SERVIZI CONSOLARI: COSA FA LA FARNESINA

SERVIZI CONSOLARI: COSA FA LA FARNESINA

ROMA\ aise\ - Il tema “più importante”, il “cuore stesso del mandato della rete consolare” oltre che della Direzione generale per gli italiani all’estero. Così Luigi Vignali ha definito i servizi consolari, tema al centro dei lavori della terza e ultima giornata di lavoro dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero riunita alla Farnesina.
Presente ai lavori, presieduti dal segretario generale Michele Schiavone, il sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo e, in vari momenti della mattinata, i parlamentari eletti all’estero Ungaro,Schirò, Billi, Borghese e Cario, e l’europarlamentare Alessandra Mussolini.
A spiegare cosa fa la Farnesina per offrire i servizi consolari tre Direttori generali del Maeci: oltre a Vignali, a capo della Dgit, hanno portato il loro contributo anche Nicandro Cascardi, Dg per l’Amministrazione e l’Informatica, e Luca Sabbatucci, Dg per le risorse e innovazione.
Dagli interventi di tutti la sottolineatura del grande lavoro fatto dalla rete, che però non basta per la ormai cronica penuria di risorse economiche e umane.
Ciò non significa che non siano stati fatti progressi, anche grazie alla digitalizzazione.
Insomma, un quadro di luci ed ombre popolato da 5.675.458 italiani iscritti negli schedari consolari (al 31 maggio 2018, 1.100.000 in più in sei anni) e dai dipendenti e funzionari, di ruolo e a contratto che svolgono materialmente i servizi - dal passaporto alle pratiche di stato civile, alla cittadinanza – ai connazionali.
Connazionali che continuano ad aumentare con un certo ritmo.
“Dall’inizio del 2018 – ha spiegato Vignali – dunque in soli sei mesi, c’è stato l’aumento dell’1,5% di nuovi iscritti consolari”, i tassi più elevati in questo primo semestre sono stati riscontrati a Londra (3,5%), Buenos Aires (2%), San Paolo (più del 2%) e Parigi (2,5%). Ma il boom è a Madrid con un più 5% di connazionali iscritti “a metà anno, dunque saranno il 10% a fine anno”, molti, ha precisato Vignali, “scappati dal Venezuela”.
Più utenti significa più richiesta di servizi.
A questa situazione l’amministrazione risponde “con l’aumento delle risorse per la rete”, in termini di personale: “le 100 unità di personale a contratto autorizzate dalla legge di bilancio iniziano ad essere distribuite” ed economici con il famoso 30% della tassa di cittadinanza. Questi fondi, ri-destinati ai consolati, “possono essere utilizzati per assumere personale interinale o migliorare servizi informatici”. Certo “è un aumento limitato, ma conosciamo tutti lo stato sulle finanze pubbliche”. Nonostante questo “una risposta c’è stata e ci sarà in futuro”.
Oltre alle risorse, la Farnesina mette sul campo anche l’innovazione tecnologia per semplificare il lavoro nei Consolati e anche le procedure.
La parola d’ordine, in questo caso, è digitalizzazione.
“Da quando sono a Capo della Dgit”, cioè dal 2017, “le pratiche di stato civile sono aumentate da 199mila a 204mila; i passaporti da 295mila del 2016 ai 345mila del 2017, con un aumento di produttività del 16%, che è un grande successo”, ha sottolineato Vignali. Percentuale che sale del 31% se paragonata al 2013%. Le pratiche di cittadinanza iure sanguinis, ha aggiunto, “erano 32mila nel 2016, certo non tutte processate con esito positivo, per passare a 41.200 nel 2017, il 25% in più di produttività della rete”.
La cittadinanza per matrimonio è passata da 6.100 nel 2016 a 8.300 nel 2017, 35% in più. Dati, ha ribadito il Direttore generale, “che confermano che la rete lavora. Certo, non è abbastanza perché tutti sappiamo dei tempi d’attesa, io so tutte le difficoltà, ma voglio sottolineare che la rete cerca di dare risposte con un’efficienza unica nella Pubblica Amministrazione”.
Per dimostrarlo, Vignali ha confrontato alcune circoscrizioni consolari con comuni italiani a parità di abitanti: “a Londra sono registrati 310mila residenti, in realtà sono il doppio, ma consideriamo i 310mila, in consolato generale ci sono 50 addetti, che presto incrementeremo. 10mila è la popolazione di Catania, il cui comune ha 3.335 impiegati e non fa i passaporti, perché li fa la Questura”. E ancora: San Paolo con i suoi 218mila iscritti è come Padova, solo che nel consolato della città brasiliana lavorano 44 impiegati, nel comune veneto 1.731.
