Lucio Fontana: all’IIC di Bratislava la conferenza di Gian Luca Bianco

BRATISLAVA\ aise\ - Nell’ambito del ciclo di incontri dedicato ad alcuni grandi artisti moderni italiani, l’istituto Italiano di Cultura a Bratislava il prossimo 8 febbraio propone “Lucio Fontana: Storie d'arte”, conferenza in italiano – con sottotitoli in slovacco – di Gian Luca Bianco. Appuntamento alle 20.00 sulla pagina Facebook e il canale YouTube dell'Istituto.
Lucio Fontana introduce il concetto di opera aperta, a metà tra pittura e scultura. Come sculture, infatti, i lavori realizzati dall’artista giocano con la luce, giacché hanno parti in rilievo, e mutano continuamente sotto gli occhi dello spettatore, che variando la sua posizione scopre nuovi punti di vista.
Lucio Fontana nasce nel 1899 a Rosario (Argentina) da padre italiano e madre argentina di origine italiana. Dal 1914 al 1917, fa i suoi studi presso la Scuola di Edilizia a Milano. Nel 1917, entra nell’esercito, ferito viene riformato nel 1918. Alla fine della guerra frequenta l’Accademia di Brera a Milano. Lucio Fontana parte per qualche anno in Argentina, dove realizza le sue prime sculture.
Nel 1928 ritorna a Milano. Due anni più tardi, è fondatore con altri del gruppo degli “Astratti” italiani. La sua prima esposizione personale risale al 1930. Dal 1939 al 1945, si rifugia a Buenos Aires dove lancia una “protesta artistica” contro la guerra.
Nel 1946, si occupa della redazione del “Manifesto bianco” che annuncia la fine della tela dipinta e l’affermarsi di un’arte più mobile e dinamica. Il suo rientro in Italia, nel 1947, è l’inizio di una nuova e radicale prospettiva artistica.
Fontana proclama una rivoluzione delle arti visive, con il Primo Manifesto dello Spazialismo. Durante gli anni di fondazione dello Spazialismo, il mondo assisteva ai primi lanci di missili nel cosmo. Infatti, il 7 marzo 1946, non molto tempo dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, prima che lo Sputnik inaugurasse l’era spaziale, nel New Mexico si realizzavano i primi esperimenti di osservazione dello spazio. Le prime immagini della Terra, viste da un’altitudine superiore alle 100 miglia, ebbero un grande impatto sull’immaginario di Lucio Fontana e sul concetto stesso di Spazialismo.
Sul finire del 1958 realizza le prime opere con i "tagli", che riproporrà nel 1959 su tela, con il titolo "Concetto spaziale". Del 1959 sono anche le sculture chiamate "Natura". Nel 1960, parallelamente alle tele con i tagli, avvia il ciclo di tele con i cosiddetti "Crateri", squarci prodotti nella tela, spalmata di colore ad olio. Nel 1962 è la volta dei "Metalli", delle lastre bucate e squarciate.
Nel 1963 appare la notissima serie della "Fine di Dio", grandi tele ovali verticali monocrome, recanti squarci. Nel 1964 è la volta dei cosiddetti "Teatrini", tele con buchi, incorniciate da bordi sagomati in legno che simulano una quinta teatrale.
Lucio Fontana si è spento nel 1968 a Comabbio, in provincia di Varese.
Nel 2015, da New York, alla casa d’aste Christie, una sua opera intitolata “Concetto Spaziale, La Fine di Dio” è stata venduta per 29 milioni di dollari.
Gian Luca Bianco (Milano, 1967) regista, artista, autore. Ha all'attivo regie di film e documentari, produzioni teatrali e la scrittura di alcuni libri. Realizza e cura mostre d’arte in Italia e all'estero, recentemente si è concentrato, dal 2016, sull'idea del frammento dal quale è sorta un ciclo di opere denominate Imbilico, una profonda riflessione attorno al tema della distruzione e della perdita sia degli affetti che materiale. Tale progetto è stato presentato a Milano, Monza, Gubbio, Macerata, Perugia, Innsbruck, Barcellona, New York, Dusseldorf ecc. è inoltre consulente artistico. Ha vissuto vari anni a New York immergendosi nella dimensione urbana di questa metropoli. Adesso risiede in Umbria, ad Assisi. (aise)