IL DOLORE DEI GIOVANI ITALOFRANCESI PER NOTRE DAME

IL DOLORE DEI GIOVANI ITALOFRANCESI PER NOTRE DAME

foto getty

PALERMO\ aise\ - Dolore e sgomento. Non ci sono altri termini per esprimere lo smarrimento provato di fronte a quelle immagini di fuoco e distruzione rimbalzate sui media di tutto il mondo. Anche i giovani italo-francesi presenti a Palermo per il seminario dei Giovani italiani nel mondo, promosso dal Cgie, non sanno trovare le parole. Occhi lucidi, sguardi smarriti in quello che dovrebbe essere un giorno speciale a fianco di tanti altri ragazzi giunti da tutto il mondo.
“Ho chiamato mia madre. Mi ha detto di aver visto crollare la guglia”, racconta Danielle, una ragazza di vent’anni che non smette per un secondo di cercare notizie e aggiornamenti sul suo smartphone. “Una tragedia. Un’immensa tragedia”, è l’unica cosa che riesce a ripetere Paolo, proveniente da Lione, ma come tutti i francesi legato a quella che non è solamente una tra le cattedrali più importanti al mondo, ma un simbolo trasversale, che unisce non solo i cristiani di tutto il mondo, ma qualsiasi persona dotata di sensibilità, come solamente i simboli riescono a fare.
Ora che l’incendio è domato, è tempo di fare il bilancio dei danni e di cercare i responsabili di quello che – pare ormai certo – sarebbe stato un disastro colposo, dovuto forse alla negligenza di qualche operaio impiegato nei lavori di ristrutturazione del tetto. “Va ricostruita subito”, commenta una ragazza in lacrime, abbracciata a un’amica. Lacrime – a differenza di quelle di ieri – di speranza. Già infatti la struttura è stata dichiarata fuori pericolo e già i primi magnati cominciano a fare le prime donazioni per guarire il gigante ferito.
Anche qui a Palermo, il giorno dopo la catastrofe solamente sfiorata, è tornato il sole e un briciolo di speranza. Gli occhi ancora lucidi, sì, ma il cuore più leggero.
“In Francia siamo abituati a reagire positivamente ai traumi”, dice Manuel, un ragazzo sui trent’anni giunto a Palermo in rappresentanza di un Comites, “negli ultimi anni e abbiamo superati tanti altri. Supereremo anche questo”. (gianluca zanella\ aise) 

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