VIDEOCONFERENZA DEI DELEGATI ALL’ESTERO DELL’ANCRI SUL RUOLO DI TRICOLORE E INNO NAZIONALE NELL’EMERGENZA

VIDEOCONFERENZA DEI DELEGATI ALL’ESTERO DELL’ANCRI SUL RUOLO DI TRICOLORE E INNO NAZIONALE NELL’EMERGENZA

BRUXELLES\ aise\ - La funzione svolta dal tricolore e dall’inno nazionale nell’emergenza coronavirus, in Italia e nelle comunità italiane nel mondo, e confronto con le realtà nazionali locali, è stato il tema di una video conferenza dell’ANCRI (Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) con i propri delegati all’estero.
L’ANCRI ha oggi 18 propri delegati all’estero, in: Argentina (Uff. Rafael Luis Sgueglia), Armenia (Cav. Noemi Romana Bernardi), Belgio (Comm. Alessandro Butticé), Canada (Cav. Fabio Mincato), Cipro (Cav. Timotheos Philippou), Francia (Uff. Francesco Rimicci), Germania (Cav. Antonio Tortorici), Giappone (Comm. Diego Delorenzi), Libano (Comm. Ahmad Seklaoui), Malta (Cav. Toni Portughese), Nigeria (Cav. Stefano Antonini), Paesi Bassi (Cav. Pasquale Adesso), Portogallo (Uff. Maurizio Polselli); Regno Unito (Cav. Angelo Sancassani), Spagna (Cav. Riccardo Lafuenti), Tunisia (Cav. Arnaldo Albini), Ucraina (Comm. Domenico Tufo), USA (Cav. Gianmarco Bellini). Il delegato del Belgio è anche delegato per l’UE, la NATO e gli altri organismi internazionali, oltre che per il coordinamento delle delegazioni all’estero.
La conferenza ha voluto dare il contributo dei rappresentanti all’estero dell’Associazione di benemeriti della Repubblica alla preparazione di un evento nazionale che avrà luogo a Palermo, il prossimo ottobre, sullo stesso tema.
Nel suo intervento introduttivo, il Presidente Nazionale, Uff. Tommaso Bove, ha voluto ringraziare il Gen. Alessandro Butticé, per aver voluto organizzare questa videoconferenza con i Delegati all’estero, cui si è detto essere “particolarmente grato per la divulgazione dei Valori richiamati dalla nostra Costituzione e per la promozione dei Simboli della Repubblica tra i nostri connazionali che vivono all’estero.”
“Il loro impegno, peraltro, è di particolare rilievo perché, oltre a tramandare anche all’Estero il valore morale delle nostre Onorificenze, contribuisce in maniera notevole a tenere sempre vivo il legame di appartenenza con la Patria”, ha precisato.
“Questo terribile periodo di pandemia, pur avendoci costretto a fermarci - come tutti -, ha fatto comunque registrare una emozionante riscoperta dei nostri Simboli, con i tanti Tricolori esposti alle finestre, il Canto degli Italiani intonato a squarciagola dai balconi ed i tanti palazzi e monumenti nazionali illuminati col verde, bianco e rosso, segno tangibile che, nei momenti particolarmente difficili gli Italiani, al di là delle naturali diversità, mettono in campo il cuore e si richiamano a ciò che unisce e non a ciò che divide: e nulla unisce più dell’Inno e del Tricolore, simboli indubitabili dell’identità e dell’unità nazionale”. “Sono infine certo che, cessati gli effetti di questa terribile pandemia”, ha concluso il Presidente Bove, “avremo la possibilità di organizzare degli eventi nei Paesi ove l’ANCRI è rappresentato, come peraltro già avvenuto in passato a Valencia ed a Bruxelles”.
Il Generale Alessandro Butticé, che ha moderato l’evento quale Delegato per il Belgio e gli organismi internazionali, ma anche per il coordinamento delle delegazioni all’estero, ha ricordato la duplice missione dei rappresentanti ANCRI nel mondo. Da un lato, quello di contribuire a diffondere e tutelare i valori e i simboli della Repubblica italiana fuori dei confini nazionali. Dall’altro quello di consentire all’ANCRI di beneficiare dell’esperienza e del sentire degli insigniti OMRI all’estero, quali interpreti dei milioni di italiani residenti fuori del Paese.
