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  • LA FIVL RICORDA DON ALDO MEI: DIFENSORE DEI POVERI E MARTIRE DELLA FEDE
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    VOGHERA\ aise\ - La FIVL - Federazione Italiana Volontari della Libertà - ricorda la straordinaria figura del sacerdote lucchese don Aldo Mei nel 75° anniversario del suo martirio, che si compì nella serata del 4 agosto del 1944, quando un plotone delle SS lo fucilò sotto le mura della città alla Porta Elisa. 

  • CNR: LO SMARTPHONE SI RICARICA AL SOLE
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    ROMA\ aise\ - Il gruppo di ricerca “NewPV” dell’Istituto dei materiali per l'elettronica ed il magnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Imem) di Parma, ha sviluppato dei sistemi di alimentazione portatili basati sul fotovoltaico (PV) per la ricarica di utenze elettriche a bassa potenza. 

  • LAVORO IN ITALIA: 2 MILIONI DI CONTRATTI L’ANNO PER DIPLOMATI E LAUREATI
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    ROMA\ aise\ - È tempo di scelte per i diplomati italiani che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell’anno sembrano confermare le positive indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. 

  • VINO/ CENTINAIO: MINISTERO IN CAMPO PER GARANTIRE UNA VENDEMMIA DI QUALITÀ
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    ROMA\ aise\ - È stato pubblicato sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, il consueto vademecum della Campagna vitivinicola 2019-2020, in cui le imprese vitivinicole potranno reperire i principali adempimenti previsti dalla normativa di settore e le norme di riferimento. 

  • IL RIM JUNIOR MARTEDÌ A NEMBRO (LOMBARDIA)
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    BERGAMO\ aise\ - Nell’ambito della 24^ edizione della Festa dell’Emigrante, organizzata dall’Associazione Nembresi nel Mondo, in programma da domani a Nembro, in provincia di Bergamo, martedì 6 agosto verrà presentato il “RIM. 

  • PROGETTO “BABY PIT STOP”: INTESA REGIONE VENETO - UNICEF
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    VENEZIA\ aise\ - La Regione Veneto ha approvato nei giorni scorsi il rinnovo quinquennale dello schema di Protocollo d’intesa con il Comitato Italiano di UNICEF Onlus per il sostegno al progetto “Baby Pit Stop”, progetto che vuole tutelare i diritti del bambino promuovendo l’offerta culturale. 

  • CIRA: QUANDO LA RICERCA SI FA IMPRESA
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    ROMA\ aise\ - Si è svolto la scorsa settimana al CIRA, l’incontro tra i vertici aziendali del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali e la delegazione istituzionale composta da Carlo Massagli, Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Segretario del Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio, Stefano Gualandris, Consigliere in materie Giuridico Economiche del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti e Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. 

  • A VENARIA UN “VIAGGIO NEI GIARDINI D'EUROPA”
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    TORINO\ aise\ - La straordinaria avventura dei giardini di tutta Europa attraverso il fil rouge dei racconti di celebri viaggiatori del Settecento e Ottocento che visitarono i più grandi e bei parchi del continente. 

