Plenaria Cgie: la relazione delle Commissione Informazione

ROMA\ aise\ - Al termine delle Relazioni delle Commissioni Continentali, i lavori della Assemblea Plenaria del CGIE - in corso alla Farnesina fino a venerdì – è intervenuto il Presidente delle I Commissione Tematica "Informazione e Comunicazione", Giangi Cretti.
Cretti ha informato i colleghi che la Commissione, come di consueto, si è incontrato con i rappresentanti del Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio che ha confermato il completamento dell’istruttoria relativa alla richiesta di contributi da parte dei periodici editi all’estero editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero per il 2025. Ciò – h spiegato Cretti – ha consentito di procedere con il riparto e di predisporre i decreti di pagamento, alcuni dei quali sono già stati accreditati.
Dalla discussione con il Die, è emerso che, pur in costante riduzione, permangono criticità: problemi di comunicazione, in andata e soprattutto di ritorno, con gli editori, talvolta difficilmente raggiungibili e poco reattivi; modulistica incompleta o inadeguata; non tracciabilità dei pagamenti per i costi sostenuti; scarsa reattività e collaborazione di talune sedi consolari; ritardi nell’invio dei pareri dei Comites, nonostante numerosi solleciti.
Criticità, ha spiegato Cretti, che sono all’origine dei ritardi dell’erogazione dei contributi.
Con il Die, la Commissione ha discusso anche dello schema del nuovo regolamento per i contributi su cui il CGIE, tramite il Comitato di Presidenza, aveva già espresso un parere nel febbraio 2025. Nell’incontro di lunedì, “abbiamo preso atto con soddisfazione che tutte le perplessità evidenziate nel parere sono state recepite”. Quindi, per i periodici editi e diffusi all’estero, “decade l’obbligo, inizialmente previsto, dell’impiego di un giornalista “assunto secondo la normativa del Paese dove ha luogo la prestazione lavorativa”” mentre “per i periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero vale l’obbligo di impiegare almeno un giornalista professionista”.
Un altro elemento di novità riguarderà la quota del contributo equamente suddivisa fra tutte le testate, fissata al 5%: “sarà erogata solamente a quelle testate che presentano costi superiori all’ammontare del contributo che dovrebbero ricevere”. Infine, nel nuovo schema, “la conclusione dell’istruttoria, attualmente fissato al 31 ottobre, viene differita al 28 febbraio e viene confermata la scelta di considerare le testate online solo se ancorate alla testata cartacea. Al contempo, si introduce il principio che eventuali residui del contributo verranno ridistribuiti fra gli aventi diritto nell’anno di riferimento”.
Lo schema, ha spiegato il Die, “è fermo da tempo al MEF e non si ha al momento contezza dei tempi necessari a completare l’iter che lo renderà effettivamente operativo. È ragionevole ritenere che potrebbe entrare in vigore a valere sui contributi per l’anno 2027”.
La Commissione ha poi incontrato il consigliere Antonino La Piana, capo dell’Ufficio I della Dgit, per un aggiornamento sulla collaborazione fra Maeci e le agenzie “dedicate”, tra cui l’Aise, destinatarie di un contratto de facto soggetto a riconferma anno dopo anno, nonostante sia previsto in base ad una programmazione finanziaria del governo triennale.
Sulla questione, ha riportato Cretti, il consigliere La Piana si è detto “interessato a considerare le possibilità di individuare soluzioni che consentano una diversa pianificazione, fermo restando che la stessa non compete al suo Ufficio e necessariamente dipende dalla disponibilità effettiva dei fondi”.
Rimanendo in tema informazione, applicata sta volta agli appuntamenti elettorali, La Piana – ha detto ancora Cretti – si è detto disponibile anche a farsi “latore presso gli Uffici competenti della richiesta avanzata dalla Commissione di fare in modo che la rete diplomatico-consolare si coordini con i rappresentanti delle comunità ogni qual volta si tratti di pianificare l’informazione e la comunicazione, individuando modalità efficaci ed efficienti, anche di fuori delle scadenze elettorali”.
La Commissione ha poi discusso l’opportunità di organizzare un Convegno – insieme al Cser – sulla modalità con cui s’informano e comunicano le comunità italiane all’estero, con l’obiettivo di fotografare l’esistente per profilare il futuro. I lavori coinvolgerebbero anche il Maeci e il DIE, se disponibili, la FUSIE e il CNEL. All’assemblea, quindi, Cretti ha chiesto di sostenere la proposta e al Comitato di Presidenza di deliberare la creazione di un gruppo di lavoro che si attivi per definire obiettivi e contenuti, nonché gli aspetti organizzativi del convegno che dovrebbe tenersi in autunno, “integrato” nella eventuale seconda plenaria del Cgie.
A seguire, Tommaso Conte, consigliere dalla Germania, ha sollevato una "denuncia pubblica" su alcune "testatine" e "giornalini" che chiedono fondi senza sostanzialmente averne i diritti, testate che "non danno niente agli italiani in Germania". Testate su cui prima interveniva l’apposita Commissione che coinvolgeva anche Cgie e Fusie, tra gli altri, e che, ha ricordato Cretti, è stata soppressa nel 2017. Da allora, “noi non possiamo più intervenire”. (aise)