A fronte di questa situazione, è fondamentale puntare sulla digitalizzazione: “a inizio 2017 ho trovato 10 sedi collegate con il portale che si chiamava Secoli; lo abbiamo cambiato, innovandolo, a cominciare dal nome, che ora è Fast It” attraverso il quale “ci si può iscrivere all’Aire online, o segnalare il cambio di indirizzo in caso di trasferimento. “In meno di un anno, le sedi con Fast It sono 75, dove risiede più dell’80% della collettività all’estero, gli utenti registrati sono quasi 100mila, 235mila i visitatori delle pagine informative del portale (4milioni di visualizzazioni)”.
Inoltre, è ripartita la distribuzione delle attrezzature per raccogliere le impronte digitali: “sostituendo il funzionario itinerante, nei grandi territori queste postazioni mobili saranno date ai consoli onorari, grazie – ha sottolineato Vignali – alla determinazione mia e di Cascardi. 38 già sono state consegnate, 20 stanno partendo, e le altre 55 lo saranno entro la fine del mese”.
Obiettivo della Farnesina è quello di “migliorare ulteriormente i margini di produttività della rete per dare più servizi”, un processo che “si deve accompagnare alla distribuzione di più risorse, soprattutto umane”, dunque, ha detto Vignali al Cgie, “contiamo sul vostro sostegno e sulla vostra collaborazione, così come su quella del Governo e del Parlamento e di chi ha a cuore le nostre collettività”.
Dunque grande sforzo su più fronti, quello della Dgit, che conta molto sul nuovo portale – su cui al Cgie è stato presentato in anteprima un video che sarà presto diffuso sul web – perché, ha concluso con una battuta Vignali, “erano Secoli che attendevamo Fast It”.
Un portale che vede la Dgit affiancata dalla Direzione generale per l’Amministrazione e l’Informatica, guidata da Nicandro Cascardi.
Quelli tecnologici sono “strumenti fondamentali nel quadro di diminuzione delle risorse. La digitalizzazione può aumentare la produttività delle persone, ma non le può sostituire”, ha subito precisato il Dg. “Nessuno di noi alla Farnesina immagina di meccanizzare tutto, sostituendo l’apporto umano di per sè insostituibile”.
Quindi Cascardi ha ripercorso la “storia” delle piattaforme attivate negli anni dal Maeci, dal Sifc – la più “vecchia”, nata 11 anni fa – che ebbe il merito di “unificare anagrafe, stato civile e contabilità in un’unica piattaforma, rendendo possibile la creazione degli sportelli unici, dove ogni impiegato è in grado di fornire servizi diversi. Nell’ultimo anno, con sifc sono state gestite oltre 1milione e 300mila pratiche. Nei prossimi giorni – ha anticipato il Dg – verrà rilasciata una nuova versione che comprenderà la firma digitale dell’addetto consolare”. Un altro passo “verso la dematerializzazione delle procedure per ridurre tempi la gestione delle pratiche”.
E poi, come detto, c’è Fat It, “applicativo che contiene molte sezioni di informazioni sulla rete, l’Aire, certificati, assistenza sociale, ma anche servizi interattivi. Permette l’iscrizione all’aire online e si può aggiornare il proprio indirizzo”, il portale per questo consente un “migliore allineamento dei dati”. Le pratiche trattate ad oggi sono 94mila.
Allo studio, ha aggiunto cascardi, “ci sono altri servizi, per arricchire Fast it: dalla prenotazione allo sportello con il Prenota online, alla registrazione con l’identità digitale (Spid), al pagamento delle percezioni consolari, attraverso la piattaforma “Paga pa”. Lo Spid sarà una identificazione univoca per il cittadino che gli consentirà di accedere a tutte le piattaforme delle pubbliche amministrazioni; stiamo lavorando per inserire anche le amministrazioni consolari. Così come per “Pago Pa”, la piattaforma che consentirà di pagare tutto – anche le tasse – online. Per ora, il sistema è esteso nei paesi europei, poi lo sarà agli altri”.