  • L’AMBASCIATORE RACCONTA
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    ROMA – focus/ aise – Riportiamo in sintesi tre interviste rilasciate da Giuseppe Perrone, ambasciatore a Teheran, Pasquale Terracciano, ambasciatore a Mosca, e Mauro Battocchi, ambasciatore in Cile, rispettivamente a La Repubblica, Il Sole 24 Ore e l’Adige.
    Ad intervistare Perrone, il giornalista Vincenzo Nigro. Di seguito, una sintesi del suo articolo: “Alla Conferenza degli ambasciatori organizzata al Ministero degli Esteri uno dei temi più delicati affrontati è la situazione di tensione fra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico. Giuseppe Perrone, uno dei diplomatici di punta della Farnesina, da qualche mese è il nuovo rappresentante italiano a Teheran”. “Sicuramente il nostro obiettivo è quello di far ridurre la tensione: quello che sta accadendo nello stretto di Hormuz è la spia di una situazione più generale in cui ad ogni reazione corrisponde una controreazione. Il rischio è che questa dinamica provochi ulteriore tensione e ulteriore conflitto”.
    La catena di incidenti militari nel Golfo (un primo drone abbattuto, una petroliera iraniana sequestrata da Uk, poi un altro drone, una petroliera britannica fermata) lascia prevedere che l’escalation possa finire fuori controllo. Vista da Teheran, quale è la strategia applicata dall’Iran, quali gli interessi che la Repubblica Islamica vuole difendere?
    “La sensazione è che l’Iran in questa fase si senta sotto assedio da parte degli Usa e delle varie potenze regionali. La loro dirigenza non ha ancora chiaro quale sia l’obiettivo finale dei loro avversari. Molti, soprattutto nella parte più conservatrice del sistema politico, ritengono che l’obiettivo finale sia quello del cambio di regime. Per cui l’ottica è quella di difendere il paese ma anche il sistema politico. E questo porta gli iraniani a condurre una battaglia con più mezzi e a livelli diversi”. Come vengono percepiti gli interessi Usa nel Golfo? Trump chiede un negoziato che oltre al nucleare affronti il programma missilistico e l’espansione di Teheran nell’area (Siria, Libano, Yemen, Iraq). Come è possibile una trattativa del genere?
    “C’è una forte diffidenza nei confronti dell’amministrazione americana. Con l’America non scopriamo nulla dicendo che da decenni l’Iran ha vissuto un rapporto problematico, a iniziare dalla crisi degli ostaggi del 1980. Il popolo iraniano non è antiamericano, credo aspirerebbe a un rapporto normalizzato. Ma c’è il fossato di 40 anni di contrasti politici e militari. E il ritiro degli Usa dall’accordo nucleare viene presentato dai radicali come una conferma di inaffidabilità”. L’Italia ha sempre mantenuto un rapporto di buona collaborazione politica e grande scambio economico. Quali sono gli obiettivi dell’Italia? “L’Italia ha tutto l’interesse a costruire una de-escalation, una riduzione della tensione nel Golfo, soprattutto perché questa dinamica può provocare ulteriore tensione e ulteriore conflitto. Per il momento l'interscambio commerciale tra l'Iran e l'Italia si è molto ridotto per effetto delle sanzioni imposte da Washington alla Repubblica islamica. Tutti i Paesi europei stanno pagando un prezzo molto alto all'attuale situazione di tensione. Per l’Italia ci sono dei settori in cui ancora si può operare perché non sono colpiti dalle sanzioni unilaterali americane. In altri settori invece c'è forse una eccessiva osservanza delle sanzioni e questo porta a un atteggiamento restrittivo auto-imposto da parte delle aziende”.
    Passiamo ora all’intervista di Gerardo Pelosi a Terracciano, di cui anche in questo caso facciamo una sintesi: “L'Italia non si discosta affatto dalla politica europea sulle sanzioni alla Russia ma interpreta meglio di altri Paesi il cosiddetto double track, tenendo aperto il dialogo tra le società civili”. “l'impatto del regime delle sanzioni stia pesando sulla nostra economia molto più rispetto ad altri Paesi proprio per la consolidata integrazione economica e commerciale tra Italia e Russia”. “Le sanzioni - spiega l'ambasciatore Terracciano - riguardano il settore oil&gas, le tecnologie dual use civile e militare e il settore bancario per i finanziamenti superiori ai 30 giorni”. Prima delle sanzioni nel 2013, ricorda Terracciano “le nostre esportazioni in Russia sfioravano i 15 miliardi di dollari ma, subito dopo l'adozione delle sanzioni siamo scesi a 7 miliardi ora risaliti a 11 miliardi”.
    Un calo delle esportazioni che non tiene conto, peraltro, del trend sempre crescente del nostro export verso Mosca prima delle sanzioni per circa il 9%. Situazione aggravata dalla crisi che ha colpito nel 2014 la Federazione russa per il crollo del prezzo del petrolio e la svalutazione del rublo. Ora l'Italia, dopo avere contribuito insieme ad altri Paesi a rendere le sanzioni europee semestrali anziché annuali, insiste perchè siano a termine e vengano considerati gli adempimenti russi sugli impegni presi negli accordi di Minsk per l'Ucraina. “Anche perché - aggiunge Terracciano - le sanzioni pesano molto più sull'Italia che su altri Paesi che hanno importanti volumi di scambi con la Russia come la Germania”. Infine, una sintesi dell’intervista di Zenone Sovilla a Battocchi sul ruolo del diplomatico: “D. Ambasciatore, si intuisce che la figura del diplomatico ha vissuto un'evoluzione profonda negli ultimi anni e decenni.
    R. Certo, accanto alla tradizionale funzione di rappresentanza del governo nei Paesi ospitanti, assume rilevanza crescente il ruolo di catalizzatore dell'attività di imprese, università, centri tecnologici, sistema di innovazione, oltre naturalmente alla cultura italiana e al turismo, il tutto favorendo partnership con realtà locali. All'interno del ministero, nel 2010, è nata una direzione denominata appunto "Sistema Paese", inoltre esiste una cabina di regia interministeriale per la promozione concreta dell'Italia a livello globale.
    D. Insomma, l'ambasciatore dev'essere anche un bravo manager...
    R. Assolutamente sì: serve una precisa capacità di gestire il bilancio delle ambasciate. Fondamentale è anche la comunicazione, oggi non si tratta di parlare solo ai governi ma anche alle opinioni pubbliche straniere. In questo senso, l'Italia ha dei vantaggi di fondo, perché è forse il Paese più amato all'estero, il che inorgoglisce chi, come me, la rappresenta. Anche qui in Cile si apprezza una "narrazione italiana", l'ammirazione per uno stile di vita da imitare nel segno del bello (l'estetica che migliora la vita), del prodotto sicuro e realizzato con cura per design e funzionalità, delle cose fatte con passione, in un Paese dove batte un cuore forte.
    D. In Cile, dunque, le imprese italiane sono bene insediate?
    R. Si tratta del Paese più dinamico e stabile dell'America Latina, con tassi di crescita economica costanti: qui gli investimenti italiani sono importanti. L'Enel, per esempio, è la principale utility elettrica e nella capitale Santiago fornisce anche i bus elettrici al servizio di trasporto pubblico, che qui è particolarmente innovativo per abbattere l'inquinamento atmosferico. II risultato della promozione del nostro sistema Paese si misura nella crescita dell'export, nell'aumento delle persone che parlano italiano, nell'immagine positiva di un'identità solida. (focus\ aise) 

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