CORONAVIRUS/DONAZIONE DELLE FIAMME GIALLE EUROPEE ALL’ITALIA

CORONAVIRUS/DONAZIONE DELLE FIAMME GIALLE EUROPEE ALL’ITALIA

BRUXELLES\ aise\ - La Sezione di Bruxelles-Unione Europea dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia ha donato 7.600 euro, provenienti unicamente dai propri soci, a favore dell’emergenza Covid-19 in Italia.
Il versamento è stato fatto ieri dal presidente della Sezione, Generale Alessandro Butticé, a favore della Onlus "FIAMMEGIALLEDIIERI.IT”, che ha lanciato una campagna di raccolta donazioni per far fronte all’emergenza Coronavirus. La Onlus dell’ANFI è così potuta intervenire rapidamente, con decine di migliaia di euro raccolti tra i suoi soci, a favore, tra gli altri, degli Ospedali di Brescia, Bergamo, Parma e Piacenza.
Con questa donazione personale, i soci dell’unica Sezione all’estero dell’ANFI hanno voluto testimoniare la loro personale solidarietà ai concittadini in Patria. Anche se la maggior parte di loro stanno vivendo le difficoltà della pandemia in Belgio (dove è pure vietato uscire di casa), ed anche in altri Paesi del mondo, compresi Cina e Giordania. E per tale motivo alcuni di loro stanno offrendo il proprio contributo personale anche all’emergenza sanitaria dei paesi di residenza.
Il Consiglio di sezione non esclude inoltre la possibilità di lanciare nei prossimi giorni una raccolta di fondi a favore dell’emergenza italiana, anche al di fuori dell’ambito dei suoi soci. Se la non facile situazione sanitaria in Belgio non dovesse renderla inopportuna.
Come ricordato dal Generale Butticé, “la sezione di Bruxelles-Unione Europea, creata nel 2014, come indicato dal nome e dal logo, che riporta le bandiere nazionale, europea e belga, è costituita tutta da “Patrioti italiani ed europei”. I quali, dopo aver difeso per anni - dall’ottobre 1990, per la precisione, data del mio arrivo presso i servizi anti-frode dell’unione Europea, prima di tutto attraverso il rispetto delle leggi ed il proprio esempio personale - l’Italia in Europa, sentono ora il dovere di difendere anche l’Europa in Italia”. Molti dei soci prestano o hanno prestato servizio, oltre che presso la Guardia di Finanza, presso diverse Istituzioni o Agenzie dell’UE, oltre che in rinomati studi professionali con sede a Bruxelles.
Nel corso di una conferenza sui fondi europei organizzata lo scorso anno a Bruxelles, presso la sede della regione Toscana, il generale Butticé aveva messo in evidenza come la storia della Guardia di Finanza abbia accompagnato tutta la storia della creazione dell’Unità d’Italia. “Un’Italia prima divisa in diversi Stati sovrani, spesso in guerra tra loro. Le frontiere dei quali erano appunto sorvegliate dai Finanzieri dei diversi corpi di Finanza nazionali, che a volte non parlavano neppure la stessa lingua, i cui stipendi venivano pagati con monete diverse, e che tutelavano bilanci e finanze nazionali assolutamente indipendenti tra loro”.
Aveva quindi chiesto al numeroso pubblico che riempiva la sala – nel quale una trentina di giornalisti italiani, che hanno potuto beneficiare dei crediti formativi concessi dall’Ordine dei giornalisti -, se la storia della costruzione dell’Unità d’Italia non abbia, almeno in parte, molte analogie con quella della tutta ancora da compiere costruzione europea. “E se l’Italia, con tutti i imiti che pur conosciamo”, ha aggiunto, “è riuscita ad unire, nella lunga penisola italiana, popoli con lingue, tradizioni, monete, economie e culture così diverse tra loro, non possiamo sperare di riuscire un giorno a farlo anche nella nostra amata, e oggi da alcuni persino odiata, Europa?”.
È una domanda di ancor più grande attualità, in questi giorni. Cui è difficile dare risposta. Resta il fatto che il gesto dei finanzieri europei verso il proprio paese è un segno tangibile di come si può essere, nei fatti e non solo con le parole, autentici patrioti. Italiani ed europei. (aise) 

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