ANVGD: LA TRASMISSIONE "L'EREDITÀ" RETTIFICA LA SUA DEFINIZIONE DI "ISTRIA SERBO-CROATA"

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TRIESTE\ aise\ - "Nella puntata del programma "L'eredità" andata in onda il 22 marzo 2020, è stata posta la seguente domanda nella parte finale (Il duello): "Quale penisola serbo-croata è stata annessa dall'Italia dopo la Prima guerra mondiale?". La risposta data come corretta è stata "Istria"". Ma l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e in una lettera inviata alla redazione della trasmissione Rai puntualizza che "l'Istria non era una penisola "serbo-croata", bensì italiana".
L'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, "la più antica e rappresentativa tra le associazioni dei 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati costretti all'esilio dopo aver subito il martirio delle foibe e l'annessione alla Jugoslavia del dittatore comunista Josip Broz "Tito" delle terre dell'Adriatico orientale in cui vivevano radicati da secoli", ha dunque rettificato l'affermazione della Rai, precisando che "non solo considerazioni di carattere geografico ed orografico affermano l'appartenenza dell'Istria alla regione italica, ma anche lingua, cultura e tradizioni di questa provincia, così come di Trieste, Gorizia, Fiume e Zara, attestavano la presenza di una comunità italiana autoctona, ma rimasta sotto il dominio dell'Impero Austro-Ungarico al termine del Risorgimento italiano, essendo stata annessa al Regno d'Italia solamente dopo la Prima guerra mondiale, che per tanti patrioti istriani, fiumani e dalmati fu combattuta come una Quarta guerra d'indipendenza".
L'ANVGD chiede "cortesemente" alla Rai "che venga fatta una rettifica nella prossima puntata del programma "L'Eredità", per rispetto dei soldati italiani e dei volontari istriani che persero la vita onorando il Tricolore italiano nella Prima guerra mondiale, nonché nello spirito della Legge istitutiva del Giorno del Ricordo (L. 92 del 30/03/2004), grazie alla quale ogni 10 febbraio si ricordano le atrocità titine, le migliaia di civili e militari morti nelle foibe e nei campi di concentramento jugoslavi e l'esodo degli istriani in tutto il mondo".
La redazione de "L'Eredità" non ha mancato di dar seguito alla richiesta dell'ANVGD inviando alla stessa una "adeguata e apprezzata risposta" in cui ammette subito che "la formulazione della domanda era errata".
"Desideriamo però anche spiegare il motivo dell'errore", conctinua la lettera: "la nostra domanda si riferiva all'attuale amministrazione politica croata dell'Istria (anche se una piccola parte, come i comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle, appartiene politicamente all'Italia e un'altra piccola parte alla Slovenia), ma purtroppo, per un errore che ci è sfuggito e di cui ci scusiamo, abbiamo scritto invece "serbo-croata"".
"Non era assolutamente nostra intenzione né sminuire la realtà storica né tantomeno mancare di rispetto a tutti coloro che, nel passato come nel presente, hanno difeso e sostenuto il Tricolore italiano", continua la redazione del programma Rai. "Soprattutto in questo momento difficile per il nostro Paese e per tutti coloro che, per lingua, tradizioni e cultura al nostro Paese sono legati da un profondo rapporto di appartenenza".
Per questo motivo la redazione de "L'Eredità" si rivolge al responsabile dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Salimbeni di "estendere le nostre scuse a tutti i membri dell'Associazione stessa".
"Purtroppo, proprio a causa della terribile pandemia in corso, le registrazioni della nostra trasmissione sono interrotte, il che", aggiunge la lettera "rende impossibile per il momento provvedere alla rettifica richiesta da lei e da altri membri dell'Associazione". Ringraziando l'ANVGD per la segnalazione, la redazione "L'Eredità" assicurache ne terrà "certamente conto in futuro". (aise)


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