La fragilità del mondo nelle opere d’arte di Marco Gerbi in mostra a Bratislava

BRATISLAVA\ aise\ - È stata inaugurata il 28 giugno negli spazi della Camera di Commercio Italo-Slovacca a Bratislava la mostra personale dell’artista fiorentino Marco Gerbi. All'inaugurazione hanno partecipato anche il segretario generale della Camera di Commercio Giorgio Dovigi, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Alessandra Sanniti, oltre a esponenti del mondo imprenditoriale e della cultura.
In mostra sono esposti lavori realizzati dall’artista negli ultimi anni e nei quali sono presenti, oltre a temi cari a Gerbi come la storia dell’arte, la pubblicità e la comunicazione di massa, anche nuovi elementi provenienti dalla street art. Le opere esposte a Bratislava rappresentano il mondo di internet, della pubblicità, fatto di cose effimere, slogan, finta perfezione, un mondo che cerca il consenso, i soldi o semplicemente i like sui social network; il vuoto dell’uomo moderno è riempito da mode che passano velocemente, da merci il più delle volte superflue.
I frammenti di giornale che Gerbi stratifica nei quadri hanno legami con il suo Paese di origine, l’Italia, e si rifanno anche al Futurismo; proprio Depero, uno dei maggiori esponenti di questo movimento, diceva che l’arte del domani sarà pubblicitaria e questa visione è stata profetica poiché tanti artisti si sono inseriti in questa scia. Gerbi stesso fonde in maniera colta arte e pubblicità, citando la Poesia visiva, la Pop art italiana, il Noveau realisme.
Vivendo in Slovacchia da diversi anni, Gerbi ha inoltre assimilato la lezione di artisti provenienti da questa parte d’Europa, come Jiří Kolár o Karel Trinkewitz.
La mostra ha come titolo “Fragile”, che, come spiega l’artista, è una parola stampata su un frammento di imballaggio inserito in un quadro che ben simboleggia la condizione umana in questo periodo condizionato dalla pandemia e da un nuovo conflitto bellico.
Le opere di Gerbi sono state esposte, nel corso degli ultimi 20 anni, a Roma, Praga, Varsavia, Budapest, Cracovia, Stoccarda, Vienna, Bratislava, Turku, Bruxelles, Copenaghen, Sofia e sono entrate in importanti collezioni come la Fondazione Benetton di Treviso, la Fondazione Berardelli di Brescia, l’Archivio Cavellini di Brescia, il Museo della Carale di Ivrea, la Banca Monte dei Paschi di Bruxelles, il Museo Ideale Leonardo da Vinci a Vinci, il Museo di Arte Sacra di San Domenico a Prato e il Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca.
La mostra, organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Slovacca, rimarrà aperta fino al dicembre 2022 con ingresso libero. (aise)