“Per ogni cento italiani che risiedono nel nostro Paese”, ha ricordato il Gen. Butticé, “ce ne sono quasi nove che vivono all’estero. Secondo i numeri della Fondazione Migrantes nel suo ultimo rapporto, sono infatti poco meno di meno di 5,3 milioni gli iscritti all’Aire, cioè i cittadini che hanno segnalato allo stato di essere emigrati altrove nel mondo.”
Il Prefetto Francesco Tagliente, già Questore di Roma e di Firenze, e Prefetto di Pisa, intervenuto nella veste di delegato ANCRI ai rapporti istituzionali, ha sottolineato l’importanza del confronto con i delegati dell’Associazione all’estero per comprendere meglio la funzione svolta dal Tricolore e dall’Inno nazionale nell’emergenza coronavirus nelle comunità italiane nel mondo ed anche per poter confrontare il valore attribuito alla Bandiera e all’Inno nazionale presenti nella simbologia di tutte le nazioni.
Per evidenziare l’importanza del tema, il prefetto Tagliente ha voluto anticipare il programma di massima e tema del Convegno in programma a Palermo il prossimo 17 ottobre, e sottolineare che i due simboli Ufficiali della Repubblica, Bandiera e Inno nazionale, con il loro linguaggio universale richiamano i valori fondanti di coesione e responsabilità nazionale. “La nostra Bandiera tricolore e il Canto degli italiani sono i simboli dei nostri sentimenti più nobili. Rappresentano l’unità del Paese. Sono i simboli della Nazione, del popolo italiano, e delle libertà conquistate”, ha precisato.
Commentando poi le esperienze vissute in Belgio dal Generale Alessandro Butticè, negli USA dal Generale Giammarco Bellini, e nei Paesi Bassi dal cavaliere Pasquale Adesso, il prefetto Tagliente ha richiamato l’esperienza vissuta in Italia, aggiungendo che “quando un Paese si trova a vivere momenti di euforia delirante come la vittoria dei Mondiali, o in una emergenza dai risvolti drammatici come quella che abbiamo vissuto, si risvegliano ed emergono sentimenti patriottici di identità nazionale con evidenti più solidi legami sociali e un sorprendente senso di appartenenza e di solidarietà”.
“Sicuramente – ha concluso Tagliente – non tutti gli italiani hanno cantato l’Inno nazionale e adornato le finestre, balconi e terrazzi con i colori della nostra Bandiera, per una sorta di risveglio del patriottismo psicologico collettivo. Sicuramente molti lo hanno fatto per esorcizzare la paura del coronavirus che li ha messi in quarantena e per incoraggiare e applaudire chi stava rischiando la vita, combattendo sulla linea del fronte. Quello che mi piace evidenziare come rappresentante dell’ANCRI è che il nostro popolo è ricco di persone che condividono i valori che accompagnano la missione statutaria dell’ANCRI. Milioni di cittadini custodiscono quei valori sotto la pelle. Quei valori emergono e si evidenziano, anche se non espressamente richiamati, tutte le volte che si avverte la necessità di un ombrello-simbolo protettivo.”
Significativi anche gli interventi relativi al Belgio, ai Paesi Bassi (il cui delegato ha portato anche gli auguri dell’Ambasciatore italiano Andrea Perugini) e agli USA, oltre a quello della Cav. Ivana Sicurelli, delegata alle relazioni estere.
Per quanto riguarda il Belgio, il Gen. Alessandro Butticé ha voluto sottolineare i grandi sforzi per far valere le ragioni italiane, soprattutto all’inizio della pandemia, messi in campo in Belgio non solo dall’Ambasciatrice Elena Basile, ma anche dagli Ambasciatori Maurizio Massari, presso l’Unione Europea, e Francesco Talò, presso il Consiglio Atlantico.
Gli sforzi dei nostri rappresentanti diplomatici, non solo in Belgio, ma anche nei Paesi Bassi e negli USA (dove il Gen. Gianmarco Bellini, svolge anche la funzione di console onorario d’Italia a Norfolk, in Virginia) hanno senza dubbio contribuito, ognuno nell’ambito di competenza, alla presa di coscienza dei nostri partner alla necessità di non sottovalutare il rischio – poi diventato realtà - di vivere in diretta la stessa situazione italiana. (aise) 

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