CGIE EUROPA E AFRICA DEL NORD: PUBBLICATO IL DOCUMENTO FINALE

CGIE EUROPA E AFRICA DEL NORD: PUBBLICATO IL DOCUMENTO FINALE

ROMA\ aise\ - A pochi giorni dall’assemblea plenaria in programma la prossima settimana, il Consiglio generale degli italiani all’estero ha pubblicato il Documento finale dei lavori della Commissione Continentale Europa e Africa del Nord, riunitasi a Den Haag, l’Aja, dal 6 all’8 giugno.
Il testo del documento finale
I lavori si sono svolti il primo giorno a L’Aja, presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Regno dei Paesi Bassi, il secondo giorno a Scheveningen, la terza giornata si è tenuta a Eindhoven, dove il CGIE ha incontrato il Comites e la comunità italiana.
Ai lavori hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia Andrea Perugini, il Primo Consigliere d’Ambasciata Veronica Ferrucci, Maria Pia Bianconi – Capo Cancelleria Consolare, Eros Capostagno – Presidente ESI Ente scolastico italiano, Alessandro Argentini – dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, Marco Galdi – esperto costituzionalista, Ernesto Pravisano – Presidente del ComItEs dell’Aja, Paolo Pavan – Presidente della Camera di Commercio italiana per l’Olanda, i Presidenti dell’InterComItEs di Svizzera e Germania, Grazia Tredanari e Tommaso Conte, la Senatrice Laura Garavini e personalità del mondo associativo e civico locale.
Dopo i saluti istituzionali dell’Ambasciatore Perugini, si è aperta la sessione di lavoro con l’illustrazione delle tematiche riguardanti la situazione della comunità italiana presente in Olanda. I connazionali residenti in Olanda rappresentano numericamente la dodicesima comunità italiana all’estero e registrano una crescita media di circa 2.000 nuove iscrizione AIRE all’anno.
Cittadinanza italiana e modifiche apportate dal decreto legge n. 113, 4 ottobre 2018
Il primo argomento dibattuto è stato la cittadinanza italiana e le modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 113 del 4 ottobre 2018 “sicurezza” convertito con modificazioni dalla Legge 1 dicembre 2018, n. 132 riguardanti l’articolo 14 la naturalizzazione per matrimonio. La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord esprime un vibrato disappunto sul fatto che non sia stato chiesto il parere al Consiglio Generale in relazione ad un argomento di tale rilevanza e che ha ricadute dirette ed importanti anche sulla quotidianità delle collettività italiane nel mondo. Non è consueto che il tema della cittadinanza – elemento centrale e strutturale dello Stato – sia trattato tramite Decreto Legge.
La necessità di una semplificazione, l’aggiornamento e l’armonizzazione della legge sulla cittadinanza sono di grande attualità e la sua riforma è stata proposta dal CGIE durante i lavori della 42^ assemblea plenaria e sarà argomento di discussione anche nella prossima plenaria. Perciò, vista la delicatezza di questo istituto occorrerà una riflessione più ampia perché tocca aspetti e situazioni differenziate sia per retaggi storici, sia per l’estensione dei diritti universali necessariamente da adeguare all’oggi.
La nuova legge 1 dicembre 2018, n° 132 non ha sanato i tanto discussi e urgenti aspetti legislativi che disciplinano l’istituto della cittadinanza per il riacquisto, la concessione del riconoscimento ai discendenti degli emigrati e ai nuovi cittadini residenti in Italia, ma si è limitata a istituire i termini e le condizioni per il riconoscimento della cittadinanza per matrimonio. La CC Europa e Africa del Nord sollecita, invece, la semplificazione e una riforma organica di questo istituto giuridico. Nello specifico delle modifiche introdotte dalla legge 1 dicembre 2018, n. 132, ex Decreto Legge 113 del 4 ottobre 2018, nell’articolo 14 sono state apportate alcune importanti modifiche sulla cittadinanza 5 febbraio 1992, n. 91: - All’art. 8 è stato abrogato il 2° comma, che prevedeva l’impossibilità – per il ministero dell’interno – di procedere al rigetto dell’istanza di conferimento della cittadinanza per matrimonio, ove fossero decorsi due anni dall’istanza stessa; - All’art. 9 bis, il versamento dell’importo di euro duecento previste per le istanze e dichiarazioni in materia di cittadinanza è stato sostituito con il versamento di euro duecentocinquanta; dopo l’art. 9 bis, è stato aggiunto l’art. 9 ter, che estende il termine di definizione dei procedimenti di cui agli art. 5 e 9 a quarantotto mesi dalla data di presentazione della domanda. Il termine di definizione di detti procedimenti, prorogato a 48 mesi, riguarda l’intera procedura, comprensiva del periodo necessario al Ministero dell’Interno per la definizione delle pratiche. La legge 1 dicembre 2018 n. 132, di conversione del citato decreto (in vigore dal 4 dicembre 2018), ha introdotto l’art. 9.1 alla legge 5 febbraio 1992, n. 91. Detta disposizione prevede, quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza il possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue.
