"NONOSTANTE TUTTO" AL TEATRO DI TORDINONA A ROMA

"NONOSTANTE TUTTO" AL TEATRO DI TORDINONA A ROMA

ROMA\ aise\ - Da questa sera, 21 novembre, e sino a sabato 23 va in scena a Roma, al teatro di Tordinona, in gara per la fase finale del festival Schegge d'Autore, il corto teatrale "Nonostante tutto", ispirato alla strage di Bologna del 1980.
Autore e regista dell’opera è Rodolfo Andrei, la scenografia è di Angela Bancale; in scena Alessandra Maffei per il passato e Maria Teresa Grano per il presente.
La vita e la morte sono sempre appese ad un filo sottilissimo. Molto spesso è vitale essere nel posto giusto al momento giusto, oppure, al contrario, essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questo è quello che è accaduto a Nadia in quel nefasto 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. Nadia (Mariateresa) adora il mondo, adora la vita e ha sempre amato viaggiare in treno. Adora passeggiare nelle stazioni in attesa delle coincidenze per le prossime partenze. Le piace osservare i passeggeri con i loro bagagli e i bambini felici, sì, felici per le prossime vacanze estive. È anche affascinata dai bar delle stazioni e delle ragazze che vi lavorano sempre sorridenti ad ogni viandante, come alla stazione di Bologna che ha lo speciale sapore di un panino ripieno di fette di mortadella al pistacchio e il profumo delle lasagne appena sfornate.
Nadia (Alessandra) quel fatidico giorno del 2 agosto alza gli occhi, l'orologio della stazione centrale di Bologna segnava le 10:25, sente un fortissimo boato che squarciò il cielo, sentì la terra capovolgersi e una spessa coltre di fuliggine abbracciò mortalmente tutto e tutti, tanto da far sembrare che la notte avesse avuto il sopravvento sul mondo intero. Fu una bomba. I morti furono 85 morti, i feriti 203.
In un solo attimo il rumore dell'universo si rovesciò su quel piccolo lembo di terra bolognese coprendo, senza pietà palazzi, persone e auto in un indescrivibile frastuono. Nadia era immobile e quasi senza fiato, il collo rigido che batteva forte, forte come un tamburo. Sotto le macerie sentiva le urla strazianti di dolore di chi cercava le proprie persone care. Incastrata sotto le macerie, con la voce che le rimaneva chiese aiuto e, ad un certo punto, riuscì ad intravedere due braccia che la riportarono nuovamente in vita.
Dopo molti anni Nadia si ritrova in quella stazione di Bologna rivivendo quei momenti terribili, tra la vita e la morte, in compagnia del suo bastone, da allora il suo nuovo compagno d'avventura, a guardare i treni che sfrecciano veloci e i vagoni fermi, come stanchi, sui freddi binari degli scali. Continua ad immergersi in questa realtà ferrosa e riesce ancora ad amare le sue stazioni... nonostante tutto! (angelo de santis\aise)


Newsletter
Archivi