UNA MOSTRA PER I MINATORI BELLUNESI

UNA MOSTRA PER I MINATORI BELLUNESI

BELLUNO\ aise\ - Un percorso dal sagrato della chiesa al cimitero. Ai lati della strada sterrata, centoventi cartelli con i nomi di altrettanti caduti sul lavoro. Per ognuno, un nastrino tricolore e una lampada da minatore spenta. Eccolo il Viale delle lampade spente. È Giulio Gazzi, allora presidente del Circolo Acli di San Gregorio, ad avere l’intuizione nel 1969, come ricorda il figlio Daniele nel libro “San Gregorio nelle Alpi. 1950-2000. La trasformazione di un paese attraverso la vita di associazioni ed istituzioni. Storia e testimonianza”.
A distanza di mezzo secolo il Comune di San Gregorio nelle Alpi, il Comitato “50° del Viale delle Lampade spente” e l’Associazione Bellunesi nel Mondo vogliono ricordare l’intitolazione di questo viale e quanto fatto dai minatori bellunesi per il futuro stesso dell’Italia. Un sacrificio che per molti di questi minatori ha portato ad ammalarsi di silicosi. Ecco quindi che associazioni come le Acli e l’Abm negli anni Sessanta del Novecento hanno battagliato affinché a questi lavoratori fossero garantite una pensione dignitosa e la dovuta assistenza sanitaria.
Sabato 19 gennaio si terrà quindi a San Gregorio nelle Alpi il 50° anniversario di questa intitolazione. Saranno presenti anche il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini e la presidente Unaie Ilaria Del Bianco.
Il programma prevede alle 9.30 l’inaugurazione, nella Sala consiliare, della mostra fotografica “Minatori bellunesi. Tra fatica, paura e silicosi”. Ventidue pannelli che ripercorrono con testi e immagini il lavoro del minatore, i pericoli che ha vissuto, tre gravi incidenti che si sono succeduti in miniera. Non mancherà uno spazio dedicato alla silicosi e allo stesso Viale delle lampade spente, oltre a un filmato con le testimonianze di quattro minatori sangregoriesi e una serie di oggetti dedicati al lavoro in miniera.
Questa mostra si pone due obiettivi: rendere omaggio a chi prima di noi ha scelto di opporsi alla mancanza di prospettive sacrificandosi consapevolmente per offrire un futuro migliore alla propria famiglia. E ricordare, fissare nella memoria collettiva un pezzo di storia che, pur avvolto nella drammaticità, sa esprimere anche soddisfazione e orgoglio. Una parte del nostro passato troppo spesso dimenticata, relegata quasi a fonte di imbarazzo, e che dovrebbe, invece, riconsegnare il senso di una grande dignità.
Seguirà il corteo lungo il Viale delle lampade spente che porta al cimitero del paese. Dopo i saluti del presidente Abm Oscar De Bona, e la lettura dell’intervento che fece nel 1969 Giulio Gazzi, avrà inizio il convegno “Silicosi: malattia professionale e sociale del minatore”, nella Sala “Tina Merlin”, a cura del ricercatore storico Daniele Gazzi.
Sempre nella stessa giornata è in programma uno spettacolo teatrale, a cura della compagnia “I fuori di quinta”, intitolato “Tornar. Bagagli di memorie”. Si parlerà di minatori, di emigrazione bellunese, di addii e incontri. Di dignità umana e solidarietà. L’appuntamento è fissato per sabato 19 gennaio, con inizio alle 20.30, nella palestra comunale di San Gregorio nelle Alpi. Ingresso libero. (aise) 

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