Scaglione (Centro Lucani – Cgie): lucani nel mondo contro lo spopolamento e per il turismo di ritorno

POTENZA\ aise\ - “Le indicazioni fornite dall’assessore regionale al Turismo e per esso da Apt e dall’intero Governo regionale nella specifica materia, non possono passare in secondo piano o lasciate alla libera interpretazione. Nel notare per certi versi una voglia di far ripartire questo importante settore del nostro sviluppo regionale, come dichiarato e come previsto anche dalle ingenti risorse messe a disposizione per scrivere un piano di sviluppo turistico (si parla di 4,5 Meuro), Regione Basilicata ed Apt, unanimemente ai Comuni lucani, pare evidente invece il senso di distrazione nell’utilizzare nuovi settori e nuove opportunità”. Così scrive Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e Coordinatore delle Consulte regionali nella Cabina di regia della Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, che in una “lettera aperta” commenta le indicazioni regionali segnalando l’importanza di coinvolgere i lucani all’estero sia per combattere lo spopolamento delle aree interne sia per il rilancio del turismo nella Regione.
Si seguito la versione integrale delle sue riflessioni.
“Partendo dal principio che i primi flussi turistici saranno quelli relativi al turismo di prossimità e che si prevedono flussi di rientro di italiani e di lucani, dall’estero, appare opportuno evidenziare la esigenza di talune misure aggiuntive, sulle quali siamo pronti ad affrontare il tema a livello di singole regioni, seguendo lo schema e le indicazioni emerse nei giorni scorsi dai confronti avuti con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero su input del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
- In particolare, RILANCIARE E SOSTENERE I PROGETTI DEL TURISMO DI RITORNO E DELLE RADICI come avevamo del resto già evidenziato nello scorso mese di settembre. Ma tutto tace in questa direzione;
-Accoglienza giovani italiani nel mondo per nei prossimi periodi estivo.
I dati dicono che nei prossimi mesi, non meno di circa 100 mila italiani faranno rientro dai loro Paesi e tra di loro molti saranno in difficoltà reali di sostentamento e di rientro ad una condizione di vita soddisfacente. I lucani sono già tra questi e nel contesto generale rappresentano una emergenza ma anche una opportunità.
TURISMO DI RITORNO e del TURISMO DELLE RADICI - Lo stesso auspicio che sollecitiamo per realizzare e finanziare forme di diretto coinvolgimento delle Associazioni dei Lucani in Italia in questa prima fase di ridotta mobilità e nel mondo subito dopo o contestualmente, nel sostegno alla promozione di iniziative sul TURISMO DI RITORNO e del TURISMO DELLE RADICI, che caratterizzano già da qualche tempo le azioni del Ministero degli Affari Esteri di concerto con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e nello spirito dei progetti messi in azione con i suoi strumenti operativi dall’Ufficio Cooperazione Internazionale della Presidenza della Giunta Regionale attraverso anche gli Sportelli Basilicata operanti presso le Federazioni dei Lucani all’estero.
Un opportunità offerta alle nostre comunità per venire in Basilicata, è la vecchia normativa regionale sul Turismo di ritorno, che consentiva ai gruppi di lucani o di discendenti residenti all'estero nel numero minimo di 15 a cui è possibile assimilare parenti diretti o indiretti, di ottenere, dietro formale e preventiva richiesta, un contributo forfettario di 1000 Euro per il trasporto bus dall'aeroporto o dalla stazione di arrivo in Italia e con tappa in Basilicata ed un contributo di 10 Euro a persona per ogni pernottamento nelle strutture della Basilicata con un minimo di 3 notti.
Una opportunità che può servire a sollecitare e favorire il riavvicinamento delle nostre comunità estere alla terra d'origine.
C’è un lavoro sinergico che parte dal basso, supera i confini dei lacci e lacciuoli istituzionali sempre più distratti verso il tema della difesa dell’italianità e della lucanità, al quale anche l’associazionismo lucano e non solo quello delle tante associazioni dei Lucani in Italia e nel Mondo, potranno rivolgersi sempre più per ritrovare una ragion d’essere e di esistere.
Una occasione che la Basilicata in via di spopolamento non può perdere”. (aise)