“SPECULAZIONE O SEMPLICE QUESTIONE DI MERCATO?”: I DUBBI DELL’APICE SUI VOLI DI RITORNO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

“SPECULAZIONE O SEMPLICE QUESTIONE DI MERCATO?”: I DUBBI DELL’APICE SUI VOLI DI RITORNO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

TENERIFE\ aise\ - Il ritorno in Italia per i connazionali che si trovano all’estero è uno dei tanti temi complessi legati a questo periodo di emergenza sanitaria dettato dalla pandemia coronavirus. Notizie a riguardo ne ha date anche l’A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e dei Connazionali all’Estero), il cui presidente, Giuseppe Bucceri, ha nei giorni scorsi ricevuto un messaggio nel quale un cittadino italiano lamentava (sui social) lo strano comportamento della linea aerea Easyjet per un volo di ritorno a Milano da Tenerife, riportato poi dal collaboratore dell’A.P.I.C.E., Stefano Dottori.
In breve il suo racconto: l’italiano residente a Tenerife, dopo aver ricevuto la notizia, tramite mail dal Consolato, della presenza di un aero della compagnia Easyjet che sarebbe partito per Milano Malpensa per un prezzo che si poteva aggirare attorno ai 150 euro, è andato all’aeroporto per l’acquisto del biglietto, poiché questo non era acquistabile tramite internet.
Fatta regolarmente la fila, alla richiesta del costo biglietto gli è stato annunciato che l’importo era di 640 euro più 50 euro per ogni valigia. Una coppia di ragazzi con una bambina, anche loro di ritorno in Italia, si sono sentiti dire che, tutto compreso, avrebbero dovuto pagare 1920 euro più 250 euro per le cinque valigie che avevano al seguito per assicurarsi i posti in aereo.
A questo punto, non avendo il denaro necessario, ma anche perché riteneva il prezzo esageratamente elevato, il connazionale avevo deciso di rinunciare e andare via, finché un ragazzo romano gli ha consigliato di rimanere fino al momento in cui i clienti fossero diventati pochi o nessuno per poi contrattare sul prezzo. Infatti, a dieci minuti dalla partenza dell’aereo, il connazionale è riuscito ad avere il biglietto per soli 180 euro. L’aereo è infine partito, e il totale dei passeggeri era di dodici persone.
Alla luce di questa piccola storia, l’APICE si è posta alcune domande circa la possibilità che la compagnia aerea abbia speculato sulla necessità delle persone.
Qualcuno, giustamente, ha reso evidente che la compagnia Easyjet non sia un istituto di beneficienza. Un volo di questo tipo, infatti, ha un suo costo e la compagnia, al massimo, deve andarci pari e questo, quindi, potrebbe giustificare la richiesta elevata per l’acquisto del biglietto.
L’A.P.I.C.E. ha spiegato di aver telefonato a Easyjet, chiedendo delucidazioni per questo strano comportamento. L’associazione di pensionati italiani ha spiegato alla compagnia aerea che avrebbero potuto chiedere contributi allo Stato, ma l’impiegato ha risposto che, a sua conoscenza, ancora nulla di scritto è visibile e, finché non si mette nero su bianco, la compagnia aerea emetterà i biglietti ad un prezzo che possa assicurare almeno la parità dei costi.
Se dovesse scaturire, invece, la versione della speculazione, il comportamento della compagnia Easyjet sarebbe decisamente condannabile e, addirittura, denunciabile all’Ente del diritto del consumatore. Mentre se la questione è esclusivamente riguardante i costi dell’operazione volo Tenerife-Italia, allora sarebbe il caso di sollecitare il Governo a colmare questa lacuna per facilitare il ritorno in Italia dei nostri connazionali.
“Sarà nostra premura informare l’Ambasciata d’Italia a Madrid, al fine di assicurare il servizio per il rientro in Italia a prezzi decenti - spiegano dall’A.P.I.C.E. -. Noi restiamo in attesa, fiduciosi e certi che in momenti così duri, dove gli italiani stanno dimostrando il loro valore civico ed umano, la questione venga risolta in breve tempo”. (aise) 

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