Il contributo dell’Australia agli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico - di Margaret Twomey

ROMA\ aise\ - Il 2020 è stato un anno che ha messo alla prova la forza delle nostre comunità e la resilienza di entrambi i nostri Paesi. Per gli australiani, l'anno è iniziato con gli incendi boschivi più devastanti della nostra storia. L'Italia è stata al nostro fianco nel momento del bisogno e le manifestazioni di solidarietà degli italiani non saranno mai dimenticate.
Il 2020 ha anche dimostrato quanto sia importante lavorare insieme sul cambiamento climatico. Sebbene la riduzione delle emissioni rimanga fondamentale, è anche necessario uno sforzo maggiore per adattarsi e costruire una resilienza al cambiamento climatico già in atto.
L'Australia è il continente abitato più arido al mondo, con le più antiche culture viventi e alcuni tra gli esempi di biodiversità più ricchi a livello globale. Siamo fortunati a poter imparare dalla continua interazione dei primi australiani, i nostri popoli aborigeni e isolani dello Stretto di Torres, con la loro terra. Per oltre 65.000 anni le loro conoscenze e pratiche tradizionali hanno preservato e protetto l'ambiente naturale australiano. Gli incendi boschivi del 2020 hanno dimostrato quanto sia importante unire la tradizionale conoscenza della terra del popolo aborigeno con la scienza moderna.
Il governo australiano sta indirizzando maggiori risorse verso le azioni per il clima. Sono stati impegnati oltre 15 miliardi di dollari per rendere le risorse naturali, l'ambiente e le infrastrutture idriche dell'Australia più resistenti alla siccità e ai disastri climatici. Inoltre più di 2 miliardi di dollari saranno spesi per gli sforzi di recupero dagli incendi, tra cui la rigenerazione dell'habitat, la riabilitazione degli animali nativi e migliori pratiche di gestione del territorio.
Il cambiamento climatico è la più grande minaccia a lungo termine per la salute della barriera corallina. L'Australia ha impegnato 2,7 miliardi di dollari per una efficace gestione e protezione della Grande Barriera Corallina al fine di sostenere l'attuazione del Piano Reef 2050. Un programma di restauro e adattamento della barriera corallina da 150 milioni di dollari mira ad aiutare le barriere coralline a riprendersi da eventi di sbiancamento e ad adattarsi alle mutevoli temperature dell'oceano.
L'Australia si impegna a sostenere gli sforzi internazionali per affrontare il cambiamento climatico. Il vertice sull'adattamento al clima di questa settimana, ospitato dall’Olanda ha offerto alla comunità internazionale una preziosa opportunità per lavorare insieme verso un futuro più resiliente al cambiamento climatico. Al vertice, l'Australia ha ribadito il suo impegno per un'azione ambiziosa e pratica per combattere l’impatto del cambiamento climatico in patria e all'estero.
L'Australia resta impegnata nell'accordo di Parigi. Siamo sulla buona strada per raggiungere e superare il nostro obiettivo per il 2030, avendo ridotto le emissioni quasi del 17% dal 2005. Le emissioni dell'Australia sono diminuite più rapidamente rispetto a molte altre economie avanzate e alla media OCSE.
L'Australia si sta unendo alla “Call for Action on Raising Ambition for Climate Adaptation and Resilience”, un’iniziativa che mira a promuovere una maggiore ambizione, più finanziamenti e un miglior coordinamento per la protezione dai crescenti rischi del cambiamento climatico. Questo impegno si aggiunge alla partecipazione dell'Australia alla “Coalition for Climate Resilience Investment”, che mira a orientare gli investimenti privati su infrastrutture resilienti al clima e a sostenere le comunità vulnerabili per attrarre investimenti del settore privato.
Il governo australiano ha promesso almeno 1,5 miliardi di dollari entro il 2025 per il finanziamento globale di iniziative volte alla protezione del clima. 500 milioni di dollari di questo finanziamento aiuteranno i Paesi vicini dell'Australia nel Pacifico a distribuire energia rinnovabile e rafforzare la loro resilienza ai cambiamenti e ai disastri ambientali. L'Australia condivide anche la competenza, l’esperienza e la capacità di adattamento climatico conseguite attraverso il suo programma di sviluppo e l’Australian Infrastructure Financing Facility for the Pacific.
Gli australiani stanno adottando le energie rinnovabili a livelli record. Su base pro capite l’Australia sta costruendo nuovi impianti eolici e solari dieci volte più velocemente della media globale e quattro volte più dell'Europa. Quasi una casa australiana su quattro è ora dotata di pannelli solari, la media più alta al mondo. Si prevede che le energie rinnovabili contribuiranno ad almeno la metà dell'elettricità australiana entro il 2030.
L'Australia mira a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette il prima possibile. La necessità di arrivare allo zero netto non è in discussione. L'attenzione dovrebbe essere sul “come“ conseguire tale obiettivo. L'Australia ha sviluppato un piano per investire nelle tecnologie di cui necessita per ridurre le emissioni e punta a sfruttare 70 miliardi di dollari di nuovi investimenti in tecnologie a basse emissioni entro il 2030. Vogliamo accelerare l’adozione di tecnologie come l'idrogeno, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, il carbonio nel suolo e l’immagazzinamento di energia come sistema di backup per le energie rinnovabili e per “decarbonizzare” i trasporti e la produzione di acciaio e alluminio a zero o a basse emissioni.
Il dottor Alan Finkel, consigliere Speciale d’Australia per la tecnologia a basse emissioni, ha parlato al Forum economico mondiale di Davos questo mese dell'enorme potenziale di queste tecnologie per sostenere la transizione globale verso le zero emissioni nette.
La diffusione globale su vasta scala di queste tecnologie ridurrà le emissioni o le eliminerà nei settori responsabili del 90% delle emissioni mondiali: 45 miliardi di tonnellate. Il nostro obiettivo è far sì che il costo di attuazione di queste nuove tecnologie sia pari alle alternative esistenti con emissioni più elevate. Questo è un percorso pratico per raggiungere le zero emissioni nette.
L'innovazione e le partnership sono fondamentali per affrontare la sfida climatica. I nostri scienziati ci dicono che, anche con gli obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni globali, nei prossimi decenni dovremo comunque adattarci ai cambiamenti del nostro clima. Le azioni pratiche sono fondamentali.
Sarà un piacere lavorare insieme all'Italia nel suo anno di co-presidenza della COP26. Insieme possiamo fare la differenza. (margaret twomey*\aise)
* ambasciatore d’Australia in Italia