Il Dg ha quindi riferito del “successo” della sperimentazione appena conclusa a Palma de Maiorca con la postazione per le impronte digitali al console onorario; una “innovazione importante perché restituisce ai consoli onorari un ruolo nel rilascio dei passaporti che avevano e che poi hanno perso con l’avvento del passaporto biometrico. Avendo servito in un paese come il Canada, - ha aggiunto Cascardi – capisco quanto sia importante avere il passaporto senza spostarsi per 1.000 chilometri”.
Le sedi consolari cui sono già state consegnate le macchine per le impronte sono Salonicco, Manhaus, Las Palmas, Santa Cruz, Tucuman, Norfolk, Pittsburg e Charlotte, Chrison e Buffalo, La Romana, Salvador, Liberao Preto, Malmoe, Christchurch e Auckland, Alicante e Valencia, Bedford, Cardiff, Birmingham, New castle, Ptersburg, Amburgo, Brema, Barinas e Porlamar.
Quanto al “Prenota online”, il 28 febbraio ha detto Cascardi, “è stata rilasciata una nuova versione più sicura e aggiornata, per ovviare al problema della acquisizione di prenotazione multiple di un unico operatore, che poi “distribuiva” questi appuntamenti con modalità poco chiare. Il sistema ora è molto potenziato e impedisce, almeno sulla carta, questo tipo di operazione. Consentendo però di fare con un unico accesso una prenotazione per tutto un nucleo familiare”.
Il “Prenota online”, ha tenuto a precisare il Dg, “dà alla sede possibilità aggiuntive, è uno strumento che consente flessibilità agli operatori”. Nel 2017 sono stati presi online 600mila appuntamenti, un trend confermato anche nel 2018 (ad oggi 250mila già prenotati). Ma “Prenota online è un servizio che si aggiunge ai canali ordinari di prenotazione”.
Un altro fronte su cui Dgit e Dgai si stanno battendo è quello della Carta di identità elettronica anche all’estero: “si sta accelerando anche in Italia e quindi speriamo di farlo all’estero”, ha detto Cascardi. La quanto al voto all’estero, la sua Direzione ha aggiornato il portale ad uso dell’amministrazione in occasione delle ultime politiche. Portale che in questi giorni viene aggiornato per essere usato nelle elezioni europei dell’anno prossimo.
C’è poi “Visto per l’Italia”, che ha “più di 470mila utenti da 220 paesi” e il Local Visa Information System per rilascio visti nella rete, che nel 2017 ha processato 1milione 900mila pratiche lavorate da operatori consolari.
Insieme, ha concluso Cascardi, “Fast it, Prenota on line e Visti hanno avuto oltre 1milione 300mila utenti”.
A lavorare tutte queste pratiche sono gli addetti consolari: di personale ha parlato Luca Sabbatucci, Direttore generale per le risorse e l’innovazione.
“Sapete che non ci sono state assunzioni negli ultimi anni nella Pubblica Amministrazione. Sulla rete, come organico Maeci, siamo calati di oltre il 30% nelle aree funzionali – impiegati amministrativi e funzionari – passando da 4mila unità a meno di tremila. L’età media degli impiegati e dei funzionari si è quindi alzata notevolmente – in linea con tutta la Pa – a 55-57 anni – e andrà avanzando”. Anche per questo – l’età avanzata – non è facile coprire alcune sedi “disagiate” anche fornendo “incentivi”.
Negli ultimi anni “abbiamo fatto una battaglia di retroguardia” ma “100-150 pensioni l’anno senza adeguate assunzioni, ha fatto sì che anche queste misure siano state insufficienti”. Ma non tutto è perduto: una piccola nota di ottimismo viene dalla “ultima legge di bilancio che ha autorizzato la Farnesina a bandire due concorsi: uno da funzionario consolare, amministrativo, sociale e contabile, per 177 posti; l’altro per addetto alla promozione culturale, per 44 posti”. I due concorsi saranno banditi entro luglio, quindi tenuto conto dei tempi delle procedure, “assumeremo i nuovi colleghi entro l’estate 2019”. Saranno “giovani, laureati, con una propensione a partire anche nelle sedi più difficili”. A loro si aggiungono i 100 impiegati a contratto, metà dei quali già assegnati ai consolati più in crisi: “entro questa estate contiamo di finalizzare metà dei contratti, gli altri in autunno. Ne vorremmo altri 100 nella prossima legge di bilancio”, ha auspicato Sabbatucci. Insomma, “ci attende un altro anno difficile per il personale, ma dall’estate 2019 il trend si invertirà”. (m.cipollone\aise) 

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