“In piena luce”: l’Ambasciata d’Italia a Berna e il centro teatrale bresciano insieme per il Giorno della Memoria

BERNA\ aise\ - In occasione del Giorno della Memoria, l’Ambasciata d’Italia a Berna, in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano, presenta lo spettacolo teatrale “In piena luce”, scritto e diretto da Marco Archetti e liberamente ispirato alle opere di Primo Levi.
Lo spettacolo sarà disponibile dalle ore 15.30 di domani, 27 gennaio, e fino al 10 febbraio, sul canale Youtube dell’Ambasciata d’Italia a Berna a questo link.
“In piena luce. Raccontando Primo Levi” è una lezione-spettacolo dedicata all’intellettuale che attraverso la sua opera consegnò al mondo una tra le più alte testimonianze sulla Shoah. Coinvolgendo lo scrittore e drammaturgo bresciano Marco Archetti, il Centro Teatrale Bresciano ha ideato questo progetto per raccontare e approfondire le opere “Se questo è un uomo” e “La tregua”. Sul palcoscenico, Archetti accompagna il pubblico in un viaggio attraverso i due romanzi, colti nella loro complessità; al suo fianco è compito della straordinaria attrice Ludovica Modugno restituirne l’intensità del racconto, attraverso la lettura di alcune pagine.
La lezione-spettacolo è parte del Progetto Memoria, realizzato con il patrocinio di Casa della Memoria di Brescia e gode del prezioso sostegno organizzativo e documentario dell'Archivio Storico "Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani" della Camera del Lavoro di Brescia, nonché della collaborazione del Servizio Biblioteche del Comune di Brescia e dell'Ufficio scolastico territoriale di Brescia.
“La chiave per provare a raccontare “Se questo è un uomo” e “La tregua” - due macrotesti contenenti microtesti in cornice, che nascono da piccoli dettagli secondo quella che l'autore chiamava intuizione puntiforme - ce la offre lo stesso Primo Levi ne “I sommersi e i salvati”, un testo uscito nel 1986, (ultima) opera di riflessione non su “uno degli eventi ma sull'evento“ tragico per eccellenza, in cui l'autore si interroga sui/a raccontabilità del male”, spiega Archetti. “Noi ci proveremo, a raccontarlo, ma accettando, con Levi, che il male non sia semplice, ma complesso. E che nella complessità trascini la vita e la morte, il senso dell'una e dell'altra. Racconteremo i due testi, dunque, ciascuno “contro sé stesso“. “Se questo è un uomo” come poema della vita in tempo di morte (racconto di chi la vita la cerca e vi si aggrappa, a dispetto di ogni orrore) e “La tregua” come poema della morte in tempo di vita (racconto di chi la morte la fugge e la sente svanire ma non può cancellarla, a dispetto di ogni ritorno a casa)”. (aise)