L’accertamento di tale requisito va effettuato attraverso l’acquisizione di: - Un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario; ovvero - Una certificazione rilasciata da un ente certificatore. Al momento possono considerarsi sicuramente enti certificatori, appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (CERTIFICAZIONE LINGUA ITALIANA DI QUALITA’): a) L’università per stranieri di Siena b) L’università per stranieri di Perugia c) L’università Roma Tre d) La Società Dante Alighieri.
La Commissione continentale Europa e Africa del Nord ritiene imprescindibile inserire tra gli enti certificatori anche gli Enti promotori dei Corsi di lingua e Cultura italiana presenti con strutture di prossimità e capillari nei territori d’insediamento delle nostre comunità, la cui offerta formativa faciliterebbe la preparazione dei richiedenti la cittadinanza italiana. Contestualmente, si chiede un periodo transitorio dall’entrata in vigore della legge per l’applicazione di tali procedure, per la validità dei documenti e per i procedimenti di riconoscimento della cittadinanza già istruiti presso i Consolati. L’uso del decreto legge non è lo strumento ideale per regolamentare la cittadinanza, tema disciplinato dai regolamenti di interesse costituzionale, che attengono alla forma di Stato come avviene anche per la sovranità e il territorio.
Il CGIE si propone come interlocutore presso le nostre istituzioni per l’armonizzazione delle leggi che disciplinano l’istituto della cittadinanza e, già dalla prossima assemblea plenaria lavorerà per varare un documento da consegnare al governo.
Disegno di Legge costituzionale 1585 per la riduzione dei parlamentari italiani (artt. 56, 57 e 59 della Costituzione)
Il disegno di legge costituzionale 1585 recante modifiche degli artt. 56, 57 e 59 della costituzione, recante la diminuzione del numero dei parlamentari eletti all’estero interessa direttamente anche gli artt. 138 e 139 che statuiscono sull’ordinamento della Costituzione ed i diritti fondamentali. Il Consiglio generale degli italiani all’estero resta convinto dell’incostituzionalità del provvedimento, come ha affermato la nostra delegazione durante le due audizioni al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati di quest’anno, perché contravviene all’art. 48 cap. 3 che recita: “La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”.
L’effettività della rappresentanza introduce il principio di proporzionalità, che verrebbe disatteso dai numeri dei rappresentanti proposti nel DDL 1585 approvato in prima lettura sia al Senato, sia alla Camera. I 4 seggi, che il DDL 1585 propone di assegnare al Senato nelle ripartizioni elettorali della circoscrizione estero cambierebbero il principio della proporzionalità e diventerebbero de facto maggioritari. A sostegno delle motivazioni contrarie alla riduzione del numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero il CGIE produce la documentazione esposta durante le audizioni avvenute al Senato e alla Camera dei Deputati (vedi gli allegati I e II) e il testo del professore di diritto costituzionale presso l’Università di Salerno, Marco Galdi (vedi allegato III), che riferisce sul conflitto di attribuzione. La Commissione continentale Europa e Africa del Nord del CGIE sollecita una riforma complessiva dell’intera rappresentanza degli italiani all’estero e nel ridefinire il futuro numero dei parlamentari da eleggere nel Parlamento italiano, compreso il numero delle ripartizioni elettorali, di riformare anche le procedure e le modalità di voto per estendere la partecipazione, a tutti i livelli della rappresentanza degli italiani all’estero, facendo leva assieme al voto per corrispondenza anche sull’innovazione tecnologica.
La Commissione continentale Europa e Africa del Nord incalza il Sottosegretario con delega all’emigrazione, Ricardo Merlo, ad intervenire con urgenza sul governo per far avanzare le proposte presentate dal CGIE sul DDl 1585 durante le due audizioni parlamentari precedenti, al fine di anticipare la ripresa dei lavori per il riesame in seconda battuta del presente provvedimento nella commissione Affari costituzionali al Senato, dove la trattazione del provvedimento è già stata calendarizzata per fine giugno. Intanto la CC Europa e Africa del Nord provvederà a promuovere incontri con i differenti gruppi parlamentari affinché non si arrivi al raggiungimento della maggioranza assoluta alla Camera, e contestualmente di prevedere la raccolta di firme pari a 1/5 alla Camera o Senato per indire l’eventuale referendum costituzionale. In alternativa la nostra Commissione si riserva di esercitare un’azione, attraverso un cittadino residente all’estero, presso il Tribunale ordinario, facendo riferimento alla sentenza 1/2014 sul principio di rappresentatività ed effettività del diritto di voto. E dovere dei parlamentari italiani eletti nella circoscrizione estero impegnarsi in una battaglia di fondo per stabilizzare il voto degli italiani all’estero. Il Cgie e i Comites, di conseguenza, faranno la loro parte. (aise)

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