A colloquio con Mariachiara Vannetti, Presidente del Comites Berna e Neuchâtel - di Carmelo Vaccaro

GINEVRA\ aise\ - Mariachiara Vannetti è nata a Figline Valdarno, a pochi chilometri da Firenze. Dopo aver conseguito la Maturità classica, si è iscritta alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze, conseguendone la Laurea e, in seguito, ha ottenuto il Master in Studi Europei.
Per diversi anni ha lavorato al Dipartimento delle relazioni internazionali della Regione Toscana, dove si occupava dei progetti di cooperazione internazionale, principalmente con i paesi dell’Est -Europa e del Medio Oriente. Sposata nel 2001, nel 2002 la decisone di seguire il marito a Neuchâtel.
Oggi Insegnante di italiano a Neuchâtel, Mariachiara Vannetti, è appassionata di politica fin da giovanissima. Difatti, a 21 anni è stata eletta consigliere comunale a Figline Valdarno e per cinque anni ha svolto la funzione di assessore alla cultura, istruzione e servizi sociali. Ha aderito a diverse associazioni a Firenze e l’Associazione toscani a Neuchâtel, con cui ha organizzato diversi eventi.
Dopo l’esperienza politiche con il PD, dal 2015 presiede il Com.It.Es di Berna e Neuchâtel e dal 2017 al 2020 è stata Consigliera generale al Comune di Neuchâtel.
Ma parliamo di Com.It.Es.
Il mandato del Com.It.Es da Lei presieduto volge al termine. Dalle ultime notizie si vota per il rinnovo dei Com.It.Es. il prossimo 3 dicembre e seguiranno le votazioni per il rinnovo del CGIE. Dott.ssa Vannetti, quali sono stati gli aspetti positivi e le problematiche incontrate in questi anni di attività?
Innanzitutto vorrei ringraziare la SAIG ed in particolare il suo presidente, Carmelo Vaccaro, per la possibilità, concessa con questa intervista, di parlare dell’attività che il Comites di Berna e Neuchâtel ha svolto in questi anni e delle prossime iniziative.
Direi che gli aspetti positivi hanno largamente superato i negativi.
Presiedere un Comites significa, prima di tutto, essere al servizio dei connazionali, capendone i bisogni, ma anche proponendo e stimolando nuove idee.
Naturalmente, questo lavoro qualche volta ha significato dover sacrificare spazi e tempi alla famiglia, oltre che alle mie passioni.
Noto a tutti, perlomeno in Svizzera, che il Com.It.Es da Lei presieduto è quello più attivo, almeno in termini organizzativi dei tanti eventi culturali. Quali sono stati i progetti più significativi in questi anni?
Intanto la ringrazio per il suo apprezzamento!
La nostra attività è stata sempre condivisa con numerosissime associazioni, patronati ed altre realtà importanti per la nostra Circoscrizione consolare, oltreché con le istituzioni elvetiche.
I nostri progetti più significativi:
- le diverse edizioni di Benvenuti a Berna, Neuchâtel e Friburgo, con la pubblicazione di due guide; - l’organizzazione di incontri informativi e gli ormai famosi corsi di lingua tedesca e francese; utilissimi ad entrare nel mondo del lavoro o il progetto Welhome, consultabile sul sito www.welhome.ch.
- Il Progetto Legalità, che ha riacceso i riflettori sulla presenza della criminalità organizzata in Svizzera, stimolando una nuova presa di coscienza del fenomeno da parte anche delle istituzioni svizzere;
- la ricerca condotta dall’Università di Ginevra sulle donne italiane che hanno lavorato alla fabbrica Suchard.
Inoltre, le numerose iniziative di natura culturale, tra cui ricordiamo l’omaggio a Matera capitale europea della cultura 2019, la mostra su Marcello Mastroianni, gli straordinari momenti culturali organizzati insieme al Centro Dürrenmatt, la serata “Migrare…in musica”, le celebrazioni per il 25 aprile e la Festa della Repubblica italiana, anche in piena pandemia.
L’emergenza sanitaria non ha rallentato l’attività del Com.It.Es: dall’organizzazione di uno sportello di ascolto alla realizzazione di ben cinque conferenze sulla piattaforma Zoom, con straordinari ospiti e tanta partecipazione di pubblico, alla firma di un accordo di collaborazione tra il Com.It.Es ed i patronati Acli, Inas, Inca e Ital, che prevede l’individuazione di 10 ore settimanali, per agevolare al massimo l’informazione ed il supporto ai nostri connazionali in materia di servizi consolari.
Quali sono i progetti in corso di fine mandato?
Stiamo lavorando a diversi progetti:
- la pubblicazione di un fumetto dedicato all’integrazione italiana, l’allestimento di una mostra sull’integrazione degli italiani in Svizzera. Per l’8 maggio è previsto un “Voyage en Italie”, ma restando a Neuchâtel. Infine, un progetto che prevede azioni innovative a sostegno di connazionali in difficoltà, giovani e donne.
Ogni anno che passa si spengono tante associazioni che hanno scritto la storia dell’emigrazione italiana nel mondo, naturalmente la Svizzera non è risparmiata. Questo accade principalmente perché non c’è un cambio generazionale pronto a proseguire. Quale sarebbe, a Suo parere, la soluzione per salvare l’associazionismo e quale sarebbe la proposta migliore da presentare ai giovani emigrati per coinvolgerli in un sistema associazionistico?
Bisognerebbe che le associazioni avessero il coraggio di mettersi realmente in discussione e diventare terreno di confronto intergenerazionale. Solo cosi possono interessare chi, con un click e 30 parole parla al mondo!
Da tempo si parla della necessità che il Parlamento approvi una legge di riforma delle rappresentanze degli italiani all’estero Com.It.Es e CGIE, qual è la sua opinione in merito?
Questa legge è fondamentale, ma deve apportare riforme vere e non di facciata o per fini elettoralistici.
Credo anche che rinnovare questi organismi prima di aver votato tale legge sia un errore.
Ci sono le condizioni affinché presenti la Sua candidatura per un’altra legislatura alle prossime elezioni del Com.It.Es.?
In tantissimi mi stanno chiedendo di ricandidarmi e li ringrazio.
Tuttavia, mi piacerebbe molto dare il mio contributo alla rianimazione del dibattito politico italiano in Svizzera. In questo paese la politica è praticamente scomparsa e non è un bene!
E poi mi attendono nuove sfide, in Italia ed Svizzera.
Ne riparliamo fra qualche settimana.
In conclusione
Certamente in queste condizioni e con la normativa vigente, rappresentare un organo come il Com.It.Es., diventa sempre di più un’impresa difficile. Fortunatamente sono molti coloro i quali hanno ancora un forte senso dello Stato e delle Istituzioni come Mariachiara Vannetti che ha ricoperto il suo ruolo in maniera responsabile, dinamica, onesta, dimenticando i propri interessi personali in favore della comunità. Questo è l’esempio da seguire e che ci piace. Questo il tracciato da proseguire.
Non è forse il luogo ed il tempo delle polemiche, ma non si può negare che in moltissimi altri contesti, non abbiamo riscontrato lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di fare per gli altri senza manie di protagonismo o interessi particolari, lo stesso attaccamento al rispetto delle regole.
Lavorare bene e in modo disinteressato si può.
Grazie Mariachiara Vannetti. Anche per aver accolto il nostro invito e risposto alle nostre domande. (carmelo vaccaro*\aise)
* direttore Saig - Società delle Associazioni Italiane a Ginevra