A CHENGDU IL FORUM ITALO-CINESE SU ECONOMIA CIRCOLARE E SVILUPPO VERDE

A CHENGDU IL FORUM ITALO-CINESE SU ECONOMIA CIRCOLARE E SVILUPPO VERDE

CHENGDU\ aise\ - Si è tenuto ieri, 23 settembre, presso il Chengdu International Convention Center il Forum italo-cinese su economia circolare e sviluppo verde. Il forum, che si inserisce nell’ambito delle attività programmate in occasione della partecipazione dell’Italia in qualità di Paese Ospite d’Onore alla XVII edizione della Western China International Fair, è stato co-organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing, dal Dipartimento della Protezione Ambientale della Provincia del Sichuan e dal Dipartimento degli Affari Fieristici del Sichuan, con il supporto dell’Associazione per l’Economia Circolare del Sichuan, della Camera di Commercio Italiana in Cina, di Ecomondo e di Energy Environment Global Exchange (EEGEX).
La manifestazione – riporta il Consolato – ha affrontato alcune delle principali tematiche legate all’economia circolare, quali la riduzione delle emissioni di CO2 sia in Cina che in Italia, la creazione di un modello di sviluppo industriale eco-sostenibile, l’utilizzo delle green technologies e l’integrazione socio-economico-ambientale in un’ottica di sviluppo sostenibile. I relatori che si sono alternati sul palco, esperti e specialisti sia italiani che cinesi, hanno in particolare presentato alcuni approcci innovativi e best practice portati avanti da Cina e Italia e finalizzati allo sviluppo dell’economia circolare in ambito urbano, alla crescita sostenibile, a dare impulso a scambi di conoscenze per la tutela dell’ambiente ed alla creazione di villaggi e città a zero emissioni.
Tra i relatori intervenuti nella sessione della mattina, Roberto Ferrero, rappresentante del Gruppo di lavoro energia e tutela ambientale della Camera di Commercio Italiana in Cina, si è soffermato sui passi avanti compiuti dall’Italia in tema di cooperazione internazionale per favorire lo sviluppo dell’economia circolare, mentre Gian Marco Revel, dell’Università della Tecnologia delle Marche, ha illustrato in che modo l’economia circolare urbana e la tecnologia digitale possano contribuire ad elevare la qualità della vita dei cittadini.
Un altro docente dell’Università della Tecnologia delle Marche, Francesco Fatone, ha focalizzato il proprio intervento su economia circolare e simbiosi nell’ambiente urbano, menzionando sfide e soluzioni legate all’innovazione ecologica. Infine, Sandro Bisello dell’autorità portuale di Venezia ha analizzato il tema del restauro ambientale dei parchi industriale, prendendo come case study il porto di Marghera.
Nel pomeriggio, il forum è proseguito con due workshop. Durante la prima parte del primo workshop, le aziende italiane Hydroitalia, Systea e Decomar hanno illustrato alle aziende e agli esperti cinesi del settore le soluzioni adottate per realizzare un’economia circolare all’interno di ecosistemi acquatici. Nella seconda parte, la multiutility Hera si è invece soffermata sulle strategie adottate con riferimento a ecosistemi industriali.
La prima parte del secondo workshop, dal titolo: “Economia circolare nell’ecosistema naturale: tecnologie e soluzioni italiane per la tutela ambientale e lo sviluppo verde”, ha visto impegnate le aziende italiane Ambiente e Owac, mentre nella seconda parte altre due aziende italiane, CibUnigas e Giacomini, hanno presentato soluzioni e best practice adatte alla gestione di green buldings e smart cities cinesi.
La tutela dell’ambiente e la ricerca di tecnologie innovative miranti all’abbattimento delle emissioni nocive sono temi che negli ultimi anni il Governo cinese ha iniziato ad affrontare in modo sistematico. L’Italia, grazie ad efficaci best practice introdotte in campo ambientale negli ultimi vent’anni e all’elevato livello tecnologico delle proprie imprese, si propone come partner privilegiato per la Cina del Sud-ovest nella lotta all’inquinamento e nella promozione di uno sviluppo industriale sostenibile. (aise) 

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