccolo, paesino del Polesine, arriva un nuovo parroco, don Stefano. Fin da subito si trova a fare i conti con la tentazione, nella forma della maestra Silvana, ma soprattutto con un orribile mistero. Perché, cercando il baldacchino della statua del Santo nei sotterranei della chiesa, rinviene un cadavere in putrefazione… Ma Furio Momentè non era sopravvissuto? E allora, quello, chi è?
“Gae Aulenti: ambiente, design, restauro” è il titolo della terza di sei conferenze on line della serie “Come quando design, architettura e arte si incontrano” promosse dall’Istituto Italiano di Cultura di Haifa e curate da Olga Vanoncini, artista ed educatrice.
L’appuntamento è per domani, giovedì 28 gennaio, alle ore 18.00, e sarà trasmesso in diretta sulla piattaforma Zoom e sulla pagina Facebook dell'IIC di Haifa in lingua italiana. Seguirà un dibattito con il pubblico.
Gae Aulenti, designer e architetta Italiana, concentra il suo lavoro sull'attenzione per l'ambiente urbano e quindi sul restauro architettonico. Le sue realizzazioni più significative in questo senso includono: l'allestimento del Musée d'Orsay a Parigi, la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia, l'arredo urbano di Piazzale Cadorna a Milano. È una delle poche designer donne a partecipare alla mostra Italian: the new Domestic Landscape al MoMA di New York.
La partecipazione alla conferenza è gratuita, ma è necessario iscriversi inviando una email all’indirizzo iichaifa@esteri.it. Si riceverà poi il link per l'incontro Zoom, che sarà valido anche per gli incontri successivi. (focus\ aise) 

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