Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità al centro della 6ª Italia Africa Business Week

ROMA\ aise\ - Si è tenuta il 16 e il 17 novembre a Roma, presso il Centro Congressi Villa Aurelia, la sesta edizione del forum “Italia Africa Business Week (IABW)”, un forum economico tra Italia e Africa, unico nel suo genere, promosso dall’associazione Le Réseau. La due giorni, che ha suscitato l’interesse di quasi 700 persone, ha visto la partecipazione di istituzioni italiane e africane, banche, investitori, imprenditori, enti del terzo settore e organizzazioni delle diaspore. L’evento, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri (per la conferenza di apertura), dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dall’Agenzia Ice e Cassa Depositi e Prestiti, ha incentrato il programma su attività chiave per incentivare gli scambi economici, di investimento e trasferimento di know-how attraverso conferenze, workshops, tavole rotonde, B2G, B2B e B3B.
Ad aprire i lavori della VI edizione il presidente di IABW, Cleophas Adrien Dioma, che ha ricordato come l’associazione Le Réseau da anni lavori sulla creazione e mantenimento di sinergie stabili fra l’Italia ed i paesi africani, sottolineando “quanto l’Italia sia importante per i Paesi dell’Africa. Un’importanza che vale, d’altra parte, in entrambe le direzioni. Perché a sud del Sahara, per le imprese in Italia, non ultime quelle di piccole e medie dimensioni, ci sono opportunità da cogliere”.
Secondo l’ambasciatore Giuseppe Mistretta, Direttore Centrale per i Paesi dell’Africa Sub-sahariana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, “Italia e Africa non solo hanno un rapporto istituzionale e di governo, ma anche relazioni personali. Siamo un Paese che è riuscito nei secoli ad avere tantissimi contatti con le genti africane. Questo ponte, che ci contraddistingue, ha visto passare missionari, professori e diplomatici, tra gli altri e vogliamo continuare così”. Parlando del lato prettamente economico dei rapporti tra Italia e Africa, Mistretta ha osservato che il nostro Paese “rimane uno dei più grandi investitori nel continente e anche l’import-export è in crescita”.
Fra gli ospiti il Ministro delle Poste, delle Telecomunicazioni e delle Nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione della Repubblica Democratica del Congo, Augustin Kibassa Maliba Lubulala, che ha ribadito l’impegno del suo Paese a valorizzare e tutelare gli investimenti europei ed italiani puntando molto anche sulla trasformazione digitale e delle tlc. Rivolgendosi agli ospiti presenti e collegati online, il Ministro ha lanciato l’invito a “investire in Congo, un Paese che è in una posizione strategica al centro dell’Africa e che entro il 2030 vuole diventare il primo hub delle telecomunicazioni tra l’Europa, l’area subsahariana e la regione dell’Atlantico”.
Le parole di Serge Ekue, Presidente della Banca di sviluppo dell’Africa Occidentale (BOAD), hanno rafforzato l’idea che per incentivare le sinergie ci sia bisogno di azioni comuni. “Oggi parliamo di sfide comuni, di azioni che il settore privato, i governi e le istituzioni multilaterali” ha sottolineato il dirigente “possono realizzare insieme, sulla base di un nuovo modello di partnership, luoghi dove diversi stakeholders possano stringere delle partnerships. “La Banca che guido – ha aggiunto – ha l’obiettivo di accompagnare la trasformazione in otto Paesi della regione dove vivono 130 milioni di abitanti; abbiamo un piano strategico per il periodo 2021-2027 che mira ad aumentare fino a sei miliardi di euro gli investimenti in progetti che vanno dall’energia all’agricoltura, dall’edilizia all’istruzione”.
Luca Maestripieri, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha poi ripreso il filo collegandosi all’Agenda 2030 sottolineando l’importanza della partnership fra settore privato e pubblico per vincere le sfide globali in Africa: “dobbiamo continuare a investire in questi Paesi, coinvolgendo al meglio i soggetti di cooperazione, sia del mondo no profit sia del settore privato: solo così transizione ecologica e lotta al cambiamento climatico avranno chance di successo”.
Giulio Dal Magro, Head of Development Financing di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha sostenuto che Cdp “pone la transizione verde dell’Africa tra le sue priorità. L’impegno di Cdp in favore del clima nel continente, già importante secondo Dal Magro, sarà rafforzato nei prossimi anni grazie al Fondo italiano per il clima, lanciato in occasione della Cop27 di Sharm el-Sheikh. “La dotazione è di 840 milioni all’anno per 5 anni e saranno finanziabili tutti i Paesi africani”.
Gli interventi dagli esponenti delle istituzioni africane e italiane sono stati poi ripresi e supportati dagli interventi degli imprenditori e rappresentanti del settore privato come Roberta Datteri, Vicepresidente della Confederazione nazionale dell’artigianato e delle Pmi (CNA) secondo cui “si deve pensare a un nuovo modello di sviluppo e crescita orientato verso l’unico traguardo di una next generation, che racchiuda in sé anche nuovi modelli di business, di governance, di architetture sociali inclusive, di una geopolitica che contempli gli interessi di tutti e non solo dei più forti, di una geografia più fisica e meno politica”.
Nel corso della prima giornata sono stati siglati due accordi: un Memorandum of Understanding con la Boad per l’avvio della IABW Sustainable Development Platform, che verrà lanciata il prossimo anno; e un accordo di collaborazione e partnership accordo siglato con il Tunisia Africa Business Council (TABC) alla presenza del Presidente Aniz Jaziri.
Questa edizione ha visto anche la partecipazione della Ghana Free Zone Area e della Ghana Investment Promotion Center, ha sperimentato una nuova gestione degli incontri B2B/B3B, svolti in più modalità e si è collegata con l’evento organizzato a Dakar dall’AICS sul progetto “Investo in Senegal” con un focus sull’esperienze d’investimento di una nuova generazione della diaspora.
Le nazioni presenti quest’anno sono state Angola, Burkina Faso, Benin, Camerun, Capo Verde, Cina, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gabon, Ghana, India, Italia, Kenya, Lettonia, Madagascar, Mali, Marocco, Mozambico, Nigeria, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Rwanda, Russia, Senegal, Somalia, Sudan, Sudafrica, Togo, Tunisia e Zambia.
Ha chiuso la due giorni l’ambasciatore Fabrizio Lobasso, Vicedirettore per la regione subsahariana presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “è una gioia vedere che questa manifestazione cresce anno dopo anno in termini di presenze, di qualità, di ospiti, di politica e di tutti i settori”. Secondo l’ambasciatore, l’iniziativa, che è giunta alla sesta edizione, “funziona e dà un contributo fondamentale alle relazioni italo-africane”.
Dall’ambasciatore è giunto quindi l’invito a fare di più, partendo da una constatazione: “è paradossale che l’Italia sia prima in tante cose, come la cooperazione allo sviluppo, gli investimenti nell’energia o le tecnologie, per non parlare della solidarietà e della parte culturale, eppure i dividendi e i risultati che porta a casa sono inversamente proporzionali a quanto fa”. Il rischio è “non essere facilmente riconoscibile” e così “non entrare nel cuore degli amici africani”.
Su questa scia si sono chiusi i lavori con l’intervento dalla Chief Executive, Mehret Tewolde Weldemicael, che ha annunciato che la prossima edizione della IABW si terrà a Milano nella tarda primavera del 2023. (aise)